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You are here: Home News Notizie 2010 Marzo 2010 L’aleatico: nobile vitigno dolce

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L’aleatico: nobile vitigno dolce

 

I vini dolci hanno avuto un ruolo importante nella storia dell’Isola soprattutto con questo antico vitigno, questo è ciò che riferisce Italo SAPERE proprietario dell’Azienda Sapereta - situata sulla strada tra Portoferraio e Porto Azzurro in località Mola nel Comune di Porto Azzurro – nella serata dedicata agli aleatici, ben 13 dell’Isola d’Elba, Val di Cornia e Isola di Capraia organizzata dall’ A.I.S. di Livorno nella serata del 26 febbraio u.s. e prosegue, nel 1800 c’erano 5.000 ettari di vigneto, oggi gli ettari vitati sono molto meno e l’aleatico era considerato un vino di lusso veniva bevuto a Natale. Dopo il periodo di crisi degli anni 70 e 80 la viticoltura elbana è ripartita alla grande con 35 ettari di aleatico e molti stanno ancora investendo nell’isola. Le tecniche di appassimento delle uve sono molto diverse da azienda a azienda, c’è chi  le appassisce al sole (per 25-30 giorni) chi all’ombra (circa tre settimane), chi sulla pianta e chi in locali termocontrollati per poi torchiarle ed il mosto lasciato a fermentare in botti e successivamente travasarlo a dicembre. Naturalmente l’appassimento al sole a degli svantaggi in quanto l’uva si scalda e si cuoce mentre invece all’ombra l’uva può marcire, e il difficile è trovare la via di mezzo. Un appassimento troppo breve produce un vino poco dolce se non addirittura secco, un appassimento troppo lungo provoca una eccessiva concentrazione di zuccheri, una fermentazione difficile una diminuzione di acidità o addirittura l’arresto della fermentazione alcolica. L’aleatico ha avuto la Doc nel 1994 ed a marzo 2010 verrà riconosciuta la DOCG, il disciplinare prevederà un minimo di 5.000 ceppi per ettaro. Ha preso poi la parola Alessandro BONAGUIDI dipendente dell’azienda Bulichella situata nella Doc Val di Cornia, bere l’aleatico è un fattore di piacere, deve riempire la bocca e dare gioia. Il territorio della Val di Cornia è molto diverso dall’Isola d’Elba, vi sono 5 aziende che producono aleatico ed ognuno è diverso dall’altro come è giusto che sia anche perché altrimenti sarebbe un appiattimento del gusto, il territorio va fatto conoscere. Ha poi preso la parola la signora Linda CAIOLI agronoma dell’azienda La Piana situata nell’Isola di Capraia nelle vicinanze del castello. Ha parlato della storia vitivinicola dell’isola quando Capraia era territorio di Genova e di Corsica e l’uva veniva usata come merce di scambio. L’azienda, prosegue, è in una zona dove è difficile operare in quanto ci sono vincoli, la terra è di origine vulcanica ed il vitigno principale è l’ansonica ed il vermentino. L’appassimento delle uve avviene all’aria e le rese per ceppo sono bassissime e, sono in corso esperimenti di vinificazione per produrre un vino secco ed un rosè sempre con uve aleatico. Pier Mario MELETTI CAVALLARI proprietario della Tenuta delle Ripalte che si trova nel Comune di Capoliveri, rivela che con l’aleatico è un amore difficile, il terreno dell’Elba e soprattutto quello nella zona di Capoliveri è molto sassoso e poco profondo, si potrebbe cambiare zona ma tutte le volte bisogna ripartire da zero con molta umiltà. Anche per lui, la difficoltà è nell’appassimento delle uve in modo che la fermentazione alcolica non abbia problemi e trovare l’optimum tra alcool e zucchero ed il grande scoglio è riuscire a vendere l’aleatico in quanto sul mercato si trovano molteplici vini aromatici che si spacciano per aleatici dell’Elba a pochissimo prezzo per non dire taroccati.. L’aleatico, una volta assaggiato ci si innamora subito. Sergio LAURIOLA proprietario dell’azienda La Fazenda nata nel 2001 ha sei ettari di vigneto nella parte orientale dell’Isola d’Elba ed anch’esso reputa la grande difficoltà nella coltivazione della vite e nell’appassimento. Per ultimo prende la parola il Professor SCALABRELLI, ordinario di viticoltura all’Università di Pisa dove sta facendo degli interessanti esperimenti con questo vitigno nella Val di Cornia e più precisamente presso l’azienda La Bulichella, sta trovando delle grandi potenzialità gusto-olfattive (floreale, fruttato, vegetale, frutta secca, spezie ed altro), addirittura, durante alcuni esperimenti l’aleatico ha sopportato molto bene lo stress idrico. Ha poi commentato alla fine della serata la degustazione proponendo alcune schede utili per approfondire le sensazioni gusto-olfattive del vitigno presso la Facoltà.

