Novità enologiche del 24 maggio
Parere relativo alla richiesta di riconoscimento della denominazione
di origine controllata dei vini «Ortrugo
PROPOSTA DI DISCIPLINARE DI PRODUZIONE DEI VINI A DENOMINAZIONE DI
ORIGINE CONTROLLATA «ORTRUGO»
Art. 1.
La denominazione di origine controllata del vino «Ortrugo» (anche
nella tipologia frizzante e spumante) e' riservata ai vini che
rispondono alle condizioni ed ai requisiti stabiliti nel presente
disciplinare di produzione.
Art. 2.
I vini a denominazione di origine controllata «Ortrugo» di cui
all'articolo 1 devono essere ottenuti da uve provenienti da vigneti
composti , in ambito aziendale, dalla varieta' Ortrugo per almeno il
90 %; possono concorrere le uve dei vitigni a bacca di colore
analogo, non aromatiche, idonee alla coltivazione in Emilia-Romagna,
fino ad un massimo del 10%.
Art. 3.
I) La zona di produzione delle uve idonee alla produzione del
vino a denominazione di origine controllata «Ortrugo», comprende il
territorio a vocazione viticola delle colline piacentine ed include,
in provincia di Piacenza, l'intero territorio amministrativo di:
Caminata (escluso le isole amministrative in provincia di Pavia),
Nibbiano, Pianello Val Tidone, Piozzano, Ziano Piacentino, ed in
parte il territorio amministrativo dei comuni di: Agazzano, Alseno,
Bettola, Bobbio, Borgonovo Val Tidone, Carpaneto Piacentino,
Castell'Arquato, Castel San Giovanni, Coli, Gazzola, Gropparello,
Lugagnano Val d'Arda, Pecorara, Ponte dell'Olio, Rivergaro, San
Giorgio Piacentino, Travo, Vernasca e Vigolzone.
Tale zona e' cosi' delimitata:
Partendo dall'entrata sud nel centro abitato di Borgonovo Val
Tidone, il limite segue verso ovest la strada per Moretta e, superata
co stera Moretta all'incrocio con il R.Torto, risale verso nord tale
corso d'acqua ed all'ansa successiva la quota 91 all'altezza di
Polesera, segue verso nord-ovest per la strada che conduce a C.na
Montezella. Da C.na Montezella segue quindi la strada che, in
direzione nord-ovest, raggiunge C.Cavo Perletti sulla strada per
Castel San Giovanni: prosegue quindi lungo tale strada verso sud per
breve tratto e, all'altezza della quota 93 segue, in direzione ovest,
quella per C.Perduta e C.Pradella fino al r.Gambero per proseguire
poi lungo tale corso d'acqua verso nord per circa 700 metri e seguire
poi il sentiero che in direzione nord-ovest raggiunge la strada per
Fornaci: lungo questa verso sud-ovest attraversa Fornaci quindi
Casanova e, proseguendo, passa a sud di C.Merlino e raggiunge il
confine della provincia in prossimita' della quota 96 sul
T.Bardonezza.
Segue, in direzione sud, il confine provinciale attraversa il
lago di Trebecco e, proseguendo sempre sul confine provinciale in
direzione sud-ovest, raggiunge, a quota 779, il Roccone, nel comune
di Nibbiano; segue quindi la strada verso nord per Ca' dei Giorgio
(quota 653) e da tale localita' segue verso sud e poi est la
carrareccia per la Ca' dei Follini. Da questa localita' prosegue
verso sud-est per la strada che attraversa Ca' Bazzari e, a quota 683
segue quella per Lazzarello, attraversando prima la quota 753 e,
superato Lazzarello, raggiunge proseguendo sempre verso sud, prima
Ca' di Lazzarello, poi case Bianchi, sul proseguimento arriva alla
quota 665, laddove la strada incrocia il corso d'acqua che confluisce
nel rio della Fornace dell'Aia, a quota 550, segue quindi, da quota
665, prima l'affluente e poi quest'ultimo corso d'acqua sino alla
confluenza nel T.Tidoncello Merlingo, lungo il quale risale verso
nord-est sino alla confluenza a quota 388, con il T.Tidoncello di
Sevizzano.
Da quota 388 risale il Torrente Tidoncello e, a sud di Marzonago.
