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Torna Carrugi del vino

Torna “Carrugi del Vino - Piccole e grandi cantine aperte sino a notte nella terra del prodotto tipico”, l’appuntamento estivo alla scoperta delle produzioni vinicole tipiche del Ponente Ligure.

 Giunto alla terza edizione, l’evento si svolgerà giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 agosto sul tutto il territorio della provincia di Imperia. Novità della terza edizione di Carrugi del Vino è il coinvolgimento dei ristoranti, delle enoteche e dei wine bar che proporranno per tre giorni degustazioni delle cinque produzioni enologiche imperiesi in abbinamento a piatti e ricette tipiche. Non solo cantine aperte quindi, dove poter conoscere e apprezzare vini d’eccellenza come Pigato, Vermentino, Rossese, Ormeasco e Dolceacqua. Carrugi del Vino è un marchio della CIA - Confederazione Italiana Agricoltori di Imperia che, grazie alla collaborazione della Confesercenti e al sostegno della Camera di Commercio Industria e Artigianato della Provincia di Imperia, si arricchisce di luoghi e di momenti per meglio valorizzare i prodotti del territorio.

L’appuntamento è fissato per giovedì 7, venerdì 8 e sabato 9 agosto presso gli esercizi convenzionati che hanno aderito alla manifestazione e che proporranno menù e degustazioni abbinate ai vini prodotti dalla Cantine dei produttori associati ad un prezzo promozionale. Sabato 9 agosto inoltre dalle ore 16.00 alle ore 24.00, presso i produttori di vini tipici della Provincia di Imperia sarà possibile degustare e visitare le cantine ove avvengono le produzioni D.O.C. per scoprire e conoscere i segreti che rendono prestigiosi i cinque vitigni.

Far scoprire o riscoprire vini d’eccellenza come Pigato, Vermentino, Rossese, Ormeasco e Dolceacqua, favorendo anche il connubio fra turismo e valorizzazione del territorio, come asse portante di uno sviluppo che vuole far diventare l’entroterra, i suoi sapori e le sue tradizioni, parte principale dell’offerta turistica del Ponente Ligure è l’obiettivo di Carrugi del Vino.


Massimiliano Baldocchi

Data di pubblicazione: 22/07/2008
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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