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Degustando a Vinitaly

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Sul come sia andato lo scorso Vinitaly ho avuto modo di lasciar un mio commento a caldo. Una panoramica generale della manifestazione. Per entrare nel vivo delle cose, in attesa che anche gli altri collaboratori mandino le loro considerazioni, vorrei stare in res, ovvero parlare un po’ di assaggi. Ed allora cominciamo con una serie di aziende che mi ha fatto conoscere un amico enologo, Daniele Ruiti. RG

 

Daniele ha iniziato la sua attività al laboratorio della Scuola d’Enologia di Conegliano Veneto. In seguito ha frequentato corsi di microbiologia presso aziende ed istituti specializzati ed ha sperimentato e messo a punto vari prodotti e macchinari enologici collaborando con aziende del settore, effettuando ricerche specifiche metodologiche ed analitiche modificando e correggendo metodi ed impianti.


In campo didattico ha collaborato con la Facoltà di Agraria dell’Università di Roma, del Politecnico di Torino  come istruttore alle Delegazioni Straniere, con la Cinzano S.p.A., per la preparazione del personale direttivo delle sedi in Argentina. Ci sono poi le collaborazioni in qualità di  esterno con la Bolla S.p.A. di Soave e la Cinzano S.p.A. Si è inoltre occupato di impianti e viticoltura sperimentale contribuendo al recupero di vitigni pregiati per le regioni Lazio, Umbria e Toscana, e dal 1987 pratica la libera professione in qualità di consulente tecnico-enologico in varie Aziende dell’Italia centrale e cura produzione e qualità di vari vini a DOC e DOCG. Un’esperienza più che ventennale che ha messo a mia disposizione per farmi conoscere nuove realtà. Conoscendo la mia curiosità per nuove ed emergenti produzioni, mi ha dedicato, bontà sua, un bel po’ di tempo durante la fiera veronese. Ne è nato un piccolo tour per l’Italia di cui vi riporto le sensazioni in rodine cronologico di visita. La prima conoscenza è con Fongoli, azienda umbra con un bel po’ di storia sulle spalle della quale ho degustato un Montefalco rosso del 2006 pieno e potente sia la naso che in bocca con una frutta che spadroneggia. Il Sagrantino 2005 ha un naso pulito fresco molto piacevole ed in bocca conferma le sensazioni olfattive pregiandosi di un tannino maturo e pieno. Interessante anche il Sagrantino cru del 2004 ancora molto, molto giovane ma di buona prospettive. Per avere una panoramica più completa siamo andati a conoscere la cantina Barbanera che produce un buon numero di bottiglie che ricercano il gusto internazionale. Molto interessante la cantina Di Filippo, umbra, che mi presenta un Villa Conversino 2008, Bianco dell’Umbria Igt, molto accattivante e fresco al naso e di bella piacevolezza in bocca, con un ottimo rapporto qualità prezzo. Nel frattempo, tra un vino e l’altro, “scopro” anche che Roberto è un agri bio e la conversazione si incentra sulle potenzialità del biologico e del biodinamico e sul futuro. Intanto il grechetto 2008 Doc Colli Martani, si inserisce nella conversazione con un tocco di grande piacevolezza olfattiva che verte su note floreali e agrumate intense, in bocca ritorna il gusto agrumato ed una bella acidità che supporta un buon corpo. Interessante anche per la lunghezza. Il Properzio 2005, sangiovese Colli Martani Doc Riserva, è un vino che si presenta con un’intensità olfattiva piena ed un bouquet diversificato ma equilibrato. In bocca una bella acidità ed una sapidità finale, fanno da contraltare ad un bel corpo fruttato ed una nota calorica decisa, un tannino giusto gioca le sue carte sulla parte dura del vino, che lo rende molto piacevole. Un bel tannino gradevole è quello che mi colpisce molto del Sagrantino 2005 che si mostra con un buon naso. Dall’Umbria si passa al Lazio con una visita da Marco Carpineti, bella azienda di Cori, anch’essa bio. Assaggio incuriosito il Capolemole 2008, Doc Cori bianco, con trebbiano, malvasia e bellone. Un vino semplice, ma piacevole  e con un bel finale dolce. Il Capolemole 2007 Doc Cori rosso è frutto di un assemblaggio di  Montepulciano, Nero Buono di Cori ed in piccola parte Cesanese, prodotte nei diversi vigneti dell’azienda. Un vino decisamente fresco sia come sensazioni olfattive che dal punto di vista gustativo. Molto interessante il Dithyrambus 2006, Igt Lazio Rosso, frutto di Montepulciano e Nero Buono che si presenta con un naso fruttato non intensissimo, ma accattivante, per passare ad una bocca di bella frutta con importante acidità e grande sapidità che lo rendono un vino di bella beva e piacevolezza. Gran finale con il Ludum 2007, Igt Lazio Bianco, un vino passito con una nota vegetale vivace fresca e piacevole che compensa un naso ovviamente fruttato renderendolo particolare. In bocca poi è un vino caldo morbido e corposo e grasso con una bella frutta che viene equilibrata da acidità e sapidità di grande sostegno. Ci spostiamo nuovamente in Umbria per un “giro” veloce alla cantina sociale Terre del Carpine. Assaggiamo un Colli del Trasimeno 2008 (Antio) ben fatto e che gioca molto anche nelle intenzioni della Cantina sul rapporto qualità/prezzo come il Barca 206 Trasimeno Rosso. Lascio l’amico Daniele, prezioso Virgilio enoico, per spostarmi a salutare qualche amico. Passando dal Piemonte, non potevo che non fermarmi da Claudio Fenocchio dell’azienda Fenocchio. Il Barolo Bussia 2005 ed il Cannubi sono ancora due bambini di grande prospettiva (che già tirano fuori i loro caratteri) ed un Langhe Nebbiolo 2007 davvero da antologia per eleganza olfattiva e gustativa. Grandi promesse anche per il Villero 05 ed il Barolo 04. Tra le scoperte, come ha avuto modo di segnalare anche Paolo, Tenuta Poggio Rosso si è dimostrata veramente un’azienda da segnalare e da seguire con attenzione. Un veloce saluto da Tommasi nel Veneto ed una sosta da Petra hanno intercalato i vari spostamenti. Qualche conferenza di interesse di cui abbiamo già dato notizia e la consapevolezza che anche quest’anno non ce l’abbiamo fatta a seguire tutti gli inviti, salutare tutti gli amici produttori come avremmo voluto. Il prossimo anno vedremo di aumentare la squadra…

Data di pubblicazione: 04/05/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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