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PIERA MARTELLOZZO IN BRASILE FRA LE “DAMAS DO VINHO”

Piera Martellozzo dall’Italia, Maria Luz Marin dal Cile e Luisa Amorin dal Portogallo.

 

Tre grandi donne del vino, ognuna con la propria personalità e il proprio carattere, che producono etichette uniche e hanno un sogno comune: divulgare la cultura del bere bene e, allo stesso tempo, aiutare i più deboli. 

 

E’ questo, in sintesi, il progetto “Damas do Vinho”, le Dame del Vino, organizzato a San Paoloin Brasile dall’importatore Vinea per raccogliere fondi destinati alla beneficenza, in collaborazione con la Ong “Banco de Alimentos”. 

 

Ognuna delle protagoniste ha infatti dedicato all’iniziativa 1500 bottiglie di uno fra i propri vini più rappresentativi: il Rosé nel caso di Piera Martellozzo, il Sauvignon Blanc per Maria Luz Marin e il Rosso Del Douro per Luisa Amorin.

 

Queste tre bottiglie sono state poi “vestite” da una fra le più importanti stiliste brasiliane, Adriana Barra, che ha creato tre differenti etichette, tutte però con il comune denominatore del colore e del bollino “Damas do Vinho”, distintivo dell’iniziativa. 

Adriana Barra è anche l’autrice della confezione che racchiude il “tris” di vini e che verrà venduta in tutto il Brasile.

 

Il ricavato sarà devoluto per finanziare il progetto di Banco de Alimentos “Com 9 Vocë Pode” (Con 9 Tu Puoi); questo fa sì che, con il contributo di solo 9 reais (monete brasiliane) si possano assicurare a una persona tre pasti al giorno per un mese.

 

“Chi acquisterà una confezione di vini Damas do Vinho – spiega Piera Martellozzo – potrà dunque garantire nutrimento ad una persona per un anno intero. In Brasile, si sa, moltissimi sono in difficoltà, soprattutto bambini. Il nostro scopo è quindi duplice: da un lato, poter offrire un aiuto concreto a chi non ce la fa, dall’altro, diffondere la cultura e l’amore per il vino”.

Data di pubblicazione: 21/12/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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