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Novità e notizie dal mondo Sagrantino

Il Sagrantino di Montefalco sperimenta il sistema dei “CRU”.
Bottiglie classificate per qualità, notorietà e prezzo del vino

Il progetto pilota è stato autorizzato con decreto ministeriale a fine dicembre. A breve sarà nominata una commissione di esperti, formata da ricercatori, enologi e giornalisti italiani e stranieri.

Il Consorzio è stato incaricato dal Ministero delle Politiche Agricole di condurre un progetto pilota per una classificazione dei vini prodotti a Montefalco con un sistema che ricalca quello dei cru francesi. Questa iniziativa sarà realizzata in collaborazione con l’Università di Firenze. Le bottiglie prodotte nel territorio della Docg Sagrantino di Montefalco verranno classificate in via sperimentale secondo 3 criteri: la qualità, la notorietà e il prezzo delle singole etichette. E’ del 19 dicembre scorso il decreto ministeriale (D.M. 19 dicembre 2008, reg. ufficiale 0011091) che autorizza la sperimentazione del nuovo sistema di classificazione per i vini di Montefalco, condotto nell’ambito delle regole della Docg.  Entro la fine del 2010 saranno disponibili i risultati sulle modalità operative di questo nuovo sistema per la prima volta sperimentato, e che ha già riscosso notevoli consensi per i risvolti positivi che si attendono: aumento della notorietà della denominazione, maggiore comunicabilità del prodotto e, come ricaduta, un aumento del livello qualitativo delle produzioni.  Nelle prossime settimane il Consorzio di Tutela Vini Montefalco nominerà la commissione incaricata di svolgere il progetto. Sarà composta da nomi di prestigio italiani e internazionali del mondo della ricerca, dell’enologia, del marketing e della stampa di settore. Il responsabile del progetto è il professor Vincenzo Zampi, docente di economia presso l’Università di Firenze.

Tra i nuovi progetti avviati dal Consorzio una ricerca triennale sulla tracciabilità del vitigno sagrantino, a cura dell’Istituto Agrario di San Michele all’Adige. L’iniziativa, cominciata con la vendemmia 2008, ha l’obiettivo di garantire il consumatore assicurando sul mercato la presenza di vini ultra-certificati, ottenuti dall’impiego di sole uve sagrantino. In un’ottica di controllo della produzione il Consorzio ha richiesto alla regione Umbria il rinnovo per il blocco degli impianti fino al 2012. La realizzazione di nuovi vigneti, grazie a una richiesta del 2005 è bloccata al momento fino allo scadere del 2009. Nel frattempo, in base all’articolo 10 della legge 164/92, sono state abbassate le rese produttive dagli 80 quintali/ettaro previsti dal disciplinare ai 70 quintali/ettaro per le vendemmie 2007 e 2008, mentre è in corso di approvazione lo stesso provvedimento per il 2009. Sempre in un’ottica di qualità a lo scorso dicembre è stata presentata agli uffici ministeriali una richiesta di modifica del disciplinare di produzione del Sagrantino di Montefalco.  Prevede tre importanti novità: l’aumento del periodo di inveccchiamento da 30 a 37 mesi (almeno 12 in legno e almeno 4 in bottiglia), l’obbligo di imbottigliamento in zona e la densità minima di 4 mila ceppi per ettaro.
Da oltre trent’anni i vini di Montefalco sono tutelati da un’organizzazione che oggi rappresenta il 93% della produzione complessiva e che riunisce 235 produttori, tra cantine imbottigliatrici e viticoltori.


“Sagrantino Day International”, il giro del mondo in 43 città


Il 20 aprile da Tokyo a Washington oltre 4 mila sommelier internazionali degusteranno i grandi vini di Montefalco.


Il 20 aprile torna il “Sagrantino Day International”, la più globale delle degustazioni, organizzata dal Consorzio di Tutela Vini Montefalco, Associazione Italiana Sommelier e Worldwide Sommelier Association. In un solo giorno, da Washington a Tokyo, il vino autoctono di Montefalco sarà degustato in contemporanea in 43 città da oltre 4 mila sommelier internazionali.

L’obiettivo della manifestazione, che ormai cresce di anno in anno, è di presentare il Sagrantino di Montefalco Docg e il Montefalco Doc a un pubblico qualificato, interno ai canali della ristorazione, di enoteche e hotel.  A fine degustazione i sommelier dovranno rispondere a un questionario sulla percezione organolettica del vino, fornendo dati e valutazioni che il Consorzio di Tutela elaborerà in collaborazione con l’Università di Firenze.

Le sedi interessate dalle degustazioni sono 43. Di queste 14 sono all’estero (Tokyo, Osaka, Londra, Amsterdam, Bruxelles, Lussemburgo, New York, Washington, Berlino, Amburgo, Colonia, Kassel, Darmstadt. Hannover), le altre 29 in Italia. L’elenco delle sedi del “Sagrantino Day International” sul sito www.consorziomontefalco.it
L’invito è aperto anche alla stampa su prenotazione contattando il referente AIS locale, telefoni all’indirizzo web www.consorziomontefalco.it/index.php?page_id=68&parent=45 


La manifestazione verrà presentata al Vinitaly durante la conferenza stampa “Sagrantino Day International 2009 - L’autoctono di Montefalco fa il giro del mondo con l'Associazione Italiana Sommelier”, che si terrà Venerdì 3 Aprile alle ore 11,00 presso la sala A, Centro Servizi Brà (PAD. 8/9). Successivamente, il 16 aprile, si terrà la conferenza stampa di presentazione a Roma, ore 11,30, nella sala del Parlamentino "Cavour" del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in Via XX Settembre, 20.


Il Sagrantino di Montefalco in cifre:

In sette anni le denominazioni di Montefalco hanno fatto registrare incrementi davvero consistenti: la superficie del Sagrantino Docg è passata dai 122 ettari del 2000 ai 660 del 2008; mentre il Montefalco Rosso da 157 ettari (2000) a 430 di quest’anno. In parallelo sono cresciute le produzioni: 666mila bottiglie per l’annata 2002 del Sagrantino di Montefalco e oltre 2 milioni per l’annata 2005 attualmente in commercio. Crescita importante anche per il Montefalco Rosso, passato da 1 milione per il 2002 ai 2 milioni e 170 bottiglie per l’annata 2006.
 
Ormai la qualità dei vini, come dimostra il trend delle ultime annate, è in costante crescita (5 Stelle per il 2005). Merito del grande lavoro in vigna e in cantina di questi anni. Nonostante i numeri è necessario che Montefalco resti una denominazione di nicchia che fa della qualità e del legame con un territorio unico il proprio segno distintivo.





Data di pubblicazione: 20/04/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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