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Novita' enologiche del 9 marzo 2010

Riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita

dei vini «Castelli di Jesi Verdicchio  Riserva»  e  approvazione  del

relativo disciplinare di produzione.

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive del mondo rurale 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  1. La denominazione di origine controllata  e  garantita  dei  vini

«Castelli  di  Jesi  Verdicchio  Riserva»  e'  riconosciuta   ed   e'

approvato,  nel  testo  annesso  al  presente  decreto,  il  relativo

disciplinare di produzione. 

  2. La denominazione di origine controllata e garantita «Castelli di

Jesi Verdicchio Riserva» e' riservata ai  vini  che  rispondono  alle

condizioni ed ai requisiti stabiliti nel disciplinare  di  produzione

di cui al comma 1 del presente articolo, le cui disposizioni  entrano

in vigore a decorrere dalla vendemmia 2010. 

      

                               Art. 2 

 

  1. I soggetti che  intendono  rivendicare,  a  partire  gia'  dalla

vendemmia 2010, il vino a  denominazione  di  origine  controllata  e

garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva»  anche  con  menzione

classico,  proveniente  da  vigneti  non  iscritti  e   aventi   base

ampelografica conforme alle disposizioni dell'annesso disciplinare di

produzione, sono tenuti ad effettuare, ai sensi  e  per  gli  effetti

dell'art. 15 della  legge  10  febbraio  1992,  n.  164,  del decreto

ministeriale 27 marzo 2001 e dell'accordo Stato  regioni  e  province

autonome 25 luglio 2002, la denuncia dei rispettivi  terreni  vitati,

ai fini dell'iscrizione dei medesimi all'apposito  Albo  dei  vigneti

«Castelli di Jesi Verdicchio Riserva». 

      

                               Art. 3 

 

  1. I quantitativi di vino a Denominazione  di  origine  controllata

e/o  atti  a  divenire  a  Denominazione   di   origine   controllata

«Verdicchio  dei  Castelli  di  Jesi»  riserva  e  riserva  classico,

ottenuti in conformita' delle disposizioni contenute nel disciplinare

di   produzione   approvato   con decreto   del   Presidente    della

Repubblica 11 agosto 1968 e successive modifiche,  provenienti  dalla

vendemmia 2009 e precedenti, che alla data di entrata in  vigore  del

disciplinare di produzione annesso al presente decreto trovansi  gia'

confezionati, in corso di confezionamento o in fase di  elaborazione,

possono essere commercializzati fino ad esaurimento delle scorte  con

la  D.O.C.,  a  condizione  che  le  ditte  produttrici   interessate

comunichino al soggetto autorizzato  al  controllo  sulla  produzione

della denominazione in questione, ai sensi  della  specifica  vigente

normativa, entro sessanta giorni dalla  citata  data  di  entrata  in

vigore dell'annesso disciplinare, i quantitativi di prodotto giacenti

presso le stesse. 

  2. In deroga alle disposizioni  di  cui  all'art.  1  del  presente

decreto, le partite di vino a denominazione  di  origine  controllata

«Verdicchio dei Castelli di Jesi» di cui al  decreto  del  Presidente

della Repubblica 11 agosto 1968 e successive  modifiche,  provenienti

dalla  campagna  vendemmiale   2009/2010,   possono   utilizzare   la

denominazione di origine controllata e garantita  «Castelli  di  Jesi

Verdicchio Riserva», anche con menzione classico, purche' le medesime

partite  siano  rispondenti  alle  condizioni  previste  nell'annesso

disciplinare ed a condizione che i produttori interessati  effettuino

preventiva comunicazione all'Ispettorato centrale per la tutela della

qualita'  e  repressione  frodi  dei  prodotti  agroalimentari  e  al

soggetto autorizzato, ai sensi della specifica vigente normativa,  al

controllo sulla produzione della DOCG in questione. 

  3. Chiunque produce, vende, pone in vendita o comunque distribuisce

per il consumo vini con la denominazione  di  origine  controllata  e

garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva» e' tenuto, a norma di

legge, all'osservanza delle  condizioni  e  dei  requisiti  stabiliti

nell'annesso disciplinare di produzione. 

