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You are here: Home News Notizie del 2009 Luglio 2009 Sant'Appiano d'autore

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Sant'Appiano d'autore

La Fattoria Sant’Appiano, una delle più antiche fattorie toscane con produzione di Chianti DOCG della Toscana, in occasione del restauro della cantina di vinificazione presenta l’iniziativa “Sant’Appiano d’Autore” che inaugura il 12 giugno con l’esposizione di alcune opere del maestro Marcello Fantoni, con il Patrocinio del Comune di Barberino Val d’Elsa.

Nella suggestiva cornice della Fattoria Sant’Appiano, in particolare nella cantina, uno dei rari esempi di strutture di tufo esistenti in Toscana, prenderà vita  questo interessante connubio fra arte e vino. La famiglia Cappelli, proprietaria  della fattoria da oltre tre generazioni, ha sostenuto questa iniziativa nella convinzione che tante siano le analogie fra arte e vino. Entrambi frutti della passione creativa dell’uomo, da sempre il vino e l’arte infondono uno stimolo alla ricerca di una sensibilità percettiva superiore. Per analogia sensoriale, l’opera d’arte pretende, come il calice di vino, il medesi della degustazione: è un nettare che si rivela goccia dopo goccia, assaporandone il primo, evidente, vellutato profumo, per arrivare lentamente all’essenza più profonda.

Per questa prima edizione di “Sant’Appiano d’Autore” ospite d’onore sarà Marcello Fantoni, maestro indiscusso dell’arte italiana del Novecento,  il quale oltre ad esporre alcune delle sue opere nella cantina della fattoria ( visitabili dal pubblico gratuitamente fino al 12 settembre)  ha concesso l’utilizzo dell’immagine  di un suo disegno datato 1927 raffigurante un’allegoria del mese di Settembre, il mese della vendemmia. L’opera  “Settembre “ sarà  riprodotta sulle magnum del Supertuscan Monteloro, uno dei vini di punta dell'azienda chiantigiana, e, in una serie di piatti  di ceramica  eseguiti in serigrafia  e disponibili in edizione a tiratura limitata. “Settembre”, opera giovanile del maestro, racchiude in sé il presagio di quello che sarà un brillante percorso artistico, e sarà visibile  al pubblico solo per questa occasione essendo stata concessa in via eccezionale da un collezionista privato.

La Fattoria Sant’Appiano, è un luogo che conserva da lungo tempo antiche memorie, il recente lavoro di restauro  della cantina, ha preteso una sensibilità e un’attenzione particolare: l’intento è stato quello  di non alterare le caratteristiche estetiche dell’ambiente, come se fosse rimasto intatto nel tempo. Ecco dunque  l’uso dei materiali tipici locali come il cotto e la pietra serena per la pavimentazione; nell’arredamento sono stati utilizzati materiali di recupero, come il legno delle barriques, per lampadari e paraventi. Sono stati ideati oggetti d’arredo che riconducessero alla vigna, come il tavolo fatto a forma di grappolo e le foglie d’uva in rame, alte due metri, pensate appositamente per l’occasione da un artista locale, e ancora la struttura metallica della nuova scala trattata con una tecnica del tutto particolare per dare l’effetto ruggine, come se anch’essa sentisse il peso degli anni che la cantina conserva nei suoi ambienti.
Infine le forme architettoniche più importanti, come le nicchie della sala degustazione, che secondo approfondite ricerche sembrano un tempo essere state tombe etrusche, sono state opportunamente illuminate con luce calda e soffusa.

Dopo questa prima edizione l’intenzione della Fattoria Sant’Appiano  è di dare vita ad una serie di appuntamenti che si rinnoverà, anche negli anni a venire, grazie al contributo degli autori più interessanti del panorama artistico toscano riconosciuti a livello nazionale  e internazionale.

Data di pubblicazione: 21/07/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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