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Incontro delegazione francese sulla riforma OCM vino

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La Federdoc ha organizzato in questi giorni a Roma un incontro fra parlamentari francesi ed italiani e le maggiori Organizzazioni del settore vitivinicolo italiano per una valutazione comune sulla proposta di riforma dell’OCM vino avanzata dal Commissario all’agricoltura Fischer Boel ed alla quale ho avuto il piacere di partecipare.

La delegazione francese era composta  dal sen. Gerard Cesar,membro della Commissione attività produttive del Senato francese ,che ha l’incarico di redigere la proposta del parlamento francese sull’ocm vino, Mr Maxime Reversat,amministratore dei servizi del Senato francese,Mr Michel Stoumboff della delegazione economica dell’Ambasciata di Francia e dalla dott.Sabina Bianchini dell’Ambasciata di Francia.

L’incontro era di particolare interesse per il peso che la Francia ha nel mercato internazionale della produzione vitivinicola ed anche ,se non prima di tutto, per misurare la vicinanza delle posizioni italianee francesi in merito alla riforma.

Le aspettative non sono state deluse, abbiamo registrato una comune impostazione di metodo su come approcciarsi al problema della proposta di riforma europea e delle legislazioni nazionali, infatti, le istituzioni d’oltralpe stanno impostando il loro lavoro attraverso  una indagine conoscitiva interna al proprio paese ed un confronto con gli altri paesi europei ed i nuovi produttori dell’Africa,dell’Australia,dell’America latina ,un lavoro molto simile a quello avviato dalla commissione agricoltura della camera dei deputati italiana e che ha portato all’approvazione della risoluzione unitaria sui temi della riforma.

Una significativa convergenza è stata registrata nel merito fra la posizione italiana e quella dei rappresentanti francesi che riassumo per punti:

L’obbligatorietà della distillazione delle fecce e delle vinacce  e l’impossibilità dell’utilizzo a dispersione nel territorio che potrebbe causare danni rilevanti all’ambiente,

la necessità di rafforzare le politiche e le risorse finanziarie europee a sostegno della promozione,

il divieto all’utilizzo dei mosti e concentrati provenienti dai paesi extraeuropei per la vinificazione ed il taglio dei vini europei,

L’uso delle pratiche enologiche sulle produzioni di qualità,

La contrarietà all’incentivo sull’estirpo dei vigneti e la conseguente necessità di operare per un miglioramento del patrimonio vitivinicolo nazionale

Così come un sostanziale convergenza si è determinata sulla necessità di mantenere lo strumento della distillazione che noi vediamo sempre più vincolata a gestire le crisi di mercato e sempre meno ad essere utilizzata come regolatore del mercato stesso.

La divergenza più significativa l’abbiamo registrata sul problema relativo allo zuccheraggio che i francesi vorrebbero mantenere ,mentre la nostra posizione è di consentire l’arricchimento solo attraverso l’uso dei mosti e dei concentrati.

 Una particolare attenzione nella discussione fra le due delegazioni è stata prestata al tema vino e salute, ravvisando da una parte la necessità d’intensificare una campagna di educazione al bere e del saper bere al fine della salute e dall’altra la preoccupazione per l’estendersi di campagne d’informazione non sempre adeguate che accomunano il vino alle stragi del sabato sera in Italia ed ad eventi simili in Francia ed in altri paesi europei. Nel merito si è registrata la necessità di un maggior coordinamento delle iniziative fra i paesi europei e la necessità di avviare un confronto volto a definire una distinzione di fondo fra l’assunzione di  alcoolici e vino, una distinzione non sempre presente nelle discussioni in atto. Il vino ed il settore vitivinicolo non può essere costretto in una morsa nella quale da una parte ,per alcuni paesi viene trattato alla sorta di una bibita a prescindere dalla qualità e dall’altra i rischi a cui il settore verrebbe esposto da una campagna proibizionista immotivata e senza senso. L’incontro ha determinato quindi un terreno positivo ed importante di confronto e di incontro su molti temi,l’impegno reciproco è stato quello di rafforzare una collaborazione che può risultare utile ad entrambi i paesi .

On. Claudio Franci

franci_c@tiscali.it

Data di pubblicazione: 06/06/2007
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Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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