      

                               Art. 4 

 

  1. All'allegato «A» sono riportati i codici, di cui all'ar.  7  del

decreto ministeriale 28 dicembre 2006, delle  tipologie  dei  vini  a

denominazione di origine controllata e garantita  «Castelli  di  Jesi

Verdicchio Riserva». 

  2. All'allegato 1 e' riportata la lista delle menzioni  geografiche

aggiuntive per i  vini  a  denominazione  di  origine  controllata  e

garantita «Castelli di Jesi Verdicchio Riserva». 

 

Modifica del disciplinare di produzione dei vini a  denominazione  di

origine controllata «Verdicchio dei Castelli di Jesi».

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive del mondo rurale 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione  di  origine

controllata «Verdicchio dei Castelli di Jesi», approvato con  decreto

del Presidente della Repubblica 11 agosto1968 e successive modifiche,

e' sostituito per intero dal testo annesso al presente decreto le cui

disposizioni entrano in vigore a partire dalla vendemmia 2010. 

      

                               Art. 2 

 

  I  soggetti  che  intendono  rivendicare,  a  partire  gia'   dalla

vendemmia  2010,  i  vini  a  denominazione  di  origine  controllata

«Verdicchio dei Castelli di Jesi» provenienti da vigneti  non  ancora

iscritti al relativo albo, ma aventi base ampelografica conforme alle

disposizioni dell'annesso disciplinare di produzione, sono tenuti  ad

effettuare, ai sensi e per gli effetti dell'art. 15  della  legge  10

febbraio 1992 n. 164,  del  decreto  ministeriale  27  marzo  2001  e

dell'accordo Stato regioni e province autonome  25  luglio  2002,  la

denuncia dei rispettivi terreni vitati, ai fini  dell'iscrizione  dei

medesimi all'apposito Albo dei vigneti «Verdicchio  dei  Castelli  di

Jesi»; 

      

                               Art. 3 

 

  Chiunque produce, vende, pone in vendita  o  comunque  distribuisce

per il consumo vini  con  la  denominazione  di  origine  controllata

«Verdicchio dei Castelli di  Jesi»  e'  tenuto,  a  norma  di  legge,

all'osservanza   delle   condizioni   e   dei   requisiti   stabiliti

nell'annesso disciplinare di produzione. 

      

                               Art. 4 

 

  1. All'allegato «A» sono riportati i codici, di cui all'art. 7  del

decreto ministeriale 28 dicembre 2006, delle  tipologie  dei  vini  a

denominazione di origine  controllata  «Verdicchio  dei  Castelli  di

Jesi». 

  2. All'allegato 1 e' riportata la lista delle menzioni  geografiche

aggiuntive  per  i  vini  a  denominazione  di  origine   controllata

«Verdicchio dei Castelli di Jesi» . 

 

Riconoscimento della denominazione di origine controllata e garantita

del vino «Verdicchio di Matelica Riserva» e approvazione del relativo

disciplinare di produzione.

 

Modifica del disciplinare di produzione dei vini a  denominazione  di

origine controllata «Verdicchio di Matelica». 

 

IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive del mondo rurale e della qualita' 

 

                              Decreta: 

 

                               Art. 1 

 

  Il disciplinare di produzione dei vini a denominazione  di  origine

controllata  «Verdicchio  di  Matelica»,  approvato  con decreto  del

Presidente della Repubblica 11 agosto 1968 e successive modifiche, e'

sostituito per intero dal testo annesso al presente  decreto  le  cui

disposizioni entrano in vigore a partire dalla vendemmia 2010. 

      

                               Art. 2 

 

  I  soggetti  che  intendono  rivendicare,  a  partire  gia'   dalla

vendemmia  2010,  i  vini  a  denominazione  di  origine  controllata

«Verdicchio di Matelica» provenienti da vigneti non  ancora  iscritti

al  relativo  albo,  ma  aventi  base  ampelografica  conforme   alle

disposizioni dell'annesso disciplinare di produzione, sono tenuti  ad

effettuare, ai sensi e per gli effetti dell'art. 15  della  legge  10

febbraio 1992, n. 164, del decreto  ministeriale   27  marzo  2001  e

dell'accordo Stato, regioni e province autonome 25  luglio  2002,  la

denuncia dei rispettivi terreni vitati, ai fini  dell'iscrizione  dei

medesimi all'apposito Albo dei vigneti «Verdicchio di Matelica». 