Prosegue in direzione est per il rio Sereno, toccando le quote 493 e
532, dove raggiunge la strada per Sevizzano; prosegue lungo questa in
direzione sud, costeggia il centro abitato di Sevizzano ad ovest e
segue verso est la strada per C.Saliceto (quote 695). Da C.Saliceto
segue la strada in direzione nord-est fino a raggiungere a quota 708
il confine comunale di Piozzano. Prosegue lungo questi in direzione
sud sino ad incrociare quello di Travo a quota 801, segue quindi
quest'ultimo confine in direzione sud-est ed alla quota 681,
all'incrocio con la strada per Scarniago, prosegue verso nord-est,
lungo questa attraversa il centro abitato di Scarniago e proseguendo
raggiunge Madellano segue verso nord e poi est la strada che,
passando per le quote 560, 554, 477, incrocia quella per Chiosi;
prosegue lungo quest'ultima verso sud, toccando i centri abitati di
Termine Grosso e Pietra e raggiunge poi, a quota 671, nuovamente il
confine comunale di Travo; discende lungo questi in direzione sud ed
in localita' Cappaia, all'altezza di Ronda Nera, lascia il confine
per seguire verso ovest il sentiero che attraversa le quote 389, 405,
439 ed a quota 445 incrocia la strada per Parcellara, segue tale
strada verso nord-ovest e raggiunge Parcellara da dove segue verso
ovest il fosso affluente di sinistra del Rio Dorba; dalla confluenza
risale, per breve tratto, il rio Dorba; ed a quota 337 risale verso
ovest un affluente di destra del medesimo corso d'acqua fino ad
incrociare la strada per Freddezza; percorre questa verso sud ed
all'altezza di Cosenzio, in prossimita' della quota 372, segue verso
ovest la strada che passa a nord di Freddezza, tocca quota 410,
attraversa Marumoni (quota 435) e raggiunge Nosia (quota 429).
Da Nosia segue il sentiero per Areglia toccando le quote 434,
438, 416 e da Areglia prosegue per la carrareccia che attraversa case
il Poggio e raggiunge la strada per Gobbi: prosegue lungo questa per
il breve tratto (250 metri) verso sud e quindi nella stessa direzione
per il sentiero che tocca le quote 416, 430, attraversa rio del Gatto
e raggiunge Ca' del Bosco (quota 497). Da Ca' del Bosco segue, in
direzione sud-est, il sentiero che attraversa la quota 526 e
raggiunge alle pendici occidentali di M.Spanna la strada per Mezzano
Scotti; prosegue nella stessa direzione lungo tale strada per Mezzano
Scotti; prosegue nella stessa direzione lungo tale strada fino ad
incrociare, superato C.Muggione, l'acquedotto (331).
Prosegue lungo quest'ultima strada verso ovest ed all'incrocio
con il rio della Lubbia (quota 359) segue il sentiero in direzione
ovest fino all'incrocio con la strada per Centomerli, risale questa
verso nord per breve tratto e, all'altezza della quota 469, prosegue
verso ovest e sud-ovest per il sentiero che passa a sud della quota
519; attraversa le quote 503, 535 e, sul proseguimento per una retta,
raggiunge la strada per Degara: su tale strada prosegue verso ovest,
attraversa il fosso delle Lubbie e, dopo circa 500 metri, prende il
sentiero per Ca' Borelli (quota 581) e quindi quello in direzione sud
attraverso C.Mazucca e, sul proseguimento verso sud e sud-ovest,
passando a sud di C.Vignola, raggiunge C.Pegni inferiore (quota 562).
Indi segue la strada in direzione ovest toccando Villa Vegni,
C.Sermase e Valle per raggiungere la S.S. 461 in prossimita' del Km
52.300; discende verso sud lungo questa ed a Campore prende la strada
che in direzione nord incrocia a quota 496 il rio d'Assalto; discende
questo corso di acqua verso sud fino alla confluenza con il T.Bobbio
(quota 359) per proseguire poi lungo il sentiero che costeggia tale
corso d'acqua in direzione est, e giunto alla quota 336, prosegue
verso sud-ovest lungo il sentiero che raggiunge la strada per
C.Fontanini; prosegue lungo questa verso sud-est toccando le quote
515, 477 e, alla quota 490 (C.Piani), prosegue in direzione est per
il sentiero che tocca la quota 317 e raggiunge, a quota 321, la
strada per Bobbio: prosegue lungo questa verso sud e passando ad
ovest di C.Biase segue verso est per il sentiero che attraverso la
quota 490 raggiunge la strada per C.Riva in prossimita' della quota
446, percorre tale strada verso sud, raggiunge rio Riva equindi verso
nord-est segue il sentiero e raggiunge quota 456 per piegare poi in
direzione sud-est raggiungendo il fiume Trebbia: risale tale corso
d'acqua includendo San Salvatore e quindi seguendo il confine del
comune di Bobbio, raggiunge al Km 90 la s.s. di Val Trebbia n. 45.
