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Nuova presidenza per Le donne del vino

Elena Martusciello è stata eletta presidente dell’Associazione nazionale Le Donne del vino. Lo scorso12 gennaio, infatti, il Nuovo Consiglio Direttivo dell’Associazione Donne del Vino l’ha eletta per il prossimo triennio. Attualmente, Martusciello è a capo del consiglio di amministrazione di Grotta del Sole, azienda di famiglia che ha sede a Quarto (Napoli), nel cuore di Campi Flegrei, ma che include anche altre zone  di produzione, molto vocate della viticoltura campana: oltre ai Campi Flegrei, Irpinia, Penisola Sorrentina, Vesuvio e Agro Aversano. 

Elena Martusciello succede ai due mandati di presidenza di Pia Donata Berlucchi, grande presidente che ha dato lustro e charme all’Associazione. 

Insieme a Martusciello sono stati eletti anche i vice presidenti: Maria Cristina Ascheri delle Cantine Ascheri di Brà (Cuneo) e Nadia Zenato dell’Azienda vitivinicola Zenato (con sede a Peschiera del Garda in provincia di Verona).

Donne alla ribalta? No. Donne in prima linea per sostenere la cultura, la produzione, l’economia rurale,  la diffusione del vino e del suo mondo. E anche per sostenersi a vicenda.  Donne solidali. Si ricordi, in proposito, l’intervento dell’Associazione Donne del Vino in aiuto delle associate  aquilane fortemente danneggiate dal terremoto. 

L’Associazione è sinonimo di  serietà, impegno, cultura e tradizione.

Nel panorama del vino, le consumatrici in rosa sono in aumento: corsi di sommelier, wine club, mailing list di famose enoteche accolgono molte eno appassionate. Per non parlare, della scelta del vino (pur rimanendo gli uomini i principali consumatori): sono le donne che condizionano sempre di più la scelta agli scaffali e nei locali alla moda. Amano, infatti, sperimentare anche etichette non territoriali e pur bevendo poco lo fanno piacevolmente anche con le amiche. 

 

Valentina Niccolai

Data di pubblicazione: 18/01/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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