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Notizie enologiche del 30 novembre

Approvazione dello statuto del Consorzio  dei  vini  D.O.C.  Ansonica
Costa  dell'Argentario,  Bianco  di  Pitigliano,  Capalbio,  Parrina,
Sovana, in Manciano,  e  conferimento  dell'incarico  a  svolgere  le
funzioni di tutela,  di  valorizzazione  e  di  cura  generale  degli
interessi connessi alla D.O.C. dei vini «Sovana» e del vino a  D.O.C.
«Bianco di Pitigliano».
 
IL CAPO DIPARTIMENTO delle politiche competitive, del mondo rurale e della qualita'
 
                              Decreta:
 
                               Art. 1
  1. E' approvato, ai sensi dell'art.  2,  comma  3,  del  decreto  4
giugno 1997, n.  256,  lo  statuto  del  Consorzio  dei  vini  D.O.C.
Ansonica  Costa  dell'Argentario,  Bianco  di  Pitigliano,  Capalbio,
Parrina, Sovana, con sede in Manciano (Grosseto),  viale  Marsala  n.
73,  cosi'  come   risulta   dal   testo   approvato   dall'assemblea
straordinaria dello stesso Consorzio e presentato a questo  Ministero
in data 27 aprile 2009.

                               Art. 2
  1. Il Consorzio dei vini  D.O.C.  Ansonica  Costa  dell'Argentario,
Bianco di Pitigliano, Capalbio,  Parrina,  Sovana,  e'  incaricato  a
svolgere le funzioni di tutela, di valorizzazione, di  cura  generale
degli interessi relativi alla D.O.C. dei vini «Sovana» e del  vino  a
D.O.C. «Bianco di Pitigliano», nonche' di proposta e di consultazione
nei confronti della pubblica amministrazione, ai sensi dell'art.  19,
comma 1, della legge 10 febbraio 1992, n. 164.

                               Art. 3
  1. Entro tre anni dalla data di pubblicazione del presente decreto,
il Ministero procedera' alla verifica della sussistenza del requisito
di rappresentativita' del Consorzio dei vini  D.O.C.  Ansonica  Costa
dell'Argentario, Bianco di Pitigliano, Capalbio, Parrina, Sovana,  e,
ove sia accertata la mancanza  di  tale  requisito,  procedera'  alla
sospensione  dell'incarico  attribuito  con  l'art.  2  del  presente
decreto.

Data di pubblicazione: 30/11/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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