Prosegue verso nord lungo tale strada e, alla quota 325 (Km 90)
segue, in direzione est, una retta immaginaria che incontra la strada
per Coli alla quota 585 sul confine comunale di Bobbio; prosegue
verso nord lungo tale confine fino a Poggio Pianone incrociando un
affluente di destra del fiume Trebbia, lo discende verso nord e,
all'incrocio con la strada per C.Costa (quota 475), prosegue nella
stessa direzione lungo questa raggiungendo C.Costa (quota 494). Da
quota 494, segue verso nord il sentiero che, attraversando il fosso
degli Aregli, raggiunge C.Mezza Cappella a quota 399 da dove prosegue
verso nord-est per il sentiero che attraversa il fosso degli Armanni
e poi piegando a nord-ovest, raggiunge C.Nuova (quota 400) e poi, a
quota 356, il fosso che discende dal M. del Lago e confluisce nel
Trebbia.
Da quota 356, il fosso che discende dal M.del Lago e confluisce
nel Trebbia. Da quota 356 discende questo corso d'acqua e raggiunge
il Trebbia per discenderlo poi verso nord fino al ponte di Barberino
(quota 242). Prosegue lungo s.s. Val Trebbia e, dopo circa un
chilometro verso est a quota 248, risale il rio Scabbiazza e, a quota
430, prosegue verso nord per il sentiero che raggiunge Scabbiazza. Da
Scabbiazza segue verso nord la strada per Roncaiolo toccando le quote
429, 381, 366, 352; da quest'ultima quota risale, verso sud-est, il
fosso affluente del Trebbia e, in prossimita' della sorgente,
prosegue per il sentiero che in direzione nord-ovest raggiunge
Roncaiolo.
Da Roncaiolo prosegue in direzione sud-est per il sentiero che
conduce a Costa Camminata e, superata la quota 424, incrocia
nuovamente il confine comnunale di Bobbio lungo il quale prosegue
verso est e nord-est e, all'incrocio con il rio Secco, discende il
corso d'acqua per circa 200 metri per prendere poi, verso est, il
sentiero e quindi la strada per Ponte di Sopra che supera per seguire
in prossimita' della quota 290 il sentiero che verso est raggiunge il
rio Armelio (quota 274). Risale questi verso sud sino alla quota 520,
all'incrocio con la strada per Boioli: segue tale strada verso est
fino a Casazza toccando le quote 533, 528, 546 e 567. Da Casazza
prosegue verso sud sul sentiero che raggiunge quota 509 e, sul
proseguimento nella stessa direzione, incrocia il rio Cane: discende
quindi tale corso d'acqua e, alla quota 337, all'incrocio con la
strada per Villanova, prosegue verso sud per tale strada. Dopo circa
un chilometro alla quota 367, prosegue ad ovest per quella che
attraversa Scagliotti e raggiunge Costa Rodi (quota 533).
Da Costa Rodi segue verso sud il sentiero e poi la strada che in
prossimita' del ponte Verbucone incrocia quella per Biasini, prosegue
su quest'ultima, attraversa Biasini e, sul proseguimento verso est,
raggiunge il ponte sul Torrente Perino, risale verso nord tale corso
d'acqua e, poco dopo M.Vecchio, segue la strada per Bacchetti verso
est, passando per la circonvallazione sud (quota 426 e 441), su tale
strada prosegue verso est per quella che porta alle case Moline e,
proseguendo su quest'ultima, in direzione nord, passa ad est di
Bocito e Belito fino a raggiungere a quota 598 case Matteo, da dove,
per il sentiero verso ovest raggiunge il confine comunale di Travo.
