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Novita' enologiche del 16 marzo 2010

Parere del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle

denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche  dei

vini  relativo  alla  richiesta  di  modifica  del  disciplinare   di

produzione  dei  vini  a   denominazione   di   origine   controllata

«Genazzano».

 

         PROPOSTA DI MODIFICA DEL DISCIPLINARE DI PRODUZIONE 

     DEI VINI A DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA «GENAZZANO» 

 

                               Art. 1. 

 

                        Denominazione e vini 

 

    La denominazione di origine controllata «Genazzano» e'  riservata

ai vini bianco e rosso che rispondono alle condizioni ed ai requisiti

stabiliti nel presente disciplinare di produzione. 

 

                               Art. 2. 

 

                         Base ampelografica 

 

    I vini a denominazione di origine controllata «Genazzano»  devono

essere ottenuti dalle uve provenienti dai vigneti aventi  nell'ambito

aziendale la percentuale varietale appresso indicata: 

      Genazzano bianco: 

        Malvasia di Candia: minimo 85%; 

        altri vitigni a bacca bianca idonei alla coltivazione per  la

regione Lazio, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%. 

      Genazzano rosso: 

        Ciliegiolo: minimo 85%; 

        altri vitigni a bacca rossa idonei alla coltivazione  per  la

regione Lazio, da soli o congiuntamente, fino ad un massimo del 15%. 

    La base ampelografica dei vigneti,  gia'  iscritti  all'albo  dei

vigneti della denominazione di origine controllata "Genazzano",  deve

essere adeguata, entro la decima vendemmia successiva  alla  data  di

pubblicazione del presente disciplinare di produzione. 

    Sino alla scadenza, indicata nel precedente comma, i  vigneti  di

cui sopra, iscritti a titolo transitorio all'albo dei  vigneti  della

denominazione di origine controllata dei vini  «Genazzano»,  potranno

usufruire della denominazione medesima. 

 

                               Art. 3. 

 

                         Zona di produzione 

 

    Le uve destinate alla produzione  dei  vini  a  denominazione  di

origine controllata «Genazzano» devono  essere  prodotte  nella  zona

compresa nei  territori  amministrativi  delle  province  di  Roma  e

Frosinone appresso specificate. 

    Detta zona comprende per intero il  comune  di  Genazzano  ed  in

parte quelli di Olevano Romano, San Vito Romano, Cave,  in  provincia

di Roma e Paliano in provincia di Frosinone ed e'  cosi'  delimitata:

da quota 247 sul fiume Sacco, in localita'  Prato  Vetto,  il  limite

segue, in direzione sud-est, il confine comunale di Genazzano fino  a

incrociare quello di Paliano per proseguire lungo questi, verso  est,

sino a incrociare la strada che si immette sulla strada  statale  155

in prossimita' del km 22,100 circa (corrispondente attualmente al  km

52,700). Segue tale strada e successivamente quella statale per circa

100 m in direzione est, piega quindi in direzione  sud,  seguendo  il

sentiero che raggiunge quota 263 sulla strada  per  la  localita'  La

Bufola. Da quota 263 prosegue per la strada  campestre  in  direzione

sud-ovest fino a raggiungere Ponte Nuovo nella  valle  Copiccia,  per

seguire poi verso sud-ovest il corso d'acqua fino a  costeggiare,  in

localita'  Polledrana,  la  strada  all'altezza   della   quota   240

(Fontana). Segue quindi tale strada in direzione nord-ovest che passa

a sud delle mura San Paolo fino a incontrare il confine di  Genazzano

in prossimita' della quota 365. Prosegue lungo tale confine verso sud

e successivamente  nord-ovest  sino  a  incrociare  il  fosso  di  S.

