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Un Cabochon straordinario: parola di Monte Rossa

“Parlare di ottime annate è sempre un azzardo, ma so di avere in cantina un Cabochon dalla vendemmia 2009 veramente straordinario -dice Emanuele Rabotti titolare di Monte Rossa– e lo posso affermare con sicurezza proprio ora, superata questa prima fase dei controlli del vino, dopo la fermentazione alcolica”.  

 

L’entusiasmo di Rabotti nasce dagli assaggi di questi giorni, una fase di valutazione molto delicata dalla quale si può stabilire, sul prodotto, il potenziale di espressività del vino. Questa prima verifica conferma che un intervento determinate come la raccolta delle uve è avvenuto nel momento migliore, quello in cui le uve mature e sane avevano raggiunto l’equilibrio ottimale ed erano in perfetto equilibrio con  l’acidità naturale.

 

“Sulla qualità e sullo stile dei miei Franciacorta chi comanda è la natura –continua Rabotti- io la posso solo assecondare. Il mio contributo, invece, diventa decisivo quando devo stabilire il momento giusto in cui vendemmiare, vero segreto per ottenere un perfetto vino che andrà a rifermentare in bottiglia. Il vino che deve fare la seconda fermentazione in vetro nasce da uve da  caratteristiche ben specifiche, tra le quali determinante è l’acidità naturale. E per individuare il momento giusto della vendemmia occorre una professionalità specifica, la stessa necessaria anche in seguito, durante le altre fasi dell’evoluzione. Molti anni fa, ormai, quando presi la decisione di produrre solo ed esclusivamente Franciacorta e abbandonare i vini fermi, avevo ben chiare le esigenze in fase di produzione: sono due prodotti che nascono differenti a partire dalla vigna. Per i miei Franciacorta non scendo a compromessi”. 

 

Il Cabochon annata 2009 presenta già da ora le caratteristiche di un Franciacorta molto corposo e di grande struttura, come è stato per millesimi precedenti, ma con in più una determinante acidità naturale che lo renderà ancora più complesso, longevo e soprattutto elegante. Questa differenza è dovuta fondamentalmente alle variazioni climatiche dell’annata, che nel 2009 hanno registrato importanti escursioni termiche. 

 

Il Cabochon è il Franciacorta di punta della maison Monte Rossa. Il prodotto nasce da un territorio particolarmente vocato alla produzione di chardonnay e di pinot nero sul quale sono stati selezionati i migliori cru. Da qui nasce quel plus unico che consentirà di arrivare alla composizione del perfetto equilibrio in fase di assemblaggi. Siamo in attesa di quest’altra verifica, per il Cabochon 2009. Per ora non rimane che attendere, ma con la consapevolezza che la qualità non si improvvisa.

 

Come dire: una casa bella e solida si costruisce su fondamenta che nessuno mai vedrà, ma che sono determinanti ed essenziali, e non si potranno più modificare in futuro.

 

Data di pubblicazione: 11/01/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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