      

                               Art. 3 

 

  Chiunque produce, vende, pone in vendita  o  comunque  distribuisce

per il consumo vini  con  la  denominazione  di  origine  controllata

«Verdicchio di Matelica» e' tenuto, a norma di legge,  all'osservanza

delle condizioni e dei requisiti stabiliti nell'annesso  disciplinare

di produzione. 

      

                               Art. 4 

 

  1. All'allegato A sono riportati i codici, di cui  all'art.  7  del

decreto ministeriale 28 dicembre 2006, delle  tipologie  dei  vini  a

denominazione di origine controllata «Verdicchio di Matelica». 

  2. All'allegato 1 e' riportata la lista delle menzioni  geografiche

aggiuntive  per  i  vini  a  denominazione  di  origine   controllata

«Verdicchio di Matelica» . 

 

 

Parere del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione delle

denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche  dei

vini  relativo  alla  richiesta  di  modifica  del  disciplinare   di

produzione  dei  vini  a  indicazione  geografica   tipica   «Lazio».

 

 PROPOSTA DI MODIFICA DEL   DISCIPLINARE DI   PRODUZIONE   DEI    VINI

  A INDICAZIONE GEOGRAFICA TOPICA «LAZIO» 

 

                               Art. 1. 

 

                        Denominazione e vini 

 

    L'Indicazione geografica  tipica  «Lazio»,  accompagnata  o  meno

dalle  specificazioni   previste   dal   presente   disciplinare   di

produzione,  e'  riservata  ai  mosti  e  vini  che  rispondono  alle

condizioni e ai requisiti appresso indicati. 

 

                               Art. 2. 

 

                         Base ampelografica 

 

    L'Indicazione geografica tipica «Lazio» e' riservata ai  seguenti

vini: bianchi, anche nella tipologia frizzante;  rossi,  anche  nelle

tipologie  frizzante  e  novello;  rosati,  anche   nella   tipologia

frizzante; passito; vendemmia tardiva; spumante. 

    I vini a Indicazione geografica tipica  «Lazio»  bianchi,  rossi,

rosati, passito, vendemmia tardiva e spumante devono essere  ottenuti

da uve provenienti da vigneti composti, nell'ambito aziendale, da uno

o piu' vitigni idonei alla coltivazione per la Regione Lazio. 

    L'Indicazione geografica tipica «Lazio», con la specificazione di

uno dei vitigni idonei alla coltivazione per  la  Regione  Lazio,  e'

riservata ai vini ottenuti da uve provenienti  da  vigneti  composti,

nell'ambito aziendale, per almeno l'85% dai corrispondenti vitigni ad

esclusione dei vitigni che sono riservati alla designazione dei  vini

a denominazione di origine o i cui nomi contengono termini geografici

riservati ai  vini  a  denominazione  di  origine  o  ad  Indicazione

geografica tipica. 

    Possono concorrere, da sole, o  congiuntamente,  alla  produzione

dei mosti e vini sopra indicati, le uve di altri vitigni, idonei alla

coltivazione per la Regione Lazio fino ad un massimo del 15%. 

    I  vini  a  Indicazione  geografica   tipica   «Lazio»   con   la

specificazione di uno dei vitigni idonei  alla  coltivazione  per  la

Regione Lazio o loro sinonimi, di cui al  presente  articolo  possono

essere prodotti anche nelle tipologie: spumante,  vendemmia  tardiva,

frizzante, passito e novello, quest'ultimo limitatamente ai rossi. 

 

                               Art. 3. 

 

                         Zona di produzione 

 

    La zona di produzione delle uve per l'ottenimento dei mosti e dei

vini atti ad essere designati  con  l'indicazione  geografica  tipica

«Lazio» comprende l'intero territorio della regione Lazio. 

 

                               Art. 4. 