Cristina sul confine di Cave, segue poi il corso d'acqua in direzione

ovest, fino a quota 247 e poi in direzione nord-ovest, la strada  che

costeggia a ovest Colle Tocciano e a est Colle Cerreto  passando  per

le quote 258, 299, 343 e da quest'ultima per una  retta  spezzata  in

direzione nord raggiunge quota 355 (Colle Empiano) e  successivamente

il km 15 sulla strada statale 155 da  dove  prosegue  verso  nord  in

linea retta incrociando il confine comunale  di  Cave.  Lungo  questi

verso nord-ovest, raggiunge quello di Genazzano che segue verso  nord

sino a incrociare la strada per San Vito Romano al km 28. Lungo  tale

strada raggiunge il centro abitato di San Vito Romano, lo  attraversa

e da quota 308 prosegue in direzione nord-est, seguendo una  spezzata

che passa per le quote 591 e 319 e sul prolungamento va a  incrociare

il corso d'acqua che  confluisce  nel  fosso  della  valle.  Percorre

questi verso sud, supera il confine  comunale  di  Olevano  Romano  e

prosegue  lungo  il  corso  d'acqua,  che  diviene  il  fiume  Sacco,

raggiunge quota 247 sul confine di Genazzano da dove e'  iniziata  la

delimitazione. 

 

                               Art. 4. 

 

                      Norme per la viticoltura 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

produzione  dei  vini  a   denominazione   di   origine   controllata

«Genazzano» debbono essere quelle tradizionali della zona e  comunque

atte a conferire alle uve, al mosto ed al vino derivato le specifiche

caratteristiche di qualita'. 

    Sono percio' da considerarsi idonei, unicamente i vigneti ubicati

in collina posti ad altimetria non superiore a 600 m s.l.m. 

    I sesti di impianto, le forme di  allevamento  ed  i  sistemi  di

potatura debbono essere quelli generalmente usati o comunque  atti  a

non modificare le caratteristiche delle uve e dei vini. 

    E' vietata ogni pratica di forzatura. 

    La produzione massima di uva ad ettaro ed il titolo alcolometrico

volumico naturale minimo per tipologia di vino, sono le seguenti: 

      Genazzano bianco: 

        Produzione uva tonn/ettaro: 14,00; 

        Titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 10,00% vol; 

      Genazzano rosso: 

        Produzione uva tonn/ettaro: 13,00; 

        Titolo alcolometrico volumico naturale minimo: 10,50%vol. 

    La resa per ettaro, anche in annate  eccezionalmente  favorevoli,

dovra' essere riportata al  suddetto  limite  attraverso  un'accurata

cernita delle uve, purche' la produzione totale non superi del 20% il

limite medesimo. 

    La regione Lazio, con proprio decreto, sentite le  organizzazioni

di categoria interessate, puo' stabilire, di anno in anno, un  limite

inferiore di uva  per  ettaro,  dandone  immediata  comunicazione  al

Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali  ed  al

Comitato nazionale per la tutela delle  denominazioni  di  origine  e

delle indicazioni geografiche tipiche dei vini. 

 

                               Art. 5. 

 

                     Norme per la vinificazione 

 

    Le  operazioni  di  vinificazione   debbono   essere   effettuate

all'interno della zona di produzione delimitata nel  precedente  art.

3.  Tuttavia,  tenuto  conto  delle   situazioni   tradizionali,   e'

consentito  che  tali   operazioni   siano   effettuate   nell'intero

territorio dei comuni anche se solo  in  parte  compresi  nella  zona

delimitata. 

    Nella vinificazione sono ammesse  tutte  le  pratiche  enologiche

locali, leali e costanti, atte  a  conferire  ai  vini  le  peculiari

caratteristiche. 

    La resa massima delle uve in vino non deve  essere  superiore  al

65% per la produzione del tipo rosso e al 70% per la  produzione  del

tipo bianco. Qualora la resa superi tali limiti l'eccedenza non avra'

diritto alla denominazione di origine controllata. 

 

                               Art. 6. 

 

                     Caratteristiche al consumo 

 

    I vini a  denominazione  di  origine  controllata  «Genazzano  »,

all'atto  dell'immissione  al  consumo,  devono  avere  le   seguenti

caratteristiche: 

      Genazzano bianco: 

        colore: bianco paglierino piu' o meno  intenso  con  riflessi

verdognoli; 

        odore: delicato, piu' o meno fruttato; 

        sapore: sapido, vivace, fresco, armonico; 

        titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,00% vol; 

        acidita' totale minima: 4,5 g/l; 

        estratto non riduttore minimo: 16 g/l. 