Prosegue poi lungo questi in direzione nord fino a raggiungere la
quota 656, nei pressi di M.Viserano, da dove, in direzione sud-est
segue il sentiero che tocca la quota 614 e raggiunge Grilli; da
Grilli segue verso est la strada per Cassinari e,proseguendo sulla
medesima verso sud-est, raggiunge Torria e poi in direzione sud
C.Invaga e, superata la quota 580, ad est di La Lama, raggiunge il
bivio per la cava di pietra: dal bivio prosegue verso ovest lungo la
strada per C.Mole che supera ed all'incrocio con il T.Olza discende
questi verso est sino al ponte in prossimita' della quota 323. Dal
ponte segue verso sud la strada per breve tratto e poi il sentiero
che, in direzione sud-ovest, attraversa le quote 351 e 457 per andare
ad incrociare, alla quota 505, la strada per San Bernardino e lungo
questa raggiunge tale centro abitato.
Da San Bernardino segue verso est la strada per Selva,
l'attraversa e, proseguendo raggunge rio Barbarone (quota 514);
ridiscende tale corso d'acqua e, alla confluenza nel rio
dell'Osteria, risale quest'ultimo fino ad incrociare la strada in
prossimita' di C.Osteria: segue tale strada in direzione ovest e a
C.Sartori prosegue sempre verso ovest fino a raggiungere Vigolo
toccando la quota 608: da Vigolo segue una linea spezzata immaginaria
verso nord-est facendo vertica Castelnardo e raggiungendo poi C.Zani
(quota 544) da dove prosegue per la strada che raggiunge quella per
Padri; all'incorcio prosegue lungo tale strada in direzione est
attraversa Padri, Gragnano di Sotto, e proseguendo verso sud,
raggiunge Riglio.
Da Riglio prosegue in direzione sud per la strada che raggiunge
Busa e poi Poggio da dove segue il sentiero in direzione sud-ovest
raggiungendo Generesso: prosegue poi verso sud-est lungo la strada
che raggiunge, a quota 407, il T.Riglio da dove risale verso nord-est
per quella che raggiunge Montechino in direzione sud-est, segue la
strada per Groppo Visdomo da dove verso est per la strada che
costeggia le Rocche, raggiunge il rio Freddo a sud di Pierfrancesco,
superata Cavadipietra: risale quest'ultimo corso d'acqua e, al ponte
sulla strada per Carignone (Km 18,200), segue verso est e nord-est la
strada che attraversa Guidi, Rustigazzo, Costa, Vicanino, Osteria a
C.Bosconi; al Km 1,900 circa prosegue per il confine di Lugagnano Val
d'Arda in direzione sud-est fino a raggiungere il t.Arda: risale
questo corso d'acqua verso sud ed attraversato longitudinalmente il
lago di Mignano, in direzione sud il corso d'acqua affluente del lago
che incrocia la strada rivierasca in prossimita' del Km 9 e,
risalendo sempre questo corso d'acqua, incrocia presso Levori, il
sentiero che, passando per quota 444, raggiunge in direzione nord e
poi est l'abitato di Levori, in direzione est, segue la strada per
Corti, costeggiando a sud-est il centro abitato, per seguire poi
verso nord-est il sentiero a mezza costa dell'impluvio del lago di
Mignano, sentiero che tocca le quote 465, 479, 514 e, a nord-ovest di
M.Vidalto, raggiunge la miniera da dove segue la strada verso nord
per Vitalta.
Da Vitalta segue verso est la strada per Segadello e dopo breve
tratto in direzione nord il sentiero per C.Farina e quindi verso
nord-est la strada per Alessandroni e per Gallosi ed alla quota 471
quella che raggiunge la strada per Vernasca alla quota 465: segue
quest'ultima verso est attraversando Ranca, Comini, Burgazzi, Silvani
e poi all'incrocio con l'affluente del T.Stirone in prossimita' del
Km 10,100, ridiscende tale corso d'acqua fino alla confluenza
raggiungendo cosi' il confine di provincia. Risale verso nord-est
tale confine che per buona parte si identifica con il T.Stirone e,
poco dopo averlo allontanato, raggiunge la strada per Fornio (quota
124).
