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You are here: Home News Notizie del 2009 Giugno 2009 Pallanti riconfermato al Chianti Classico

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Pallanti riconfermato al Chianti Classico

All’unanimità dei consensi Marco Pallanti (Castello di Ama)  è stato confermato alla guida del Consorzio Vino Chianti Classico a conclusione del primo triennio di mandato. La nomina è avvenuta nel corso del primo Consiglio di Amministrazione eletto dall’Assemblea generale dei Soci il 15 maggio scorso.
Il Consiglio ha così riaffidato a Pallanti il delicato compito di guidare il più grande Consorzio vinicolo d’Italia che conta circa 600 produttori, di cui 350 imbottigliatori, per una produzione annua di oltre 40.000.000 di bottiglie.
La rielezione di Pallanti rappresenta il riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto in tre anni dal produttore enologo fiorentino che ha saputo guidare il Consorzio con spirito innovativo e lucida gestione dei momenti più difficili. 
La nomina di Marco Pallanti è avvenuta con l’unanime consenso delle differenti categorie rappresentate nel Consiglio di Amministrazione del Consorzio: produttori imbottigliatori, cantine sociali e industriali.
Presso il castello di Brolio la prima uscita ufficiale del riconfermato Presidente, nel corso del Convegno “Bettino Ricasoli, il suo disegno e la sua attualità nella congiuntura degli anni 2000” che ha avuto luogo ieri in occasione del duecentesimo anniversario della nascita del “Barone di ferro”. In questo ambito, assieme a Marco Pallanti, esperti e autorità del mondo socioeconomico agroalimentare hanno analizzato la figura di Ricasoli e la lungimiranza del suo pensiero rapportandolo ai temi e alle problematiche del Chianti Classico e delle viticoltura di oggi. L’incontro ha dato l’occasione al Presidente Pallanti per una riflessione che partendo dal “Barone di Ferro” prova a tracciare la strada per il nuovo millennio del Gallo Nero:
“Trascorsi duecento anni dalla nascita di Bettino Ricasoli, il suo pensiero appare nella sua vera grandezza, complesso e profondo, proprio come giudicheremmo quel “Vino Sublime” da lui così caparbiamente ricercato” afferma Pallanti. “Ma la grandezza del suo disegno sta proprio nell’immortalità dei concetti che esprime, assolutamente attuali anche oggi. Il Ricasoli per primo capisce che il nostro territorio può diventare un “terroir” ed inizia a consultare la natura vagliandola attraverso la ragione.
Il suo lavoro riposiziona il Territorio, nelle sue macro e micro identità, a ruolo di bussola di riferimento per la ricerca. Ma tutto ciò non può evidentemente prescindere dall’ineludibile connubio con le varietà e con l’uomo. C’è poco “individuo” nei disciplinari odierni troppo spesso afflitti da lacci e laccioli burocratici. In sostanza, se da una parte il messaggio di Ricasoli insiste sul rispetto dell’unicità del vino del Chianti ottenibile attraverso la certificazione del luogo di Origine, allo stesso tempo valorizza l’unicità del produttore nella ricerca di un gusto che deve necessariamente essere esclusivo. Il nostro compito di eredi rispettosi del suo pensiero è perciò quello recepire questo basilare insegnamento, cercando di migliorare sempre il nostro vino, rendendolo più competitivo, ma sempre nel più assoluto rispetto della tradizione e quindi di “tradere” nel futuro queste sue volontà sulle quali è certamente valsa la pena oggi riunirsi, qui in casa sua, per ricordarlo”.

La versione integrale di questo intervento è on line sul magazine del Consorzio: www.chianticlassico.com.



Data di pubblicazione: 08/06/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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