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Novità enologiche del 24 maggio

Parere relativo alla richiesta di riconoscimento della  denominazione

di origine controllata dei vini «Ortrugo


PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI  A  DENOMINAZIONE  DI

                    ORIGINE CONTROLLATA «ORTRUGO» 

 

                               Art. 1. 

 

    La denominazione di origine controllata del vino «Ortrugo» (anche

nella tipologia frizzante  e  spumante)  e'  riservata  ai  vini  che

rispondono alle condizioni ed ai  requisiti  stabiliti  nel  presente

disciplinare di produzione. 

 

                               Art. 2. 

 

    I vini a denominazione di origine controllata  «Ortrugo»  di  cui

all'articolo 1 devono essere ottenuti da uve provenienti  da  vigneti

composti , in ambito aziendale, dalla varieta' Ortrugo per almeno  il

90 %; possono concorrere  le  uve  dei  vitigni  a  bacca  di  colore

analogo, non aromatiche, idonee alla coltivazione in  Emilia-Romagna,

fino ad un massimo del 10%. 

 

                               Art. 3. 

 

    I) La zona di produzione delle uve  idonee  alla  produzione  del

vino a denominazione di origine controllata «Ortrugo»,  comprende  il

territorio a vocazione viticola delle colline piacentine ed  include,

in provincia di  Piacenza,  l'intero  territorio  amministrativo  di:

Caminata (escluso le isole amministrative  in  provincia  di  Pavia),

Nibbiano, Pianello Val Tidone,  Piozzano,  Ziano  Piacentino,  ed  in

parte il territorio amministrativo dei comuni di:  Agazzano,  Alseno,

Bettola,  Bobbio,  Borgonovo  Val   Tidone,   Carpaneto   Piacentino,

Castell'Arquato, Castel San  Giovanni,  Coli,  Gazzola,  Gropparello,

Lugagnano Val  d'Arda,  Pecorara,  Ponte  dell'Olio,  Rivergaro,  San

Giorgio Piacentino, Travo, Vernasca e Vigolzone. 

Tale zona e' cosi' delimitata: 

    Partendo dall'entrata sud nel centro  abitato  di  Borgonovo  Val

Tidone, il limite segue verso ovest la strada per Moretta e, superata

co stera Moretta all'incrocio con il R.Torto, risale verso nord  tale

corso d'acqua ed all'ansa  successiva  la  quota  91  all'altezza  di

Polesera, segue verso nord-ovest per la strada  che  conduce  a  C.na

Montezella. Da  C.na  Montezella  segue  quindi  la  strada  che,  in

direzione nord-ovest, raggiunge  C.Cavo  Perletti  sulla  strada  per

Castel San Giovanni: prosegue quindi lungo tale strada verso sud  per

breve tratto e, all'altezza della quota 93 segue, in direzione ovest,

quella per C.Perduta e C.Pradella fino al  r.Gambero  per  proseguire

poi lungo tale corso d'acqua verso nord per circa 700 metri e seguire

poi il sentiero che in direzione nord-ovest raggiunge la  strada  per

Fornaci: lungo  questa  verso  sud-ovest  attraversa  Fornaci  quindi

Casanova e, proseguendo, passa a sud  di  C.Merlino  e  raggiunge  il

confine  della  provincia  in  prossimita'   della   quota   96   sul

T.Bardonezza. 

    Segue, in direzione sud, il  confine  provinciale  attraversa  il

lago di Trebecco e, proseguendo sempre  sul  confine  provinciale  in

direzione sud-ovest, raggiunge, a quota 779, il Roccone,  nel  comune

di Nibbiano; segue quindi la strada verso nord per  Ca'  dei  Giorgio

(quota 653) e da  tale  localita'  segue  verso  sud  e  poi  est  la

carrareccia per la Ca' dei  Follini.  Da  questa  localita'  prosegue

verso sud-est per la strada che attraversa Ca' Bazzari e, a quota 683

segue quella per Lazzarello, attraversando  prima  la  quota  753  e,

superato Lazzarello, raggiunge proseguendo sempre  verso  sud,  prima

Ca' di Lazzarello, poi case Bianchi, sul  proseguimento  arriva  alla

quota 665, laddove la strada incrocia il corso d'acqua che confluisce

nel rio della Fornace dell'Aia, a quota 550, segue quindi,  da  quota

665, prima l'affluente e poi quest'ultimo  corso  d'acqua  sino  alla

confluenza nel T.Tidoncello Merlingo, lungo  il  quale  risale  verso

nord-est sino alla confluenza a quota 388,  con  il  T.Tidoncello  di

Sevizzano. 

