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Notizie enologiche

Modifica  del  disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine  controllata   «Malvasia  di  Castelnuovo  Don  Bosco».
IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche di sviluppo economico e rurale in conformita' al parere espresso ed alla proposta formulata dal sopra citato Comitato;
Decreta:
Art. 1.
Il  disciplinare  di produzione dei vini a denominazione di origine controllata  «Malvasia di Castelnuovo Don Bosco», approvato da ultimo con  decreto  ministeriale 28 febbraio 1995, e' sostituito per intero dal  testo annesso al presente decreto le cui disposizioni entrano in vigore a partire dalla vendemmia 2009.
Art. 2.
I   soggetti  che  intendono  rivendicare,  a  partire  gia'  dalla vendemmia  2009,  il  vino  a  denominazione  di  origine controllata «Malvasia di Castelnuovo Don Bosco» proveniente da vigneti non ancora iscritti al relativo albo, ma aventi base ampelografica conforme alle disposizioni  dell'annesso disciplinare di produzione, sono tenuti ad effettuare,  ai  sensi  e per gli effetti dell'art. 15 della legge 10 febbraio  1992,  n.  164,  del  decreto  ministeriale 27 marzo 2001 e dell'accordo  Stato  regioni  e  province autonome 25 luglio 2002, la denuncia  dei  rispettivi terreni vitati, ai fini dell'iscrizione dei medesimi  all'apposito  albo dei vigneti «Malvasia di Castelnuovo Don Bosco» DOC.
Art. 3.
Chiunque  produce,  vende,  pone in vendita o comunque distribuisce per  il  consumo  vini  con  la  denominazione di origine controllata «Malvasia  di  Castelnuovo  Don  Bosco», e'  tenuto a norma di legge, all'osservanza   delle   condizioni   e   dei   requisiti   stabiliti nell'annesso disciplinare di produzione.

Modifica  del  disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Collina Torinese».
IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche di sviluppo economico e rurale in conformita' al parere espresso ed alla proposta formulata dal sopra citato Comitato;
Decreta:
Art. 1.
Il  disciplinare  di produzione dei vini a denominazione di origine controllata «Collina Torinese», approvato con decreto ministeriale 14 ottobre  1999, e' sostituito per intero dal testo annesso al presente decreto  le  cui  disposizioni  entrano  in  vigore  a  partire dalla vendemmia 2009.
Art. 2.
I   soggetti  che  intendono  rivendicare,  a  partire  gia'  dalla vendemmia  2009,  i  vini  a  denominazione  di  origine  controllata «Collina  Torinese»  proveniente  dai  vigneti non ancora iscritti al relativo   albo,   ma   aventi   base   ampelografica  conforme  alle disposizioni  dell'annesso disciplinare di produzione, sono tenuti ad effettuare,  ai  sensi  e per gli effetti dell'art. 15 della legge 10 febbraio  1992,  n.  164,  del  decreto  ministeriale 27 marzo 2001 e dell'accordo  Stato  regioni  e  province autonome 25 luglio 2002, la denuncia  dei  rispettivi terreni vitati, ai fini dell'iscrizione dei medesimi all'apposito albo dei vigneti «Collina Torinese» DOC.
Art. 3.
Chiunque  produce,  vende,  pone in vendita o comunque distribuisce per  il  consumo  vini  con  la  denominazione di origine controllata «Collina  Torinese», e' tenuto a norma di legge, all'osservanza delle condizioni  e  dei  requisiti  stabiliti nell'annesso disciplinare di produzione.

Data di pubblicazione: 18/05/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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