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You are here: Home News Notizie del 2009 Luglio 2009 Nuove iniziative di Vinarius

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Nuove iniziative di Vinarius

Vinarius, l’associazione di enoteche italiane nata nel 1981, si allarga alle “enoiteche”.
Questo il provvedimento siglato da poche settimane che darà la possibilità di adesione all’associazione anche ai punti vendita di vino al bicchiere, oltre a quelli da asporto.
“Negli anni ci sono state da parte di enoteche che esercitavano la mescita come attività prevalente (quelle che oggi con termine inglese sono chiamate wine bar)  - afferma Francesco Bonfio, presidente Vinarius dal 2006 - delle richieste di associazione alla Vinarius da parte di enoteche a mescita. Abbiamo sempre dovuto a malincuore rifiutare perché il nostro statuto prevedeva che potesse essere Vinarius solo un’enoteca che vendeva al dettaglio. Poi, a seguito di una naturale evoluzione del comparto, abbiamo notato che alcuni nostri associati avevano affiancato all’asporto anche la mescita e questo, una volta che l’aspetto mescita diventava prevalente sull’asporto, creava una situazione impropria alla quale abbiamo posto rimedio con una modifica statutaria”.
Da oggi quindi possono essere associate a Vinarius sia le enoteche asporto che quelle che fanno mescita. “E per distinguerle dalle enoteche abbiamo pensato di utilizzare il nome di “enoiteche” – continua Bonfio - perché il termine inglese di wine bar non ci piaceva, esercenti la mescita era lungo e troppo burocratico, mentre enoiteca è un neologismo inventato alla fine degli anni 80 da illustri linguisti con l’intervento determinante di Luigi Veronelli, su sollecitazione di Mauro Lorenzon che insieme ad altri osti nel 1990 aveva fondato l’associazione omonima per raggruppare le enoteche che con un servizio di qualità proponevano la degustazione dei grandi vini. Enoiteca è una parola composta che deriva da oichia (“casa” in greco) quindi oinoiché (casa del vino) e oicheios (colui che ha familiarità, che è di casa) a oinoicheios (colui che ha familiarità con il vino) con l’aggiunta del suffisso teca”.
“Pur essendo in tutte le regioni – racconta Francesco Bonfio - la maggiore concentrazione di enoiteche è nel Triveneto. Questo perché ben prima del fattore moda wine-bar, l’osteria in Trentino Alto Adige , Friuli Venezia Giulia e Veneto è sempre esistita come luogo di ritrovo, spazio dedicato alla degustazione, seduti o in piedi con di una bella bottiglia di vino, magari con un piccolo accompagnamento gastronomico”.
Diverse sono le motivazioni che potrebbero motivare i punti vendita ad aderire a Vinarius, associazione che ad oggi vede riunite 110 enoteche in 15 regioni italiane. “Un appassionato – spiega il presidente - entrando in una Enoteca o in un’Enoiteca Vinarius sa o si accorge subito di avere a che fare con un professionista preparato, pronto ad accontentarlo al meglio in forza della sua conoscenza, della sua esperienza, della sua capacità di interpretare le più diverse esigenze. Un professionista capace non solo di spiegare il vino, ma anche, e soprattutto, di raccontarlo per suscitare quelle suggestioni che, unica fra le bevande, il vino esprime e trasmette. Essere Vinarius per una enoiteca significa cogliere tutti i vantaggi ben conosciuti ed apprezzati dagli associati “storici” della Vinarius. Il poter aderire a tutte le manifestazioni, eventi, viaggi, corsi di formazione, degustazioni esclusive che vengono organizzate rappresenta un “plus” che vale assolutamente la quota annua versata all’associazione. In più il prestigio di questa associazione si riversa su ciascun associato quando si tratta di essere coinvolti in opportunità di crescita professionale e non ultima in ordine di importanza, la possibilità di entrare a fra parte di un gruppo, di scambiare pareri, opinioni, idee, innovazioni che alla fine rappresentano la marcia in più che ha Vinarius”.
www.vinarius.it
 

Data di pubblicazione: 27/07/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

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