    Da quota 388 risale il Torrente Tidoncello e, a sud di Marzonago.

Prosegue in direzione est per il rio Sereno, toccando le quote 493  e

532, dove raggiunge la strada per Sevizzano; prosegue lungo questa in

direzione sud, costeggia il centro abitato di Sevizzano  ad  ovest  e

segue verso est la strada per C.Saliceto (quote 695).  Da  C.Saliceto

segue la strada in direzione nord-est fino a raggiungere a quota  708

il confine comunale di Piozzano. Prosegue lungo questi  in  direzione

sud sino ad incrociare quello di Travo  a  quota  801,  segue  quindi

quest'ultimo  confine  in  direzione  sud-est  ed  alla  quota   681,

all'incrocio con la strada per Scarniago,  prosegue  verso  nord-est,

lungo questa attraversa il centro abitato di Scarniago e  proseguendo

raggiunge Madellano segue  verso  nord  e  poi  est  la  strada  che,

passando per le quote 560, 554,  477,  incrocia  quella  per  Chiosi;

prosegue lungo quest'ultima verso sud, toccando i centri  abitati  di

Termine Grosso e Pietra e raggiunge poi, a quota 671,  nuovamente  il

confine comunale di Travo; discende lungo questi in direzione sud  ed

in localita' Cappaia, all'altezza di Ronda Nera,  lascia  il  confine

per seguire verso ovest il sentiero che attraversa le quote 389, 405,

439 ed a quota 445 incrocia la  strada  per  Parcellara,  segue  tale

strada verso nord-ovest e raggiunge Parcellara da  dove  segue  verso

ovest il fosso affluente di sinistra del Rio Dorba; dalla  confluenza

risale, per breve tratto, il rio Dorba; ed a quota 337  risale  verso

ovest un affluente di destra  del  medesimo  corso  d'acqua  fino  ad

incrociare la strada per Freddezza;  percorre  questa  verso  sud  ed

all'altezza di Cosenzio, in prossimita' della quota 372, segue  verso

ovest la strada che passa a  nord  di  Freddezza,  tocca  quota  410,

attraversa Marumoni (quota 435) e raggiunge Nosia (quota 429). 

    Da Nosia segue il sentiero per Areglia  toccando  le  quote  434,

438, 416 e da Areglia prosegue per la carrareccia che attraversa case

il Poggio e raggiunge la strada per Gobbi: prosegue lungo questa  per

il breve tratto (250 metri) verso sud e quindi nella stessa direzione

per il sentiero che tocca le quote 416, 430, attraversa rio del Gatto

e raggiunge Ca' del Bosco (quota 497). Da Ca'  del  Bosco  segue,  in

direzione  sud-est,  il  sentiero  che  attraversa  la  quota  526  e

raggiunge alle pendici occidentali di M.Spanna la strada per  Mezzano

Scotti; prosegue nella stessa direzione lungo tale strada per Mezzano

Scotti; prosegue nella stessa direzione lungo  tale  strada  fino  ad

incrociare, superato C.Muggione, l'acquedotto (331). 

    Prosegue lungo quest'ultima strada verso  ovest  ed  all'incrocio

con il rio della Lubbia (quota 359) segue il  sentiero  in  direzione

ovest fino all'incrocio con la strada per Centomerli,  risale  questa

verso nord per breve tratto e, all'altezza della quota 469,  prosegue

verso ovest e sud-ovest per il sentiero che passa a sud  della  quota

519; attraversa le quote 503, 535 e, sul proseguimento per una retta,

raggiunge la strada per Degara: su tale strada prosegue verso  ovest,

attraversa il fosso delle Lubbie e, dopo circa 500 metri,  prende  il

sentiero per Ca' Borelli (quota 581) e quindi quello in direzione sud

attraverso C.Mazucca e, sul  proseguimento  verso  sud  e  sud-ovest,

passando a sud di C.Vignola, raggiunge C.Pegni inferiore (quota 562). 

