AgrieTour2009: un successo
Conclusasi positivamente la fiera aretina AgrieTour 2009: Diecimila visitatori, oltre 130 buyers da tutto il mondo, più di 600 espositori. Anche il Ministro delle Politiche Agricole, Luca Zaia, ha commentato la manifestazione aretina esprimendo parole di apprezzamento perchè «AgrieTour – ha detto il Ministro alle agenzie - è uno straordinario momento di avvicinamento al mondo rurale e alle sue abitudini, alimentari e di vita. I turisti lo scelgono sempre più numerosi. L'agriturismo rappresenta una risorsa strategica per il settore dell'agricoltura. Il comparto agrituristico è in crescita da tempo. Dobbiamo sostenerlo». Dal Trentino alla Sicilia, passando per le regioni del Centro, tutta l’Italia dell’agriturismo è stata la vera protagonista di questa edizione dei record.
Ad Arezzo, una forte spinta è stata data alla Regione Abruzzo, in particolare alla provincia dell’Aquila. Impressionante lo stand: accanto alle foto di ricchezze paesaggistiche, culturali artistiche, l’immagine ancora scioccante, a distanza di mesi, del palazzo del governo distrutto dal terremoto.
“L’Aquila torna a volare: invito all’assaggio di sapori, profumi, la cortesia e la bellezza di un territorio vivo e sicuro”.Questo lo slogan per il workshop organizzato sabato 14 Novembre. Certamente il sostegno ai terremotati passa anche attraverso il turismo: agriturismi, bellissimi parchi nazionali, mare e montagna arricchiti da intense attività sportive. Prossimi educational tour e investimenti sulla comunicazione, come quello di Agrietour, saranno organizzati in Abruzzo per favorire l’informazione: bellezze, divertimento e natura dovranno pian pian prendere il posto delle immagini tragiche a cui associamo l’Abruzzo.
Ma Agrietour da anni è anche il momento in cui l’Ismea dà i numeri sullo stato dell’economia del settore agrituristico.
Per quali motivi l’agriturismo piace tanto agli italiani?
Aria pulita, cibo genuino, natura, riposo, relax e tranquillità, meglio se il prezzo è buono. Sono questi i principali motivi per cui l’agriturista sceglie di passare la vacanza in campagna. A rilevarlo è l’Ismea in un rapporto presentato ad AgrieTour. Secondo l’indagine, svolta su un campione di duemila intervistati tra Roma e Milano, diversi sono gli aspetti che devono assolutamente caratterizzare una autentica struttura di agriturismo: tra questi il principale è che la struttura deve essere immersa nel verde e nella natura in una zona piacevole e tranquilla. Inoltre le strutture devono conservare la rusticità della campagna e non essere riadattamenti. La possibilità di partecipare alla vita agricola dell’azienda è un prerequisito fondamentale secondo la ricerca. Gli aspetti che invece possono giocare un ruolo negativo in un agriturismo, fanno soprattutto riferimento al desiderio che la vacanza agrituristica non si omologhi a una vacanza convenzionale.
In tempo di crisi, soggiorni più brevi: addio settimane lunghe in campagna
Secondo l’indagine il 31% degli italiani avrebbe pernottato almeno una volta, nel corso della vita, in una struttura agrituristica e la presenza di bambini in famiglia, e secondariamente di ragazzi, sarebbe uno stimolo importante nella scelta di soggiornare in un agriturismo. C’è poi chi ancora non ha mai pernottato in agriturismo: i motivi principali sarebbero da ravvisare nella mancanza di occasione e nella preferenza ad altri tipi di vacanza. In riferimento all’ultimo soggiorno effettuato, il numero di notti trascorse si colloca intorno a 2,9 notti, con una forte concentrazione di risposte sulle modalità “una” e “due”. In altri termini, si riscontra una forte prevalenza di visite brevi, senz’altro più brevi rispetto a quanto si vorrebbe fare. La durata ideale è infatti di poco inferiore a 5 notti, ossia il 70% in più della durata effettiva.
