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Rosso dell'Arnasa del Castello di Roncade

Oltre 3.000 persone hanno assistito, domenica 14 settembre, alla presentazione ufficiale del nuovo "Rosso dell'Arnasa" prodotto dal Castello di Roncade (Roncade - TV).
Nel parco e nelle barchesse di una delle più caratteristiche testimonianze della cultura rurale nella società veneta, la grande festa realizzata per "Benvenuta Vendemmia" (evento promosso annualmente dal Movimento Turismo del Vino) ha "tenuto a battesimo" il nuovo Merlot Doc Piave, annata 2007 prodotto nei vigneti che fanno parte della tenuta fin dall'inizio del Cinquecento.
Fin dai tempi di Girolamo Giustinian, che realizzò la patrizia villa-castello, appartengono alla villa diversi terreni, caratterizzati da medio impasto argilloso sotto il quale si trova un consistente conglomerato sabbioso argilloso marino con cemento calcareo (caranto): peculiarità che contraddistinguono le due aree enoiche particolarmente curate dall'odierna azienda agricola Castello di Roncade: la "Pantiera" e il "Teson" due antichissimi toponimi da sempre legati alle colture della vite. Di particolare interesse il "Teson", una vera oasi naturale racchiusa tra il Vallio e l'Arnasa, che Luigi Veronelli indicò come i cru più interessanti della Marca trevigiana e in cui ha sempre creduto la famiglia Ciani-Bassetti, dagli anni Trenta del secolo scorso titolare del Castello e delle sue tenute. Qui, dove nasce anche il celebre "Villa Giustinian-Riserva della Casa", uno dei grandi vini rossi del Veneto, è stato prodotto il "Rosso dell'Arnasa" Merlot in purezza che prende il nome dal canale che circonda le vigne e che, dopo un anno di affinamento in tonneau da 5 hl, si presenta così:
 
ROSSO DELL’ARNASA

Merlot Doc Piave  2007

AREA DI PRODUZIONE  Roncade, in quella frazione denominata “Pantiera” nei pressi del Castello da sempre legata alla coltura della vite e che Luigi Veronelli definì uno dei cru più interessanti della Marca trevigiana.

TERRENO Caratterizzato da medio impasto argilloso sotto il quale si trova il caranto, consistente conglomerato sabbioso argilloso marino con cemento calcareo.
VIGNETO Densità d’impianto: 5000 ceppi per ettaro. Sistema di allevamento: Guyot.
VINIFICAZIONE Uve, raccolte a mano, vinificate in acciaio con macerazione sulle bucce per  12 giorni con delastage. Alla fermentazione alcolica segue quella malolattica.
AFFINAMENTO 12 mesi in tonneau di 2°-3° passaggio
CARATTERISTICHE ORGANOLETTICHE
COLORE Rosso rubino intenso, brillante e impenetrabile.

PROFUMO Un quadro fine, complesso, vegetale, fruttato e speziato, di buon amalgama ed equilibrio. Si percepiscono evolute note di frutta rossa matura e di viole, arrotondate da un’appena accennata venatura vanigliata, sulla quale si affacciano sentori speziati e evoluti accenni di caffè e di tabacco.

SAPORE Intenso, asciutto e vellutato, di apprezzabile persistenza e profondità, ha un portamento bellamente austero, elegante stoffa, soffice materia tannica e contenuta aicidità, per esprimersi in preziosi equilibri e portamenti di grande eleganza.

ABBINAMENTI Ideale per arrosti di carni rossa e selvaggina, ma anche con salumi e formaggi di media stagionatura.

SERVIZIO Temperatura ottimale tra i 18 e i 20°C. Vivamente consigliata una breve ossigenazione che ne esalta le caratteristiche.

CARATTERISTICHE CHIMICHE
Alcool effettivo  % vol. 13,00
Zuccheri  g/l inferiore a 1
Acidità totale  g/l 5,30 

Data di pubblicazione: 22/09/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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