    Indi segue la strada in direzione  ovest  toccando  Villa  Vegni,

C.Sermase e Valle per raggiungere la S.S. 461 in prossimita'  del  Km

52.300; discende verso sud lungo questa ed a Campore prende la strada

che in direzione nord incrocia a quota 496 il rio d'Assalto; discende

questo corso di acqua verso sud fino alla confluenza con il  T.Bobbio

(quota 359) per proseguire poi lungo il sentiero che  costeggia  tale

corso d'acqua in direzione est, e giunto  alla  quota  336,  prosegue

verso sud-ovest  lungo  il  sentiero  che  raggiunge  la  strada  per

C.Fontanini; prosegue lungo questa verso sud-est  toccando  le  quote

515, 477 e, alla quota 490 (C.Piani), prosegue in direzione  est  per

il sentiero che tocca la quota 317  e  raggiunge,  a  quota  321,  la

strada per Bobbio: prosegue lungo questa  verso  sud  e  passando  ad

ovest di C.Biase segue verso est per il sentiero  che  attraverso  la

quota 490 raggiunge la strada per C.Riva in prossimita'  della  quota

446, percorre tale strada verso sud, raggiunge rio Riva equindi verso

nord-est segue il sentiero e raggiunge quota 456 per piegare  poi  in

direzione sud-est raggiungendo il fiume Trebbia:  risale  tale  corso

d'acqua includendo San Salvatore e quindi  seguendo  il  confine  del

comune di Bobbio, raggiunge al Km 90 la s.s. di Val Trebbia n. 45. 

    Prosegue verso nord lungo tale strada e, alla quota 325  (Km  90)

segue, in direzione est, una retta immaginaria che incontra la strada

per Coli alla quota 585 sul  confine  comunale  di  Bobbio;  prosegue

verso nord lungo tale confine fino a Poggio  Pianone  incrociando  un

affluente di destra del fiume Trebbia,  lo  discende  verso  nord  e,

all'incrocio con la strada per C.Costa (quota  475),  prosegue  nella

stessa direzione lungo questa raggiungendo C.Costa  (quota  494).  Da

quota 494, segue verso nord il sentiero che, attraversando  il  fosso

degli Aregli, raggiunge C.Mezza Cappella a quota 399 da dove prosegue

verso nord-est per il sentiero che attraversa il fosso degli  Armanni

e poi piegando a nord-ovest, raggiunge C.Nuova (quota 400) e  poi,  a

quota 356, il fosso che discende dal M. del  Lago  e  confluisce  nel

Trebbia. 

    Da quota 356, il fosso che discende dal M.del Lago  e  confluisce

nel Trebbia. Da quota 356 discende questo corso d'acqua  e  raggiunge

il Trebbia per discenderlo poi verso nord fino al ponte di  Barberino

(quota 242). Prosegue  lungo  s.s.  Val  Trebbia  e,  dopo  circa  un

chilometro verso est a quota 248, risale il rio Scabbiazza e, a quota

430, prosegue verso nord per il sentiero che raggiunge Scabbiazza. Da

Scabbiazza segue verso nord la strada per Roncaiolo toccando le quote

429, 381, 366, 352; da quest'ultima quota risale, verso  sud-est,  il

fosso  affluente  del  Trebbia  e,  in  prossimita'  della  sorgente,

prosegue per  il  sentiero  che  in  direzione  nord-ovest  raggiunge

Roncaiolo. 

