Due Appuntamenti significativi per l’agricoltura europea. L’OCM ortofrutta ed il biologico all’attenzione del consiglio dei ministri dell’agricoltura a Bruxelles.
In questi giorni il consiglio dei Ministri dell’agricoltura dell’Unione hanno esaminato due rilevanti questioni sulle quali è stato definito l’accordo.
OCM Ortofrutta e Biologico i temi trattati sui quali l’Italia ha svolto un ruolo importante conseguendo un significativo risultato sulla riforma dell’ortofrutta e impegnandosi fino ad esprimere il proprio voto contrario sulla percentuale di contaminazione da ogm consentita nell’agricoltura biologica.
…….Ma vediamo nel merito
La
proposta di riforma della organizzazione di mercato del settore
ortofrutticolo, approvata rafforza il ruolo delle organizzazioni dei
produttori (op), come strumenti attraverso i quali si aiuta
l’aggregazione dell’offerta ed il miglioramento della qualità
obiettivi prioritari nel contesto del comparto ortofrutticolo.
Le op
continueranno quindi a ricevere il sostegno finanziario dell’Unione
europea, e saranno chiamate anche a svolgere un ruolo importante per
la prevenzione delle crisi di mercato, assai frequenti in un comparto
particolarmente esposto a fenomeni di eccesso dell’offerta.
Verranno infatti finanziate anche le misure realizzate dalle op per prevenire le crisi di mercato e per gestirne il decorso nel caso in cui si verifichino. Di particolare rilievo è stato l’accoglimento della richiesta italiana che ha consentito di aumentare le risorse finanziarie per i programmi operativi realizzati dalle organizzazioni stesse, dal 4,1% al 4,6% della produzione commercializzata, finalizzato alle misure di prevenzione e gestione della crisi.
La
riforma segna una forte discontinuità in ordine agli aiuti
finora concessi ai prodotti destinati alla trasformazione (pomodori,
agrumi, pere, pesche e prugne secche): tali aiuti verranno erogati in
forma “disaccoppiata”, analogamente a quanto già previsto
per quasi tutti i settori a seguito delle riforme adottate a partire
dal 2003.
Per l’Italia, il primo paese produttore di ortofrutticoli dell’Unione europea, la riforma conferma il volume di sostengo attuale, pari a circa 470 milioni di euro su un gettito complessivo di circa 1,5 miliardi e l’Italia rimane il primo beneficiario in questo comparto, mantenendo inalterate le risorse assegnate al nostro paese. nonostante l’allargamento ai nuovi stati.
Per
accompagnare la transizione al nuovo regime previsto per il pomodoro,
l’Italia e la Spagna sono state autorizzate ad erogare specifici
aiuti di stato per 15 milioni di euro da erogare entro giugno 2008.
Sono stati sostanzialmente raggiunti anche gli altri obiettivi
negoziali.
In particolare, l’accordo del consiglio prevede la
possibilità di procedere al disaccoppiamento degli aiuti
attraverso una fase transitoria di quattro anni per i pomodori e di
cinque anni per le colture arboree, durante la quale gli stati membri
avranno la facoltà di continuare ad erogare una parte del
sostegno sotto forma di aiuto accoppiato.
Questa misura era stata
chiesta dal Governo italiano, in sintonia con l’indicazione del
Parlamento nazionale e con la posizione del Parlamento europeo, per
evitare che un disaccoppiamento totale immediato comportasse una
contrazione importante della produzione con ripercussioni negative
per tutta la filiera. Nei prossimi mesi l’Italia dovrà
decidere per quali prodotti avvalersi di un periodo transitorio,
fissandone la durata e l’ammontare dell’aiuto accoppiato.
Sono state accolte altresì altre richieste italiane, come quelle relative alla indicazione in via obbligatoria, del Paese d’origine ,nella commercializzazione degli ortofrutticoli freschi, la possibilità di estendere tale obbligo anche ai prodotti trasformati qualora ciò si rendesse necessario per tutelare i consumatori, nonché il mantenimento per tutto il periodo transitorio dei requisiti minimi di qualità previsti nel vigente regime di aiuti ai prodotti trasformati.
Il comparto della patate risulta particolarmente avvantaggiato dalla riforma approvata, si prevede il mantenimento per un periodo transitorio di 4 anni degli aiuti di Stato, nonché la possibilità di inserire i produttori di patate fra i destinatari di diritti disaccoppiati, analogamente a quanto previsti per gli ortofrutticoli.
Infine, per quanto riguarda la soppressione del divieto di coltivare ortofrutticoli e patate sui terreni ammissibili al regime di pagamento unico si è demandata agli Stati membri la possibilità di rinviare fino al 31 dicembre 2010 l’entrata in vigore del nuovo regime.
A maggioranza qualificata e con il voto contrario del Governo Italiano e del Ministro De Castro è stato approvato il nuovo regolamento comunitario sugli alimenti biologici, dando il via libera ad una soglia di tolleranza per eventuali contaminazioni accidentali da OGM fino allo 0,9%.
Tale
decisione ha suscitato le proteste delle associazioni di categoria e
dei produttori del biologico. Tale indice infatti non consente di
differenziare il biologico dalla normale attività agricola e
risulta particolarmente penalizzante per il comparto Italiano. Sia il
Parlamento italiano, sia il Ministero dell’agricoltura avevano
avanzato la richiesta affinché tale soglia fosse prossima allo
zero.
Il Ministro dell’Agricoltura ha annunciato la volontà
di emanare un decreto legge che ridefinisca la normativa nel nostro
paese definendo per l’Italia la soglia per la quale ci eravamo
battuti.
La Commissione agricoltura della Camera avvierà
l’esame urgente sia del decreto,sia delle proposte di legge già
depositate in commissione per affrontare la nuova disciplina del
settore.
Sono convinto però, che un pressione vada mantenuta nei confronti dell’Europa anche perché, la legge nazionale non ci tutela dai prodotti biologici d’importazione che potranno utilizzare le soglie definite dalla UE.
On. Claudio Franci