Segue tale strada per nord-ovest toccando la Persica e C.Lolini
fino ad incrociare, alla quota 155, la strada per Castelnuovo
Fogliani e proseguire poi lungo questa, in direzione nord,
raggiungendo il centro abitato. Da Castelnuovo Fogliani segue, in
direzione nord-ovest, la strada che passa per Santa Maria di Latte e
attraversato il R.Grattarolo raggiunge quella per Alseno (quota 89).
Da quota 89 prosegue verso sud-ovest per Castell'Arquato e, prima di
giungere a Villa San Lorenzo alla quota 146 (Km 1,900 circa) segue
verso nord-ovest la strada per Cinta Anguissola che supera e
raggiunge il T.Arda, prosegue lungo questi per circa un chilometro
verso nord e all'altezza della strada per la Sforzesca la segue verso
ovest, raggiunge la Sforzesca e verso nord C.Nuove Remondini da dove
prende la strada in direzione ovest per torre Gazzola, che raggiunge.
Da Torre Gazzola segue, in direzione nord-ovest, il sentiero che
incrocia la strada per Doppi, lungo questa prosegue verso sud-ovest
toccando Giarola e verso sud Vigostano, da dove, in direzione ovest
segue la strada che raggiunge quella per Vigolo Marchese al Km 21,300
circa; quindi lungo questa, verso nord-ovest, raggiunge il ponte
sull'affluente del T.Chiavenna in prossimita' del Km 20,500; risale
il corso d'acqua in direzione sud sino ad incrociare la strada per
Bastida e lungo questa verso nord-ovest, attraversa Bastida, Castello
Turca di Sopra, Piacentino, e all'uscita di quest'ultimo, segue la
strada che, piegando verso sud porta a C. Il Poggio, all'altezza
delle quali (quota 134) segue verso sud il sentiero fino a
raggiungere la cappella sul greto del T.Vezzeno.
Risale quindi il corso d'acqua ed all'altezza di Torre
Confalonieri prosegue verso ovest per quella che si immette in
prossimita' del Km 3 nella strada per Cimafava percorre quest'ultima
verso nord per circa 200 metri e quindi, verso ovest, prosegue per
quella che attraversa C.Nuova Riva e raggiunge il T.Riglio:
ridiscende tale corso d'acqua verso nord ed al ponte delle C.del
Riglio segue verso ovest la strada per Godi e, al Km 4 piega verso
sud-ovest, attraversa Rizzolo, Torrano e raggiunge La Fratta da dove
segue verso ovest, la strada per M.dei Fiaschi e, nella stessa
direzione, il sentiero che raggiunge il T.Nure e quindi il confine
comunale di Vigolzone: prosegue verso nord-est lungo tale confine ed
all'altezza di Stradella segue verso ovest la strada per questo
centro abitato.
Da Stradella segue la strada verso sud fino a Ca' Sgorbati e
quindi verso ovest quella per M.Italia (quota 149) da dove prosegue
verso ovest per il canale che, raggiunge la strada per Grazzano
Visconti che segue per circa 400 metri verso nord e prosegue poi, in
direzione ovest, lungo il canale, toccando le quote 148 e 147 per
incontrare il confine comunale di Vigolzone. Segue verso sud tale
confine per breve tratto ed all'incrocio con rio della Bosella
discende tale corso d'acqua sino ad incontrare la strada per Niviano
(quota 127). Segue questa verso ovest, raggiunge Niviano, lo
attraversa e per la s.s. n. 45, in direzione sud giunge a Rivergaro.
Da Rivergaro prosegue verso ovest per la strada del greto del
fiume, raggiunge il Trebbia e quindi il confine comunale di Rivergaro
lungo il quale prosegue verso ovest e poi verso nord fino alla quota
114, a sud-ovest di C.Buschi sul greto del fiume Trebbia. Da quota
114 segue, verso nord-ovest, la sponda di sinistra del corso d'acqua
fino all'abitato sud di Rivalta Trebbia per proseguire in direzione
nord-ovest, lungo la strada per la scuola e, poco prima di giungervi,
alla quota 132, segue quella verso ovest per Gazzola. Attraversa in
direzione nord il centro abitato e, alla quota 136, segue verso ovest
la strada per C.Vecchia ed alla quota 131, sul confine comunale di
Gazzola, prosegue nella stessa direzione lungo il canale che
affluisce nel T.Luretta alla quota 127; ridiscende il T.Luretta fino
a C.Nuova ed alla quota 122 segue la strada verso ovest per Rivasso
da dove prosegue prima verso nord e poi verso ovest per quella che
conduce a Sarturano.