      Genazzano rosso: 

        colore: rosso rubino brillante, vivace, di media intensita'; 

        odore: vinoso, fruttato, fragrante, fresco e delicato; 

        sapore: vivace, fresco; 

        titolo alcolometrico volumico totale minimo: 11,50% vol; 

        acidita' totale minima: 5 g/l; 

        estratto non riduttore minimo: 18 g/l. 

    E' in facolta' del Ministero delle politiche agricole  alimentari

e forestali di modificare con proprio decreto, i limiti minimi  sopra

indicati, per l'acidita' totale e l'estratto secco. 

 

                               Art. 7. 

 

             Etichettatura, designazione e presentazione 

 

    Alla denominazione di origine controllata «Genazzano» e'  vietata

l'aggiunta di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste nel

presente  disciplinare,  ivi  compresi  gli  aggettivi   «superiore»,

«extra», «fine», «scelto», «selezionato» e similari. 

    Sono altresi'  vietate  indicazioni  aggiuntive  tipo  «vecchio»,

«riserva», «invecchiato» e similari. 

    E' consentito l'uso di indicazioni  che  facciano  riferimento  a

nomi,  ragioni  sociali,  marchi  privati  non   aventi   significato

laudativo e non idonei a trarre in inganno l'acquirente. 

    Le  indicazioni  tendenti  a  specificare  l'attivita'   agricola

dell'imbottigliatore  quali  «viticoltore»,   «fattoria»,   «tenuta»,

«podere», «cascina» ed altri  termini  similari  sono  consentite  in

osservanza delle disposizioni CEE in materia. 

    Sulle bottiglie ed altri recipienti, contenenti i vini  a  D.O.C.

«Genazzano», e' obbligatorio l'indicazione dell'annata di  produzione

delle uve. 

 

                               Art. 8. 

 

                           Confezionamento 

 

    E' consentito confezionare i  vini  a  denominazione  di  origine

controllata   «Genazzano»   senza   specificazioni   aggiuntive,   in

contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre  in  materiale

plastico pluristrato di polietilene  e  poliestere  racchiuso  in  un

involucro di cartone o di altro materiale rigido,  di  capacita'  non

inferiore a 2 litri. 

 

 

Modifica del disciplinare di produzione della indicazione  geografica

tipica dei vini «Colline Teatine».

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita' 

                               Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  1. Il disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica

tipica «Colline Teatine», riconosciuto con decreto  ministeriale  del

18 novembre 1995 e successive modificazioni, e' sostituito per intero

dal testo annesso al presente decreto le cui disposizioni entrano  in

vigore a partire dalla campagna vendemmiale 2010/2011. 

      

                               Art. 2 

 

  1. I soggetti che intendono rivendicare, a partire dalla  vendemmia

2010, i vini  ad  indicazione  geografica  tipica  «Colline  Teatine»

provenienti  da  vigneti  non  ancora  iscritti,  conformemente  alle

disposizioni dell'annesso disciplinare di produzione, sono tenuti  ad

effettuare - ai sensi e per gli effetti dell'art. 15 della  legge  10

febbraio 1992, n. 164,  del  decreto  ministeriale 27  marzo  2001  e

dell'accordo Stato-regioni e provincie autonome 25  luglio  2002,  la

denuncia dei rispettivi terreni vitati ai  fini  dell'iscrizione  dei

medesimi all'apposito elenco delle vigne della indicazione geografica

tipica «Colline Teatine». 

      

                               Art. 3 

 

  1.  A  titolo  di  aggiornamento  dell'elenco  dei  codici  di  cui

all'allegato 4 del D.D. 28 dicembre 2006, si  riportano  all'allegato

«A» i codici di tutte le tipologie dei vini ad indicazione geografica

tipica «Colline Teatine». 

      

                               Art. 4 

 

  1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il consumo vini  con  l'indicazione  geografica  tipica  «Colline

Teatine» e' tenuto a norma di legge, all'osservanza delle  condizioni

e dei requisiti stabiliti nell'annesso disciplinare di produzione.

 

Modifica  del  disciplinare  di  produzione  della  denominazione  di

origine controllata dei vini «Bardolino».