    Da Roncaiolo prosegue in direzione sud-est per  il  sentiero  che

conduce  a  Costa  Camminata  e,  superata  la  quota  424,  incrocia

nuovamente il confine comnunale di Bobbio  lungo  il  quale  prosegue

verso est e nord-est e, all'incrocio con il rio  Secco,  discende  il

corso d'acqua per circa 200 metri per prendere  poi,  verso  est,  il

sentiero e quindi la strada per Ponte di Sopra che supera per seguire

in prossimita' della quota 290 il sentiero che verso est raggiunge il

rio Armelio (quota 274). Risale questi verso sud sino alla quota 520,

all'incrocio con la strada per Boioli: segue tale  strada  verso  est

fino a Casazza toccando le quote 533, 528,  546  e  567.  Da  Casazza

prosegue verso sud sul  sentiero  che  raggiunge  quota  509  e,  sul

proseguimento nella stessa direzione, incrocia il rio Cane:  discende

quindi tale corso d'acqua e, alla  quota  337,  all'incrocio  con  la

strada per Villanova, prosegue verso sud per tale strada. Dopo  circa

un chilometro alla quota  367,  prosegue  ad  ovest  per  quella  che

attraversa Scagliotti e raggiunge Costa Rodi (quota 533). 

    Da Costa Rodi segue verso sud il sentiero e poi la strada che  in

prossimita' del ponte Verbucone incrocia quella per Biasini, prosegue

su quest'ultima, attraversa Biasini e, sul proseguimento  verso  est,

raggiunge il ponte sul Torrente Perino, risale verso nord tale  corso

d'acqua e, poco dopo M.Vecchio, segue la strada per  Bacchetti  verso

est, passando per la circonvallazione sud (quota 426 e 441), su  tale

strada prosegue verso est per quella che porta alle  case  Moline  e,

proseguendo su quest'ultima, in  direzione  nord,  passa  ad  est  di

Bocito e Belito fino a raggiungere a quota 598 case Matteo, da  dove,

per il sentiero verso ovest raggiunge il confine comunale di Travo. 

    Prosegue poi lungo questi in direzione nord fino a raggiungere la

quota 656, nei pressi di M.Viserano, da dove,  in  direzione  sud-est

segue il sentiero che tocca la  quota  614  e  raggiunge  Grilli;  da

Grilli segue verso est la strada per  Cassinari  e,proseguendo  sulla

medesima verso sud-est, raggiunge  Torria  e  poi  in  direzione  sud

C.Invaga e, superata la quota 580, ad est di La  Lama,  raggiunge  il

bivio per la cava di pietra: dal bivio prosegue verso ovest lungo  la

strada per C.Mole che supera ed all'incrocio con il  T.Olza  discende

questi verso est sino al ponte in prossimita' della  quota  323.  Dal

ponte segue verso sud la strada per breve tratto e  poi  il  sentiero

che, in direzione sud-ovest, attraversa le quote 351 e 457 per andare

ad incrociare, alla quota 505, la strada per San Bernardino  e  lungo

questa raggiunge tale centro abitato. 

    Da  San  Bernardino  segue  verso  est  la  strada   per   Selva,

l'attraversa e,  proseguendo  raggunge  rio  Barbarone  (quota  514);

ridiscende  tale  corso  d'acqua   e,   alla   confluenza   nel   rio

dell'Osteria, risale quest'ultimo fino ad  incrociare  la  strada  in

prossimita' di C.Osteria: segue tale strada in direzione  ovest  e  a

C.Sartori prosegue sempre  verso  ovest  fino  a  raggiungere  Vigolo

toccando la quota 608: da Vigolo segue una linea spezzata immaginaria

verso nord-est facendo vertica Castelnardo e raggiungendo poi  C.Zani

(quota 544) da dove prosegue per la strada che raggiunge  quella  per

Padri; all'incorcio prosegue  lungo  tale  strada  in  direzione  est

attraversa  Padri,  Gragnano  di  Sotto,  e  proseguendo  verso  sud,

raggiunge Riglio. 

