Slovenia: un nuovo sentiero alla ricerca dell’antica fama
Chi conosce il mondo del vino, chi lo ama, conosce già la Slovenia come produttore di vini boutique di alta qualità. Chi ricerca la bellezza dei paesaggi la conosce già grazie alle sue regioni vinicole che vantano una tradizione plurisecolare. Ma non tutti sanno che è proprio il connubio tra antico e moderno, tra processi vinicoli tradizionali e all’avanguardia, che dona ai vini sloveni un fascino del tutto particolare. Molti esperti del settore affermati in campo internazionale sono convinti che si tratti di una riscoperta dei gioielli vinicoli in passato già conosciuti e stimati nei palazzi reali e nei ristoranti più rinomati in tutto il mondo. Infatti sono proprio questi “gioielli” a conseguire, sempre più di frequente, titoli e medaglie alle più prestigiose competizioni e fiere del continente e non.
Al fine di analizzare il percorso fatto e di prepararsi a nuove sfide in base alle esperienze accumulate, è stato organizzato il 3° Congresso dei Viticoltori e Produttori di Vino il 15 e 16 novembre a Maribor, immerso nella regione vinicola del Podravje. Dall’ultimo congresso sono passati cinque anni, quindi sono molte le esperienze da catalogare e discutere, le relazioni e i dibattiti da affrontare con lo slogan “Le viti ed i vini sloveni nell’Unione europea”. Si accenderanno sicuramente vivaci dibattiti dato che in quel periodo cominceranno anche i lavori di preparazione della riforma vinicola europea. Al congresso, presieduto dal dr. Stane Klemenčič, membro della sede di Maribor della Camera di agricoltura e silvicoltura della Slovenia, prenderanno parte circa 500 esperti provenienti dalla Slovenia e dagli stati europei vicini. Tutte le relazioni saranno pubblicate negli atti del congresso. La sessione plenaria verrà tradotta simultaneamente in lingua inglese.
Ma c'è un'ultima curiosità davvero interessante: la città universitaria di Maribor vanta un’antica vite per la quale è stato provato che si tratti della vite più antica al mondo. Sicuramente da vedere.
Samanta Marinai