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche di sviluppo economico e rurale 

 

                              Decreta: 

 

                           Articolo unico 

 

  1. L'art. 7 del disciplinare di produzione della DOC «Bardolino» e'

integrato con l'aggiunta del seguente comma: 

  «E' consentito inoltre per il confezionamento della  tipologia  del

vino Doc «Bardolino»  senza  alcuna  menzione  aggiuntiva  l'uso  dei

contenitori alternativi al vetro costituiti da un otre  in  materiale

plastico pluristrato di polietilene  e  poliestere  racchiuso  in  un

involucro di cartone o di altro materiale rigido, nei volumi da 2 a 3

litri.». 

 

Modifica del disciplinare di produzione della indicazione  geografica

tipica dei vini «del Vastese» o «Histonium». 

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita' 

 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  1. Il disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica

tipica  «del  Vastese»  o  «Histonium»,  riconosciuto   con   decreto

ministeriale del 18 novembre  1995  e  successive  modificazioni,  e'

sostituito per intero dal testo annesso al presente  decreto  le  cui

disposizioni entrano in vigore a partire dalla  campagna  vendemmiale

2010/2011; 

      

                               Art. 2 

 

  1. I soggetti che intendono rivendicare, a partire dalla  vendemmia

2010, i  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  «del  Vastese»  o

«Histonium» provenienti da vigneti non ancora iscritti, conformemente

alle  disposizioni  dell'annesso  disciplinare  di  produzione,  sono

tenuti ad effettuare - ai sensi e per gli effetti dell'art. 15  della

legge 10 febbraio 1992, n.  164,  del decreto  ministeriale 27  marzo

2001 e dell'accordo Stato Regioni  e  Provincie  autonome  25  luglio

2002,  la  denuncia   dei   rispettivi   terreni   vitati   ai   fini

dell'iscrizione dei medesimi all'apposito elenco  delle  vigne  della

indicazione geografica tipica «del Vastese» o «Histonium». 

      

                               Art. 3 

 

  1.  A  titolo  di  aggiornamento  dell'elenco  dei  codici  di  cui

all'allegato 4 del D. D. 28 dicembre 2006, si riportano  all'allegato

«A» i codici di tutte le tipologie dei vini ad indicazione geografica

tipica «del Vastese» o «Histonium». 

      

                               Art. 4 

 

  1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il  consumo  vini  con  la  indicazione  geografica  tipica  «del

Vastese» o «Histonium» e' tenuto a  norma  di  legge,  all'osservanza

delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell'annesso  disciplinare

di produzione. 

 

 

 

Modifica del disciplinare di produzione della indicazione  geografica

tipica dei vini «Colli Aprutini».

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive e del mondo rurale e della qualita' 

                               Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  1. Il disciplinare di produzione dei vini ad indicazione geografica

tipica «Colli Aprutini», riconosciuto con decreto ministeriale del 18

novembre 1995 e successive modificazioni, e'  sostituito  per  intero

dal testo annesso al presente decreto le cui disposizioni entrano  in

vigore a partire dalla campagna vendemmiale 2010/2011. 

      

                               Art. 2 

 

  1. I soggetti che intendono rivendicare, a partire dalla  vendemmia

2010, i  vini  ad  indicazione  geografica  tipica  «Colli  Aprutini»

provenienti  da  vigneti  non  ancora  iscritti,  conformemente  alle

disposizioni dell'annesso disciplinare di produzione, sono tenuti  ad

effettuare - ai sensi e per gli effetti dell'art. 15 della  legge  10

febbraio 1992, n. 164, del  decreto  ministeriale  27  marzo  2001  e

dell'accordo Stato, regioni e province autonome 25  luglio  2002,  la

denuncia dei rispettivi terreni vitati ai  fini  dell'iscrizione  dei

medesimi all'apposito elenco delle vigne della indicazione geografica

tipica «Colli Aprutini». 

      

                               Art. 3 

 

  1.  A  titolo  di  aggiornamento  dell'elenco  dei  codici  di  cui

all'allegato  4  del decreto  direttoriale 28   dicembre   2006,   si

riportano all'allegato A i codici di tutte le tipologie dei  vini  ad

indicazione geografica tipica «Colli Aprutini». 

