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Una risoluzione per la proroga dei termini per il pagamento anticipato delle nuove rendite catastali sui terreni agricoli

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La VI e XIII Commissione,


premesso che:


l'agricoltura italiana sta attraversando una fase di forti difficoltà riconducibili a cause di carattere strutturale, quali la siccità, l'adeguamento a norme comunitarie sempre più stringenti, l'inevitabile ricambio generazionale; a tali problemi si aggiungono l'elevato livello degli oneri connessi alla produzione e la complessità degli adempimenti burocratici previsti per chi pratichi, a qualunque titolo, attività agricole;

in relazione ad ambedue i profili sopra evidenziati non trascurabili appaiono gli effetti determinatisi in fase di applicazione delle disposizioni di cui ai commi 33 e 34 dell'articolo 2 del decreto-legge n. 262 del 2006, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 286 del 2006 e modificato da ultimo dalla legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), con le quali l'Agenzia del Territorio ha attribuito nuovi redditi ai terreni oggetto di variazioni colturali;

le disposizioni richiamate hanno suscitato una forte preoccupazione nel mondo agricolo in relazione alla effettiva corrispondenza tra le colture praticate e la nuova rendita attribuita;

in sede di applicazione, infatti, l'Agenzia del territorio ha aggiornato la banca dati del catasto terreni sulla base del contenuto delle dichiarazioni, presentate dai soggetti interessati nell'anno 2006 ai fini delle erogazioni dei contributi agricoli, messe a disposizione dall'AGEA (Agenzia per le erogazioni in agricoltura); a tal fine le variazioni catastali sono state effettuate in modo automatico, riconducendo le circa 700 specie colturali presenti nelle dichiarazioni AGEA alle sole 100 qualità di coltura previste dal catasto dei terreni; ciò ha provocato in moltissimi casi un forte aumento dei redditi agrari e dominicali, ma soprattutto un'errata attribuzione della qualità di coltura, con evidenti sperequazioni: emblematico è il caso del pomodoro da industria, coltura notoriamente avvicendata con i seminativi, che è stato classificato orto irriguo con la triplicazione (e in alcuni casi addirittura oltre) delle tariffe d'estimo, o anche della barbabietola da zucchero, alla quale è stata assegnata la qualità di seminativo irriguo (quando è noto che si fa normalmente senza l'ausilio dell'irrigazione);

l'Agenzia del territorio ha rilevato la possibile presenza di difficoltà nella individuazione e attribuzione della nuova qualità di coltura, caso che si verifica quando quest'ultima - attribuita automaticamente - non corrisponde con quella praticata e attesa dai soggetti interessati, e pertanto ha messo a disposizione degli utenti un servizio che consente di verificare la qualità di coltura attribuita alla singola particella che è stata sottoposta all'aggiornamento automatico e, se necessario, di ricalcolare i redditi in base alla qualità colturale che l'interessato ritiene corretta;

sulla base della legislazione vigente non è ipotizzabile per il contribuente alcuno strumento di intervento diverso dall'istanza di rettifica in sede di autotutela ovvero dal ricorso alla competente commissione tributaria con ulteriore aggravio di costi per il contribuente medesimo;

tali interventi, peraltro, sono resi assai difficoltosi dalla ristrettezza dei tempi a disposizione dei contribuenti interessati per il rispetto degli adempimenti fiscali a loro carico;

sembra inoltre che non siano state prese in considerazione le eventuali variazioni in diminuzione delle tariffe d'estimo, nel caso in cui all'AGEA sia stata dichiarata una coltura a minore redditività rispetto a quella risultante al catasto;

ferma restando la validità dell'obiettivo perseguito di garantire una maggiore equità fiscale, facendo emergere situazioni di elusione ed evasione, connesse anche a terreni o immobili non più utilizzati per attività agricole, occorre tuttavia assicurare che le modalità e i tempi di applicazione della procedura in questione non comportino un ingiustificato aggravio del carico fiscale per numerosi agricoltori;

va preso atto dei chiarimenti e delle indicazioni forniti nel corso della discussione dai rappresentati del Governo;

va considerato, in particolare, il giudizio favorevole del Governo su un intervento legislativo che consenta ai soggetti che abbiano presentato istanza di rettifica in autotutela all'Agenzia del territorio, avendo rilevato disallineamenti negli aggiornamenti dei redditi connessi alle variazioni colturali, di utilizzare l'istituto del ravvedimento operoso fino al 30 novembre 2007, senza applicazione di sanzioni ed interessi;

il Governo si è tempestivamente attivato allo scopo di affrontare le molteplici esigenze evidenziate dai contribuenti e rilevate dalla XIII Commissione della Camera dei deputati e, nella seduta di martedì 6 giugno, la Commissione Finanze del Senato, in sede di esame dell'A.S. 1485, ha approvato con parere favorevole del Governo, un emendamento, proposto dal relatore, Presidente Giorgio Benvenuto, con il quale si consente di regolarizzare, mediante l'istituto del ravvedimento operoso, entro il 30 novembre 2007, senza l'applicazione di sanzioni, eventuali inosservanze relative all'anno 2006 delle disposizioni concernenti l'aggiornamento dei redditi fondiari sopra citate, nonché si proroga al 30 settembre 2007 il termine per la presentazione dei ricorsi avverso l'aggiornamento degli estimi catastali;

l’A.S. 1485 ha terminato il suo iter in sede referente presso la Commissione Finanze del Senato il 7 giugno scorso e è in attesa di essere calendarizzato in Assemblea;


impegna il Governo


a portare a rapida soluzione la problematica relativa alla rivalutazione degli estimi agricoli, nei casi in cui l'incrocio dei dati AGEA con quelli in possesso dell'Agenzia del territorio abbia creato disallineamenti nell'aggiornamento dei redditi rispetto alle colture effettivamente praticate sul terreno;


in particolare, ad adoperarsi affinché la disposizione che consente ai contribuenti la facoltà di utilizzare fino al 30 novembre 2007, senza applicazione di sanzione, lo strumento del ravvedimento operoso e che proroga al 30 settembre 2007 il termine di presentazione dei ricorsi alle competenti commissioni tributarie venga approvata quanto prima, almeno in uno dei due rami del Parlamento;


ad adoperarsi affinché venga emanato un comunicato da parte dell’Agenzia delle entrate che confermi quanto previsto dalla disposizione sopra richiamata e, a fronte di comprovate necessità, anche ad adottare i necessari provvedimenti legislativi d’urgenza;


a coinvolgere, quando si tratti di definire misure che hanno un impatto rilevante sull'agricoltura italiana, le organizzazioni e associazioni rappresentative della produzione agricola e, in particolare, a prevedere, per il futuro, forme di aggiornamento delle scritture catastali concordate con tali organizzazioni e associazioni;


ad individuare e porre in essere interventi idonei a rafforzare in modo permanente la competitività delle aziende agricole del Paese.


Data di pubblicazione: 18/06/2007
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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