    Da Riglio prosegue in direzione sud per la strada  che  raggiunge

Busa e poi Poggio da dove segue il sentiero  in  direzione  sud-ovest

raggiungendo Generesso: prosegue poi verso sud-est  lungo  la  strada

che raggiunge, a quota 407, il T.Riglio da dove risale verso nord-est

per quella che raggiunge Montechino in direzione  sud-est,  segue  la

strada per Groppo Visdomo  da  dove  verso  est  per  la  strada  che

costeggia le Rocche, raggiunge il rio Freddo a sud di  Pierfrancesco,

superata Cavadipietra: risale quest'ultimo corso d'acqua e, al  ponte

sulla strada per Carignone (Km 18,200), segue verso est e nord-est la

strada che attraversa Guidi, Rustigazzo, Costa, Vicanino,  Osteria  a

C.Bosconi; al Km 1,900 circa prosegue per il confine di Lugagnano Val

d'Arda in direzione sud-est fino  a  raggiungere  il  t.Arda:  risale

questo corso d'acqua verso sud ed attraversato  longitudinalmente  il

lago di Mignano, in direzione sud il corso d'acqua affluente del lago

che incrocia  la  strada  rivierasca  in  prossimita'  del  Km  9  e,

risalendo sempre questo corso d'acqua,  incrocia  presso  Levori,  il

sentiero che, passando per quota 444, raggiunge in direzione  nord  e

poi est l'abitato di Levori, in direzione est, segue  la  strada  per

Corti, costeggiando a sud-est il  centro  abitato,  per  seguire  poi

verso nord-est il sentiero a mezza costa dell'impluvio  del  lago  di

Mignano, sentiero che tocca le quote 465, 479, 514 e, a nord-ovest di

M.Vidalto, raggiunge la miniera da dove segue la  strada  verso  nord

per Vitalta. 

    Da Vitalta segue verso est la strada per Segadello e  dopo  breve

tratto in direzione nord il sentiero  per  C.Farina  e  quindi  verso

nord-est la strada per Alessandroni e per Gallosi ed alla  quota  471

quella che raggiunge la strada per Vernasca  alla  quota  465:  segue

quest'ultima verso est attraversando Ranca, Comini, Burgazzi, Silvani

e poi all'incrocio con l'affluente del T.Stirone in  prossimita'  del

Km  10,100,  ridiscende  tale  corso  d'acqua  fino  alla  confluenza

raggiungendo cosi' il confine di  provincia.  Risale  verso  nord-est

tale confine che per buona parte si identifica con  il  T.Stirone  e,

poco dopo averlo allontanato, raggiunge la strada per  Fornio  (quota

124). 

    Segue tale strada per nord-ovest toccando la Persica  e  C.Lolini

fino ad  incrociare,  alla  quota  155,  la  strada  per  Castelnuovo

Fogliani  e  proseguire  poi  lungo  questa,   in   direzione   nord,

raggiungendo il centro abitato. Da  Castelnuovo  Fogliani  segue,  in

direzione nord-ovest, la strada che passa per Santa Maria di Latte  e

attraversato il R.Grattarolo raggiunge quella per Alseno (quota  89).

Da quota 89 prosegue verso sud-ovest per Castell'Arquato e, prima  di

giungere a Villa San Lorenzo alla quota 146 (Km  1,900  circa)  segue

verso  nord-ovest  la  strada  per  Cinta  Anguissola  che  supera  e

raggiunge il T.Arda, prosegue lungo questi per  circa  un  chilometro

verso nord e all'altezza della strada per la Sforzesca la segue verso

ovest, raggiunge la Sforzesca e verso nord C.Nuove Remondini da  dove

prende la strada in direzione ovest per torre Gazzola, che raggiunge. 

    Da Torre Gazzola segue, in direzione nord-ovest, il sentiero  che

incrocia la strada per Doppi, lungo questa prosegue  verso  sud-ovest

toccando Giarola e verso sud Vigostano, da dove, in  direzione  ovest

segue la strada che raggiunge quella per Vigolo Marchese al Km 21,300

circa; quindi lungo questa,  verso  nord-ovest,  raggiunge  il  ponte

sull'affluente del T.Chiavenna in prossimita' del Km  20,500;  risale

il corso d'acqua in direzione sud sino ad incrociare  la  strada  per

Bastida e lungo questa verso nord-ovest, attraversa Bastida, Castello

Turca di Sopra, Piacentino, e all'uscita di  quest'ultimo,  segue  la

strada che, piegando verso sud porta  a  C.  Il  Poggio,  all'altezza

delle  quali  (quota  134)  segue  verso  sud  il  sentiero  fino   a

raggiungere la cappella sul greto del T.Vezzeno. 