Dove è meglio investire per un agriturismo per farsi scegliere più facilmente?
Internet rimane il punto di forza tra i canali di commercializzazione utilizzati dalle strutture agrituristiche: più di 8 su 10 infatti garantiscono ai propri clienti la prenotazione online e il dato secondo il quale oltre la metà della clientela prenota la vacanza tramite il web dimostra l'efficienza di questo canale. Nei primi tre mesi del 2009 la percentuale delle prenotazione online è del 47,2% per salire al 48,1% nel secondo e raggiungere infine il 50,2% nel terzo. E c'è poi chi come Agriturismo.com ha realizzato un servizio di prenotazione online che permette di effettuare una ricerca mirata sulle strutture (tutte certificate dalla Onlus AIAS Milano – Associazione Italiana Assistenza Spastici) che accolgono clienti diversamente abili.
Tecnologie fruibili (rete per cellulari e internet), strutture benessere, piscine i più richiesti
A proposito di soddisfazione, l’indagine svolta ha posto in risalto dati confortanti. meno del 3% degli intervistati, infatti, si è dichiarato insoddisfatto, e un 16% si è detto mediamente soddisfatto. I punteggi 4 e 5, che in linea di massima possono essere fatti corrispondere rispettivamente ad abbastanza soddisfatto e molto soddisfatto, costituiscono il rimanente 80% abbondante. Tra i requisiti fondamentali per la scelta della struttura un dato curioso: il 65% degli agrituristi chiede se c’è copertura per i cellulari. Fondamentali la tv e la piscina. Anche i servizi relativi all’area benessere hanno fatto rilevare un 38% di pareri positivi, contro circa un 25% di opinioni contrarie. I primi sono stati espressi in maggior misura da donne e da soggetti giovani. Tuttavia per agriturismo.it il 49,5% degli italiani ha segnalato nella propria esperienza un'offerta lontana dal proprio modello tradizionale e per il 33,4% prodotti poco legati al territorio. Anche per questo ad AgrieTour l'argomento centrale è stata la nuova legge Quadro.
Secondo una ricerca dell'Inea presentata ad AgrieTour tra il 2000 ed il 2006 i Programmi di Sviluppo Rurale hanno speso oltre 480 milioni di euro per gli investimenti in tema di agriturismo e turismo rurale, mentre sono previsti oltre 700 milioni di euro entro il 2013.
Ma come deve essere l’offerta ristorazione per attrarre i turisti in tempi di crisi?
Quello della ristorazione è uno dei settori maggiormente cresciuti all’interno dell’offerta agrituristica italiana. Degli oltre 18mila turismo presenti nel nostro Paese infatti quasi 9mila offrono anche pasti. Inoltre 3mila strutture organizzano degustazione dei prodotti realizzati in azienda. La normativa quadro nazionale (legge 96/2007) ha aiutato l’uso dei prodotti a Km “0” grazie all’obbligo per le aziende agrituristiche che fanno ristorazione di utilizzare almeno il 35% dei prodotti realizzati in azienda e per il resto prodotti comunque del territorio con un margine del solo 15% aperto a prodotti vari che possono provenire da fuori della regione in cui si svolge l’attività.
Certamente, il taglio sulla rete distributiva favorisce anche l’abbassamento dei prezzi a cui i turisti guardano sempre di più con attenzione. Autoctono, qualità delle materie prime, storicità dei piatti, sono le richieste degli appassionati che scelgono i ristoranti interni agli agriturismi. Certamente la legge sull’alcol ha influito molto: i turisti non se la sentono più di degustare numerosi vini e mettersi in viaggio. Perciò, nessuno vuol rinunciare alla qualità del servizio che deve essere indubbiamente alta: la sola che può giustificare i prezzi non certo “da crisi”.
Valentina Niccolai