      

                               Art. 4 

 

  1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il consumo vini  con  la  indicazione  geografica  tipica  «Colli

Aprutini» e' tenuto a norma di legge, all'osservanza delle condizioni

e dei requisiti stabiliti nell'annesso disciplinare di produzione. 

 

Modificazioni al disciplinare di produzione dei vini a  denominazione

di origine controllata «Contessa Entellina».

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita' 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  1. Il disciplinare  di  produzione  dei  vini  a  denominazione  di

origine controllata «Contessa Entellina»,  riconosciuto  con  decreto

ministeriale 2 agosto 1993 e successive modificazioni, e'  sostituito

per intero dal testo annesso al presente decreto le cui  disposizioni

entrano in vigore a decorrere dall'inizio  della  corrente  vendemmia

2010. 

      

                               Art. 2 

 

  1. I soggetti che intendono porre in  commercio,  a  partire  dalla

vendemmia  2010,  i  vini  a  denominazione  di  origine  controllata

«Contessa Entellina», provenienti da vigneti non ancora iscritti,  ma

aventi base ampelografica  conforme  alle  disposizioni  dell'annesso

disciplinare di produzione, sono tenuti ad effettuare  ai  competenti

Organismi territoriali - ai sensi e  per  gli  effetti  dell'art.  15

della legge 10 febbraio 1992, n. 164,  del  decreto  ministeriale  27

marzo 2001 e dell'accordo Stato, regioni e province autonome  del  25

luglio 2002 - la denuncia  dei  rispettivi  terreni  vitati  ai  fini

dell'iscrizione dei medesimi all'apposito Albo. 

      

                               Art. 3 

 

  1.  A  titolo  di  aggiornamento  dell'elenco  dei  codici  di  cui

all'allegato  4  del  decreto  direttoriale  28  dicembre  2006,   si

riportano all'allegato A i codici di tutte le tipologie  dei  vini  a

denominazione di origine controllata «Contessa Entellina». 

      

                               Art. 4 

 

  1. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il consumo vini  con  la  denominazione  di  origine  controllata

«Contessa Entellina» e' tenuto,  a  norma  di  legge,  all'osservanza

delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell'annesso  disciplinare

di produzione. 

 

Parere del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle

denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche  dei

vini,  relativo  alla  richiesta  di  modifica  del  disciplinare  di

produzione  dei  vini  a   denominazione   di   origine   controllata

«Cerveteri».

 Il Comitato nazionale per la tutela  e  la  valorizzazione  delle

denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche  dei

vini, istituito a norma dell'art. 17 della legge 10 febbraio 1992, n.

164; 

    Esaminata la domanda dell'ARSIAL - Regione Lazio,  presentata  in

data 30 luglio 2009, intesa ad ottenere la modifica del  disciplinare

di  produzione  dei  vini  a  denominazione  di  origine  controllata

«Cerveteri»; 

    Ha espresso, nella riunione del 15  dicembre  2009,  presente  il

funzionario  della  Regione   Lazio,   parere   favorevole   al   suo

accoglimento,  proponendo,  ai  fini  dell'emanazione  del   relativo

Decreto direttoriale, il disciplinare di produzione secondo il  testo

di cui appresso. 

    Le eventuali istanze e controdeduzioni alla suddetta proposta  di

modifica al disciplinare di produzione dovranno,  in  regola  con  le

disposizione contenute nel decreto del Presidente della Repubblica 26

ottobre 1972, n. 642 «Disciplina dell'imposta di bollo» e  successive

modifiche  ed  integrazioni,  essere  inviate  dagli  interessati  al

Ministero delle Politiche agricole alimentari e Forestali -  Comitato

Nazionale per la Tutela e la Valorizzazione  delle  Denominazioni  di

Origine e delle Indicazioni Geografiche  Tipiche  dei  Vini,  via  XX

Settembre, n. 20 - 00187 Roma - entro trenta  giorni  dalla  data  di

pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. 

 

a cura di Graziano Favilli

 

Data di pubblicazione: 16/03/2010
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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