In uscita nord da Sarturano (quota 134) segue in direzione
nord-ovest la strada per Mirabello e prima di giungervi a La
Palazzina, prosegue per quella che conduce a Grintorto, che supera a
nord per seguire la strada che in direzione nord-ovest raggiunge il
greto del T.Tidone. Risale tale corso d'acqua fino all'altezza di
Fabbiano per seguire poi lungo la strada che in direzione nord-ovest
e passando per la quota 143 raggiunge il centro abitato, lo
attraversa fino ad incrociare ad Osteriazza la s.s. n. 142; prosegue
lungo questa in direzione nord fino a raggiungere il borgo abitato di
Borgonovo Val Tidone da dove e' iniziata la delimitazione.
Art. 4.
Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati alla
produzione dei vini a denominazione di origine controllata di cui
all'art. 1 devono essere quelle tradizionali delle zone di produzione
di cui all'art. 3 e, comunque, atte a conferire alle uve ed ai vini
le specifiche tradizionali caratteristiche qualitative.
Per la produzione di tutti i vini a d.o.c. «Ortrugo» sono
pertanto da considerare idonei unicamente i vigneti ubicati in zona
collinare-pedemontana, bene esposti, su terreni argillosi,
preferibilmente di natura calcarea o calcarea-argillosa, spesso
ferrettizzati, ciottolosi e ghiaiosi.
I sesti d'impianto, le forme di allevamento a spalliera ed i
sistemi di potatura dei vigneti (corti, lunghi e misti) destinati
alla produzione delle uve della denominazione di origine controllata
di cui all'art.1 devono essere quelli generalmente usati e comunque
atti a non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini.
E' vietata ogni pratica di forzatura. E' ammessa l'irrigazione di
soccorso per un massimo di due volte all'anno prima dell'invaiatura.
I vigneti di nuovo impianto e di reimpianto devono essere
composti da almeno 3.000 ceppi ad ettaro per tutte le tipologie di
vino.
La resa massima di uva per ettaro in coltura specializzata dei
vigneti destinati alla produzione dei vini a denominazione di origine
controllata di cui all'art. 1, i rispettivi titoli alcolometrici
volumici naturali minimi e le rese massime di uva in vino finito,
devono essere i seguenti:
Parte di provvedimento in formato grafico
Nelle annate favorevoli i quantitativi di uve ottenuti e da
destinare alla produzione dei vini a denominazione di origine
controllata «Ortrugo» devono essere riportati nei limiti di cui
sopra, purche' la produzione globale non superi del 20% i limiti
medesimi, fermi restando i limiti resa uva-vino per i quantitativi di
cui trattasi al comma successivo.
La resa massima dell'uva in vino finito, pronto per il consumo,
non deve essere superiore al 70%. Dal 70 all'80 l'eccedenza non puo'
essere rivendicata come denominazione di origine controllata.
Oltre l'80% decade per tutto il prodotto il diritto alla
denominazione di origine controllata.
Le uve destinate alla produzione dei vini spumanti a
denominazione di origine controllata «Ortrugo» debbono assicurare un
titolo alcolometrico minimo totale naturale del 9,50% vol.
Art. 5.
Le operazioni di vinificazione, compreso la presa di spuma, la
rifermentazione in bottiglia o in grandi recipienti,
l'invecchiamento, l'affinamento in bottiglia e l'imbottigliamento di
tutti i vini a denominazione di origine controllata «Ortrugo» di cui
all'art.1, debbono essere effettuati in provincia di Piacenza salvo
quanto specificatamente previsto nel presente articolo. E' consentito
di effettuare le operazioni di vinificazione compreso la presa di
spuma, la rifermentazione in bottiglia o in grandi recipienti,
l'invecchiamento, l'affinamento in bottiglia e l'imbottigliamento di
tutti i vini a d.o.c. «Ortrugo» negli stabilimenti delle ditte site
nel comune di Rovescala ad est del torrente Bardoneggia in provincia
di Pavia.
