Buoni vendemmia: il Governo risponde all'interrogazione
Non si propone quindi di ampliare aree di precarietà bensì di offrire una risposta adeguata ai bisogni che tanti piccoli imprenditori agricoli o aziende hanno di fronte a necessità ben limitate nel tempo.<br />La risposta offerta dal Governo è positiva in quanto ritiene valido ed applicabile questo strumento, riconferma il parere favorevole del tavolo di concertazione attivato con il Ministero del Lavoro, ma non chiarisce le modalità di applicazione e l’effettiva sperimentazione. Riteniamo che questo strumento rappresenti una misura efficace e che qualora la sperimentazione ne attestasse il buon funzionamento, potrebbe essere esteso anche alla raccolta delle olive.<br />È proprio per dare vigore a questo processo di sperimentazione che auspichiamo l’attivazione di tavoli ed iniziative promossi dalle Regioni, dalle Province maggiormente coinvolte con le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali , i Ministeri del Lavoro e dell’Agricoltura al fine di rendere operativo tale protocollo.<br /><br />Roma, 27 luglio 2007 <br />On Fiorio Massimo On Angelo Zucchi On. Claudio Franci<br /><br /><br />TESTO DELL'INTERROGAZIONE<br /><br />FIORIO, ZUCCHI e FRANCI. - Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali.- Per sapere - premesso che: <br /><br />molti territori vitivinicoli italiani presentano una particolare configurazione morfologica; <br /><br />la vitivinicultura italiana è contraddistinta dalla attività di numerose piccole aziende di produttori a conduzione familiare; <br /><br />la raccolta vendemmiale è caratterizzata dalla necessità di procedere in tempi stabiliti e ristretti; <br /><br />dal mese di dicembre del 2006 è stato istituito un tavolo di lavoro tra il Ministero del lavoro, il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e il Ministero della solidarietà sociale; <br /><br />in tale quadro uno strumento utile per tutelare le esigenze dei piccoli vitivinicoltori potrebbe essere quello dei cosiddetti «buoni vendemmia» ovvero di buoni giornalieri nominali da destinarsi a categorie ristrette come pensionati, studenti e casalinghe in maniera tale da permettere alle aziende agricole di dimensioni ridotte di portare a compimento la raccolta vendemmiale nei tempi previsti; <br /><br />tale strumento rientrerebbe nel quadro dell'estensione del cosiddetto lavoro accessorio, contemplato dal decreto ministeriale 30 marzo 2005, all'ambito dell'agricoltura, estensione già istituita nel 2006 e potrebbe consentire, in conformità con le linee del Governo di affrontare il tema del lavoro in agricoltura favorendo l'emersione dal lavoro nero e permettendo anche alle aziende di dimensioni ridotte di essere in condizione di lavorare nella regolarità e nel rispetto della legge -: <br /><br />come si intenda procedere per consentire nel periodo vendemmiale un rapporto di lavoro più flessibile e compatibile con le esigenze dei viticoltori, non escludendo, come più volte annunciato, la possibilità di istituire i cosiddetti «buoni vendemmia» descritti in premessa. (5-01297)<br /><br />RISPOSTA:<br /><br />5-01297 Fiorio: Rapporti di lavoro per le attività di vendemmia. <br /><br />Massimo FIORIO (Ulivo) illustra brevemente l'interrogazione in titolo, segnalando l'opportunità di estendere forme e rapporti di lavoro accessorio alle attività di vendemmia. Evidenzia che tali attività sono in gran parte svolte da aziende agricole di piccole dimensioni, che hanno carattere familiare o ricorrono alle prestazioni del vicinato. L'estensione dello strumento dei «buoni vendemmia» permetterebbe alle aziende di operare in condizione di regolarità, favorendo, tra l'altro, la lotta al lavoro sommerso. Dal momento che l'ipotesi di ricorrere a questo strumento è già stata configurata, chiede al rappresentante del Governo con quali tempi si possa pervenire alla sua adozione. <br /><br />Il sottosegretario Stefano BOCO risponde all'interrogazione in titolo nei termini riportati in allegato (vedi allegato 3), evidenziando che l'esigenza segnalata con l'interrogazione potrà tempestivamente essere soddisfatta. <br /><br />Massimo FIORIO (Ulivo), replicando, si dichiara soddisfatto della risposta del rappresentante del Governo e sottolinea l'esigenza che si posa procedere alla adozione di forme di lavoro occasionale di tipo accessorio già nella vendemmia dell'anno in corso. Invita pertanto il Ministero a porre in essere le iniziative necessarie per giungere a tale risultato, almeno nella forma di una sperimentazione relativa a determinate aree. <br /><br /><br />TESTO DELLA RISPOSTA<br />In riferimento all'interrogazione a risposta immediata proposta on.li Fiorio, Zucchi e Franci: concernente i rapporti di lavoro in periodi vendemmiali, più flessibili e compatibili con le esigenze dei viticoltori, si riferisce quanto segue. <br />L'attività di vendemmia, per sua natura e per la struttura estremamente parcellizzata della viticoltura italiana, richiede la possibilità di disporre di manodopera in tempi flessibili e con disponibilità immediate. <br />A fronte di tale esigenza vi è l'imprescindibile esigenza di assicurare il rispetto della normativa in materia di assicurazioni sul lavoro e di contrasto al lavoro nero. <br />Per contemperare le due esigenze, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali concorda sull'adottabilità dello strumento dei cosiddetti «buoni vendemmia», cioè ticket prepagati da parte dei datori di lavoro che consentano di assolvere, in forma semplificata, agli obblighi assicurativi e previdenziali i lavoratori impiegati nella vendemmia. <br />Peraltro la previsione di un ticket consentirebbe di dare una attuazione più organica al disposto dell'articolo 70 del decreto legislativo n. 276 del 2003, che riconduceva alle prestazioni di lavoro accessorio «l'esecuzione di vendemmie di breve durata e a carattere saltuario, effettuate da studenti e pensionati». Tale attività, secondo il decreto legislativo 276/03, è configurata come «rapporto di natura meramente occasionale e accessoria». <br />Sull'istituzione del ticket, il tavolo di lavoro tra il Ministero del lavoro, il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e le parti sociali, si è espresso in senso favorevole, e si è così giunti alla formulazione inserita nel Protocollo su previdenza, lavoro e competitività per l'Equità e la Crescita sostenibile del 23 luglio 2007, che espressamente afferma: «si avvierà una sperimentazione dell'istituto del lavoro occasionale di tipo accessorio anche in agricoltura», seppur ovviamente entro limiti predeterminati in grado di evitare che questo strumento si ponga in alternativa al lavoro subordinato. <br /><br /><br /><br />