 

                      Norme per la viticoltura 

 

    Le condizioni ambientali e di coltura dei vigneti destinati  alla

produzione  dei  vini  di  cui  all'art.  2  devono   essere   quelle

tradizionali della zona. 

    La produzione massima di uva per ettaro  di  vigneto  in  coltura

specializzata, nell'ambito aziendale, non deve essere superiore per i

vini  a  Indicazione  geografica  tipica  «Lazio»,   anche   con   la

specificazione del vitigno, ai limiti sotto indicati: 

      «Lazio» bianco: tonnellate 21; 

      «Lazio» rosso e rosato: tonnellate 20; 

      «Lazio» passito: tonnellate 10; 

      «Lazio» vendemmia tardiva: tonnellate 14. 

    Le predette rese uva/ha sono  comprensive  dell'aumento  del  20%

previsto dall'art. 1 del decreto ministeriale 2 agosto 1996. 

    Nei vigneti a coltura promiscua le produzioni massime di uva  per

ettaro devono essere rapportate alle superfici effettivamente coperte

dalle viti. 

    Le  uve  destinate  alla  produzione  dei  vini   a   Indicazione

geografica tipica «Lazio» seguita o meno dal riferimento al  vitigno,

devono assicurare al vino un titolo alcolometrico potenziale volumico

naturale minimo di: 

      10% vol per i vini bianchi; 

      10% vol per i vini rosati; 

      10% vol per i vini rossi; 

      16% vol per i vini passiti; 

      15% vol per i vini da vendemmia tardiva; 

      9,0% vol per i vini spumante. 

 

                               Art. 5. 

 

                     Norme per la vinificazione  

 

    Le  operazioni  di   vinificazione   devono   essere   effettuate

all'interno della zona delimitata nell'art. 3, fatte salve le deroghe

previste dalla normativa vigente. 

    Nella vinificazione sono ammesse  soltanto  le  pratiche  atte  a

conferire ai vini le proprie peculiari caratteristiche. 

    La resa massima dell'uva in vino finito, pronto  per  il  consumo

non deve essere superiore al  75%  per  tutti  i  tipi  di  vino,  ad

eccezione del «passito» che non deve essere superiore al 45%. 

    Le uve bianche destinate alla produzione del vino ad  Indicazione

geografica tipica «Lazio» passito  devono  essere  sottoposte  ad  un

periodo di appassimento che deve essere protratto fino a  raggiungere

un contenuto zuccherino minimo di 272 grammi/litro. 

    E' ammessa nella  prima  fase  dell'appassimento  l'utilizzazione

dell'aria ventilata per la disidratazione delle uve. 

    Le tecniche di  spumantizzazione  sono  quelle  consentite  dalla

legislazione vigente. 

 

                               Art. 6. 

 

                     Caratteristiche al consumo 

 

    I vini a Indicazione geografica  tipica  «Lazio»,  anche  con  la

specificazione del nome  del  vitigno,  all'atto  dell'immissione  al

consumo devono avere i seguenti titoli alcolometrici volumici  totali

minimi: 

      «Lazio» bianco: 10,50% vol; 

      «Lazio» rosso: 11% vol; 

      «Lazio» rosato: l0,50% vol; 

      «Lazio» novello: 11% vol; 

      «Lazio» passito: 16% vol e con un titolo alcolometrico volumico

effettivo non inferiore a 9%; 

      «Lazio» vendemmia tardiva: 15% e con  un  titolo  alcolometrico

volumico effettivo non inferiore a 12% vol; 

      «Lazio» spumante: 10% vol. 

 

                               Art. 7. 

 

 

             Etichettatura designazione e presentazione 

 

    All'indicazione geografica tipica «Lazio» e'  vietata  l'aggiunta

di qualsiasi qualificazione diversa da quelle previste  dal  presente

disciplinare di produzione, ivi compresi gli aggettivi  extra,  fine,

scelto, selezionato, superiore e similari. 

    E' tuttavia  consentito  l'uso  di   indicazioni   che   facciano

riferimento a nomi, ragioni sociali  e  marchi  privati  purche'  non

abbiano significato laudativo e non siano tali da trarre  in  inganno

il consumatore. 

 

        

Data di pubblicazione: 09/03/2010
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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