Queste le aziende presenti :

1 – Azienda Sapereta – presente Italo SAPERE – Titolare

2 – Azienda Cecilia         – assente il Proprietario

3 – Azienda La Fazenda – presente Sergio LAURIOLA – Proprietario

4 – Azienda Terre del Granito – assente il Proprietario

5 – Azienda Le Sughere di Montefico – assente il Proprietario

6 – Azienda Acquabona – assente FIORETTI Proprietario e Presidente del Consorzio

7 – Azienda Le Ripalte – presente Pier Mario MELETTI CAVALLARI – Proprietario

8 – Azienda Mola – presente Marco PAVOLETTI – Proprietario

9 – Azienda La Piana – presente Linda CAIOLI – Agronomo

10 – Azienda Bulichella – presente Alessandro BONAGUIDI – Dipendente 

11 – Azienda Brancatelli – presente BRANCATELLI – Proprietario

12 – Azienda Petricci e Del Pianta – assente il Proprietario

13 – Azienda Gualdo del Re – assente il Proprietario

14 – Professor Giancarlo SCALABRELLI – Ordinario di Viticoltura presso la Facoltà di Pisa.

15 – Presente inoltre Antonio ARRIGHI delegato A.I.S. dell’Isola d’Elba e produttore di aleatico, non ha portato il suo prodotto.

Mentre i Proprietari/Agronomi/Dipendenti delle varie aziende presenti intervenivano, i Sommelier della delegazione servivano gli aleatici alla “cieca” cioè con bottiglie rigorosamente coperte per evitare l’influenza dell’etichetta, questa la batteria servita:

1 – Aleatico passito Doc 2009 – Azienda Sapereta 

2 – Piana di Mola 2008 – Azienda La Fazenda 

3 – L’esilio 2008 – Azienda Le Sughere

4 – Aleatico 2008 – Azienda Bulichella

5 – Amansio 2008 – Azienda Gualdo del Re

6 – Stillo 2008 – Petricci e Del Pianta

7 – Cristino 2008 – Azienda La Piana

8 – Re della valle 2007 – Brancatelli

9 – La Mola 2007 – Azienda La Mola

10 – Aleatico passito 2006 – Azienda Cecilia

11 – Vallebuia 2006 – Terre del granito

12 – Aleatico passito 2006 – Acquabona

13 – Alea Ludendo2006 – Tenuta le Ripalte

A fine serata è stato provato l’abbinamento con la schiaccia briaca e cioccolato al 70 % .

Breve cenno sul vitigno aleatico:

Ellenatico da Ellenos - nell’isola Greca di Creta si produce tuttor’oggi l’Aleatico – deriva il nome dell’Aleatico prodotto sull’Isola d’Elba. E’ stato introdotto dai Greci in Italia in tempi remoti e successivamente diffusosi in tutta Italia. La foglia è media, pentagonale e trilobata ma talune volte quinquelobata, il grappolo è medio, leggermente spargolo ed è sottoposto ad acinellatura naturale (l’aborto floreale come avviene nel Picolit – ndr), l’acino è anch’esso medio, sferoidale con buccia di medio spessore di colore blu molto pruinoso ed aromatico. E’ un vitigno a media vigoria e media produttività con scarsa fertilità basale, preferisce terreni caldi ed asciutti. Il grappolo varia da 90 a 240 grammi. Ha una media tolleranza alle malattie crittogamiche, non sopporta le primavere umide e zone ombreggiate. E’ diffusamente coltivato in Toscana, Romagna, Lazio, Campania, Puglia e Sicilia entrando a far parte di alcune Doc, come ad esempio l’aleatico di Gradoli e di Puglia.

 

di Graziano Favilli

Data di pubblicazione: 16/03/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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