    Risale  quindi  il  corso  d'acqua  ed   all'altezza   di   Torre

Confalonieri prosegue verso  ovest  per  quella  che  si  immette  in

prossimita' del Km 3 nella strada per Cimafava percorre  quest'ultima

verso nord per circa 200 metri e quindi, verso  ovest,  prosegue  per

quella  che  attraversa  C.Nuova  Riva  e  raggiunge   il   T.Riglio:

ridiscende tale corso d'acqua verso nord  ed  al  ponte  delle  C.del

Riglio segue verso ovest la strada per Godi e, al Km  4  piega  verso

sud-ovest, attraversa Rizzolo, Torrano e raggiunge La Fratta da  dove

segue verso ovest, la  strada  per  M.dei  Fiaschi  e,  nella  stessa

direzione, il sentiero che raggiunge il T.Nure e  quindi  il  confine

comunale di Vigolzone: prosegue verso nord-est lungo tale confine  ed

all'altezza di Stradella segue  verso  ovest  la  strada  per  questo

centro abitato. 

    Da Stradella segue la strada verso sud  fino  a  Ca'  Sgorbati  e

quindi verso ovest quella per M.Italia (quota 149) da  dove  prosegue

verso ovest per il canale  che,  raggiunge  la  strada  per  Grazzano

Visconti che segue per circa 400 metri verso nord e prosegue poi,  in

direzione ovest, lungo il canale, toccando le quote  148  e  147  per

incontrare il confine comunale di Vigolzone.  Segue  verso  sud  tale

confine per breve  tratto  ed  all'incrocio  con  rio  della  Bosella

discende tale corso d'acqua sino ad incontrare la strada per  Niviano

(quota  127).  Segue  questa  verso  ovest,  raggiunge  Niviano,   lo

attraversa e per la s.s. n. 45, in direzione sud giunge a Rivergaro. 

    Da Rivergaro prosegue verso ovest per la  strada  del  greto  del

fiume, raggiunge il Trebbia e quindi il confine comunale di Rivergaro

lungo il quale prosegue verso ovest e poi verso nord fino alla  quota

114, a sud-ovest di C.Buschi sul greto del fiume  Trebbia.  Da  quota

114 segue, verso nord-ovest, la sponda di sinistra del corso  d'acqua

fino all'abitato sud di Rivalta Trebbia per proseguire  in  direzione

nord-ovest, lungo la strada per la scuola e, poco prima di giungervi,

alla quota 132, segue quella verso ovest per Gazzola.  Attraversa  in

direzione nord il centro abitato e, alla quota 136, segue verso ovest

la strada per C.Vecchia ed alla quota 131, sul  confine  comunale  di

Gazzola,  prosegue  nella  stessa  direzione  lungo  il  canale   che

affluisce nel T.Luretta alla quota 127; ridiscende il T.Luretta  fino

a C.Nuova ed alla quota 122 segue la strada verso ovest  per  Rivasso

da dove prosegue prima verso nord e poi verso ovest  per  quella  che

conduce a Sarturano. 

    In uscita nord  da  Sarturano  (quota  134)  segue  in  direzione

nord-ovest la  strada  per  Mirabello  e  prima  di  giungervi  a  La

Palazzina, prosegue per quella che conduce a Grintorto, che supera  a

nord per seguire la strada che in direzione nord-ovest  raggiunge  il

greto del T.Tidone. Risale tale corso  d'acqua  fino  all'altezza  di

Fabbiano per seguire poi lungo la strada che in direzione  nord-ovest

e  passando  per  la  quota  143  raggiunge  il  centro  abitato,  lo

attraversa fino ad incrociare ad Osteriazza la s.s. n. 142;  prosegue

lungo questa in direzione nord fino a raggiungere il borgo abitato di

Borgonovo Val Tidone da dove e' iniziata la delimitazione. 

 

                               Art. 4. 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

produzione dei vini a denominazione di  origine  controllata  di  cui

all'art. 1 devono essere quelle tradizionali delle zone di produzione

di cui all'art. 3 e, comunque, atte a conferire alle uve ed  ai  vini

le specifiche tradizionali caratteristiche qualitative. 