E' in facolta' del Ministero per le politiche agricole - Comitato
nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di
origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, su
richiesta delle ditte interessate, consentire che le operazioni di
vinificazione dei vini «Ortrugo«, siano effettuate in stabilimenti
siti nel comune di Santa Maria della Versa e Rovescala, in Provincia
di Pavia.
Nella vinificazione sono ammesse le pratiche enologiche
tradizionali, leali e costanti, pur tenendo opportunamente conto
degli adeguamenti tecnologici e della ricerca atte a conferire ai
vini derivati le peculiari caratteristiche.
La denominazione di origine controllata dei vini «Ortrugo» puo'
essere utilizzata per designare il vino spumante ottenuto con mosti o
vini che rispondono alle condizioni ed ai requisiti previsti, dal
presente disciplinare, per i vini omonimi.
Le operazioni di spumantizzazione dei predetti vini della
denominazione di origine controllata «Ortrugo» sia con il metodo
classico o tradizionale che in grandi recipienti chiusi, devono
essere effettuate in stabilimenti siti nell'ambito della provincia di
Piacenza e negli stabilimenti siti nel comune di Rovescala in
provincia di Pavia.
La denominazione di origine controllata dei vini «Ortrugo» puo'
essere utilizzata per designare il vino frizzante che risponde alle
condizioni ed ai requisiti stabiliti dal presente disciplinare.
Art. 6.
I vini di cui all'art.1 all'atto della immissione al consumo
devono rispondere alle seguenti caratteristiche:
«Ortrugo»:
colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: secco o abboccato, retrogusto amarognolo, tranquillo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
«Ortrugo» frizzante:
colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: fresco, fine, gradevole con retrogusto amarognolo;
spuma: evanescente;
residuo zuccherino: massimo 17 gr/lt;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
«Ortrugo» spumante:
colore: paglierino chiaro tendente al verdognolo;
odore: delicato, caratteristico;
sapore: Brut o secco o abboccato, retrogusto amarognolo;
titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol.;
spuma: persistente;
acidita' totale minima: 5,0 g/l;
estratto non riduttore minimo: 15,0 g/l.
E' in facolta' del Ministero per le politiche agricole - Comitato
nazionale per la tutela e la valorizzazione delle denominazioni di
origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei vini, modificare,
con proprio decreto, per i vini di cui al presente disciplinare, i
limiti minimi sopra indicati per la acidita' totale e l'estratto
secco netto.
Art. 7.
La menzione di vigna seguita dal toponimo, per tutti i vini a
denominazione di origine controllata Ortrugo, deve essere scritta
immediatamente al di sotto della scritta denominazione origine
controllata con caratteri di stampa di altezza, forma e dimensione
non superiore al nome Gutturnio. Tali vini debbono essere immessi al
consumo finale solo in recipienti di capacita' inferiore a 5 litri e
solo tranquilli.
Alla denominazione di origine controllata di cui all'art. 1 e'
vietata l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle
previste nel presente disciplinare, ivi compresi gli aggettivi:
extra, fine, scelto, selezionato, vecchio e similari.
E' tuttavia consentito l'uso di indicazioni che facciano
riferimento a nomi, ragioni sociali, marchi privati, non aventi
significato laudativo e non idonei a trarre in inganno il
consumatore.
Le indicazioni tendenti a specificare la attivita' agricola
dell'imbottigliatore quali: viticoltore, fattoria, tenuta, podere,
cascina ed altri termini similari, sono consentite in osservanza
delle disposizioni UE e nazionali in materia.
In considerazione della consolidata tradizione e' consentita la
commercializzazione di vino, avente residuo zuccherino superiore a
quanto previsto dal presente disciplinare, necessario alla successiva
fermentazione naturale in bottiglia, con la dicitura d.o.c. «Ortrugo»
purche' detto prodotto sia confezionato in contenitori non a tenuta
di pressione di capacita' da 10 a 60 litri.
Art. 8.
Per tutti i vini a Denominazione di origine controllata
«Ortrugo», e' obbligatorio apporre sull'etichetta l'indicazione
dell'annata di produzione delle uve.
Per i vini a Denominazione di origine controllata «Ortrugo» sono
ammesse tutti i tipi di chiusure previste dalla norma ad eccezione
dei tappi a corona di quelli in plastica e salvo quanto previsto dal
presente articolo.
Per la tipologia Ortrugo frizzante e' consentito l'uso del tappo
a fungo.