    Per la produzione  di  tutti  i  vini  a  d.o.c.  «Ortrugo»  sono

pertanto da considerare idonei unicamente i vigneti ubicati  in  zona

collinare-pedemontana,   bene   esposti,   su   terreni    argillosi,

preferibilmente  di  natura  calcarea  o  calcarea-argillosa,  spesso

ferrettizzati, ciottolosi e ghiaiosi. 

    I sesti d'impianto, le forme di  allevamento  a  spalliera  ed  i

sistemi di potatura dei vigneti (corti,  lunghi  e  misti)  destinati

alla produzione delle uve della denominazione di origine  controllata

di cui all'art.1 devono essere quelli generalmente usati  e  comunque

atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini. 

    E' vietata ogni pratica di forzatura. E' ammessa l'irrigazione di

soccorso per un massimo di due volte all'anno prima dell'invaiatura. 

    I vigneti  di  nuovo  impianto  e  di  reimpianto  devono  essere

composti da almeno 3.000 ceppi ad ettaro per tutte  le  tipologie  di

vino. 

    La resa massima di uva per ettaro in  coltura  specializzata  dei

vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine

controllata di cui all'art.  1,  i  rispettivi  titoli  alcolometrici

volumici naturali minimi e le rese massime di  uva  in  vino  finito,

devono essere i seguenti: 


         Parte di provvedimento in formato grafico


    Nelle annate favorevoli i  quantitativi  di  uve  ottenuti  e  da

destinare  alla  produzione  dei  vini  a  denominazione  di  origine

controllata «Ortrugo» devono  essere  riportati  nei  limiti  di  cui

sopra, purche' la produzione globale non  superi  del  20%  i  limiti

medesimi, fermi restando i limiti resa uva-vino per i quantitativi di

cui trattasi al comma successivo. 

    La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per  il  consumo,

non deve essere superiore al 70%. Dal 70 all'80 l'eccedenza non  puo'

essere rivendicata come denominazione di origine controllata. 

    Oltre  l'80%  decade  per  tutto  il  prodotto  il  diritto  alla

denominazione di origine controllata. 

    Le  uve  destinate  alla   produzione   dei   vini   spumanti   a

denominazione di origine controllata «Ortrugo» debbono assicurare  un

titolo alcolometrico minimo totale naturale del 9,50% vol. 

 

                               Art. 5. 

 

    Le operazioni di vinificazione, compreso la presa  di  spuma,  la

rifermentazione   in    bottiglia    o    in    grandi    recipienti,

l'invecchiamento, l'affinamento in bottiglia e l'imbottigliamento  di

tutti i vini a denominazione di origine controllata «Ortrugo» di  cui

all'art.1, debbono essere effettuati in provincia di  Piacenza  salvo

quanto specificatamente previsto nel presente articolo. E' consentito

di effettuare le operazioni di vinificazione  compreso  la  presa  di

spuma, la  rifermentazione  in  bottiglia  o  in  grandi  recipienti,

l'invecchiamento, l'affinamento in bottiglia e l'imbottigliamento  di

tutti i vini a d.o.c. «Ortrugo» negli stabilimenti delle  ditte  site

nel comune di Rovescala ad est del torrente Bardoneggia in  provincia

di Pavia. 

    E' in facolta' del Ministero per le politiche agricole - Comitato

nazionale per la tutela e la valorizzazione  delle  denominazioni  di

origine  e  delle  indicazioni  geografiche  tipiche  dei  vini,   su

richiesta delle ditte interessate, consentire che  le  operazioni  di

vinificazione dei vini «Ortrugo«, siano  effettuate  in  stabilimenti

siti nel comune di Santa Maria della Versa e Rovescala, in  Provincia

di Pavia. 

    Nella  vinificazione  sono   ammesse   le   pratiche   enologiche

tradizionali, leali e  costanti,  pur  tenendo  opportunamente  conto

degli adeguamenti tecnologici e della ricerca  atte  a  conferire  ai

vini derivati le peculiari caratteristiche. 

    La denominazione di origine controllata dei vini  «Ortrugo»  puo'

essere utilizzata per designare il vino spumante ottenuto con mosti o

vini che rispondono alle condizioni ed  ai  requisiti  previsti,  dal

presente disciplinare, per i vini omonimi. 

    Le  operazioni  di  spumantizzazione  dei  predetti  vini   della

denominazione di origine controllata  «Ortrugo»  sia  con  il  metodo

classico o tradizionale  che  in  grandi  recipienti  chiusi,  devono

essere effettuate in stabilimenti siti nell'ambito della provincia di

Piacenza e  negli  stabilimenti  siti  nel  comune  di  Rovescala  in

provincia di Pavia. 

    La denominazione di origine controllata dei vini  «Ortrugo»  puo'

essere utilizzata per designare il vino frizzante che  risponde  alle

condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare. 

 

                               Art. 6. 

 

    I vini di cui all'art.1  all'atto  della  immissione  al  consumo

devono rispondere alle seguenti caratteristiche: 

    «Ortrugo»: 

    colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo; 

    odore: delicato, caratteristico; 

    sapore: secco o abboccato, retrogusto amarognolo, tranquillo; 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.; 

    acidita' totale minima: 5,0 g/l; 

    estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l. 

    «Ortrugo» frizzante: 

    colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo; 

    odore: delicato, caratteristico; 

    sapore: fresco, fine, gradevole con retrogusto amarognolo; 

    spuma: evanescente; 

    residuo zuccherino: massimo 17 gr/lt; 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.; 

    acidita' totale minima: 5,0 g/l; 

    estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l. 

    «Ortrugo» spumante: 

    colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo; 

    odore: delicato, caratteristico; 

    sapore: Brut o secco o abboccato, retrogusto amarognolo; 

    titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.; 

    spuma: persistente; 

    acidita' totale minima: 5,0 g/l; 

    estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l. 

    E' in facolta' del Ministero per le politiche agricole - Comitato

nazionale per la tutela e la valorizzazione  delle  denominazioni  di

origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare,

con proprio decreto, per i vini di cui al  presente  disciplinare,  i

limiti minimi sopra indicati per  la  acidita'  totale  e  l'estratto

secco netto. 

                               Art. 7. 

 

    La menzione di vigna seguita dal toponimo, per  tutti  i  vini  a

denominazione di origine controllata  Ortrugo,  deve  essere  scritta

immediatamente  al  di  sotto  della  scritta  denominazione  origine

controllata con caratteri di stampa di altezza,  forma  e  dimensione

non superiore al nome Gutturnio. Tali vini debbono essere immessi  al

consumo finale solo in recipienti di capacita' inferiore a 5 litri  e

solo tranquilli. 

    Alla denominazione di origine controllata di cui  all'art.  1  e'

vietata l'aggiunta di  qualsiasi  qualificazione  diversa  da  quelle

previste nel  presente  disciplinare,  ivi  compresi  gli  aggettivi:

extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari. 

    E' tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento a nomi,  ragioni  sociali,  marchi  privati,  non  aventi

significato  laudativo  e  non  idonei  a  trarre   in   inganno   il

consumatore. 

    Le indicazioni  tendenti  a  specificare  la  attivita'  agricola

dell'imbottigliatore quali: viticoltore,  fattoria,  tenuta,  podere,

cascina ed altri termini  similari,  sono  consentite  in  osservanza

delle disposizioni UE e nazionali in materia. 

    In considerazione della consolidata tradizione e'  consentita  la

commercializzazione di vino, avente residuo  zuccherino  superiore  a

quanto previsto dal presente disciplinare, necessario alla successiva

fermentazione naturale in bottiglia, con la dicitura d.o.c. «Ortrugo»

purche' detto prodotto sia confezionato in contenitori non  a  tenuta

di pressione di capacita' da 10 a 60 litri. 

 

                               Art. 8. 

 

    Per  tutti  i  vini  a  Denominazione  di   origine   controllata

«Ortrugo»,  e'  obbligatorio  apporre  sull'etichetta   l'indicazione

dell'annata di produzione delle uve. 

    Per i vini a Denominazione di origine controllata «Ortrugo»  sono

ammesse tutti i tipi di chiusure previste dalla  norma  ad  eccezione

dei tappi a corona di quelli in plastica e salvo quanto previsto  dal

presente articolo. 

    Per la tipologia Ortrugo frizzante e' consentito l'uso del  tappo

a fungo. 

 

 

Data di pubblicazione: 24/05/2010
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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