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IL MERANO WINE FESTIVAL DEL CORRIERE DEL VINO

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Per noi del Corriere del vino, Merano è sempre un appuntamento che appassiona e per questo cerchiamo di seguirlo al meglio. Quest’anno siamo andati in tre: il sottoscritto e Daniele Bartolozzi insieme a Claudio Corrieri che ha seguito anche qualcosa nei dintorni del Wine Festival. Per quello che concerne i dati ci rifacciamo alle dichiarazioni ufficiali degli organizzatori: “Più di 5000 i visitatori che hanno affollato le sale del bel palazzo ottocentesco in centro di cui 4500 i biglietti staccati, oltre 300 gli accreditati stampa e numerosi Vip. Code all’ingresso all’apertura e regolamentato l’accesso alla sala Kursaal, sale vivibili, produttori disponibili e contenti, pubblico che si conferma sempre più competente ed estimatore dell’alta qualità.



Per noi del Corriere del vino, Merano è sempre un appuntamento che appassiona e per questo cerchiamo di seguirlo al meglio. Quest’anno siamo andati in tre: il sottoscritto e Daniele Bartolozzi insieme a Claudio Corrieri che ha seguito anche qualcosa nei dintorni del Wine Festival.

Per quello che concerne i dati ci rifacciamo alle dichiarazioni ufficiali degli organizzatori: “Più di 5000 i visitatori che hanno affollato le sale del bel palazzo ottocentesco in centro di cui 4500 i biglietti staccati, oltre 300 gli accreditati stampa e numerosi Vip. Code all’ingresso all’apertura e regolamentato l’accesso alla sala Kursaal, sale vivibili, produttori disponibili e contenti, pubblico che si conferma sempre più competente ed estimatore dell’alta qualità.

Tra le autorità intervenute il Presidente della Commissione della Camera dei Deputati, Paolo Russo, l’Assessore al Turismo e all’Agricoltura della provincia di Bolzano, Hans Berger, il sindaco di Merano, Januth Günther, il dirigente della  Regione Campania, Luciano D’Aponte, il Presidente di Fermo Promuove, Nazzareno Di Chiara.
 
Presenti un importatore per ogni tappa EuroTour 2009 svoltasi negli Stati Baltici, Mosca, Monaco, Vienna ed anche New York, Budapest, Kharakov (Ucraina). Ancora in vista delle tappe WorldTour 2010 domenica 8 novembre è intervenuta il segretario generale della Camera di Commercio Italo-Sudafricana, Mariagrazia Biancospino.

Tra la stampa in grande maggioranza di lingua italiana presenti i maggiori quotidiani e riviste specializzate, media partner del settore, la RAI oltre a diverse televisioni regionali, e testate di lingua tedesca a carattere locale e d’oltralpe. Sono intervenute una delegazione di giornalisti inglesi e una di giornalisti austriaci ospiti dell’EOS Organizzazione export Alto Adige della Camera di Commercio di Bolzano, oltre ad un viaggio stampa di giornalisti tedeschi”.

Un giudizio, quindi, positivo per la riuscita della manifestazione nonostante qualche voce su una minor presenza rispetto agli anni passati. Sinceramente non interessa entrare nella querelle meno persone più persone, ma andare in medias res nel nostro mondo del vino. La selezione dei partecipanti è sicuramente stata anche quest’anno di alto livello e ci ha permesso un buon excursus nel panorama enoico. Andando in ordine cronologico (senza la parte della biodinamica alla quale purtroppo non abbiamo fatto in tempo a partecipare)si scala subito al sabato con la presentazione della guida Vini buoni d’Italia. Belle rassegna e grande opportunità di assaggio con i vini premiati dalla guida del Touring che sono stati un buon ingresso all’evento meranese. Impossibile elencare gli assaggi eseguiti con curiosità di appassionato per avere conferme. Decisamente positivo il giudizio sulla kermesse guidaioli (monto interessante anche quella dell’amico e collega Ian D’Agata che nel pomeriggio presentava il suo lavoro ai cento migliori vini d’Italia).

Addentrandoci nel Festival, quest’anno segnaliamo alcuni assaggi interessanti. Partiamo da Setteponti con un bel Crognolo 2006. Ottimo anche il Terre di San Leonardo 2005 della Tenuta di San Leonardo che fa da prodromo al sempre elegante e raffinato San Leonardo, qui in versione 2004. Complimenti (in diretta al produttore) per Palari che con il suo Faro dimostra la grandezza della terra siciliana e la caparbietà di un produttore che, grazie a vini eccezionali, ha aperto la conoscenza di una zona di grande vocazione e che ci auguriamo in grande crescita. Da Trinacria al Friuli Venezia Giulia. Marco Felluga mi ha favorvolmente impressionato per la grande piacevolezza di bianchi che si mostrano suadenti sia nelle note olfattive che nella zona degustativa con particolare mia predilizione per il Russiz Superiore sauvignon 2008. Una certezza gustativa scaturisce dall’assaggio de Le Macchiole, presente con Paleo e Messorio. Entrambi vini di carattere e spessore che meritano di essre sempre seguiti. Certezza gustativa che anch i Soave di Inama non smentiscono insieme ad una bella e costante crescita dei prodotti di Casale del Giglio.
La domenica mattina, invece, mi dedico all’enoteca di Vini buoni per farmi guidare dagli amici responsabili delle regioni a conoscere altri premiati. Mi soffermo soprattuto sul Veneto e riassaggio alcune cose della Toscana prima di gettarmi nella Gourmet Arena di Lorenza Vitali e di Luigi Cremona in tempo per mangiarmi le mani perché spendo poco tempo in questa parte del Festival e per farmi ricordare da Luigi che la prossima occasione (a Carrara) non posso mancare (in effetti lo scorso anno ho presidiato – blog dixit).
Nella sommatoria dunque della mia due giorni meranese non posso che aspettare il prossimo Festival di Merano….

RICCARDO GABRIELE

Le Premiazioni Merano WineFestival & Gourmet 2009

La programmazione del Merano WineFestival & Gourmet 2009 ha compreso eventi in cui c’è stata l’assegnazione di un premio oppure è stato la sede di una premiazione finale. 
Il Premio Godio 2009 è stato assegnato il giorno 17 ottobre 2009 alla malga Schwemmalm in Val d’Ultimo allo chef diciannovenne Elias Schwienbacher del ristorante Ahrnstein di Santa Gertrude.
Durante la serata inaugurale di venerdì 6 novembre è stato premiato dal presidente Helmut Köcher con lo Special Award 2009 Roberto Cipresso come Enologo italiano nel mondo ed Enrico Derflingher come Ambasciatore della cucina italiana nel mondo.
Sabato 7 novembre alle ore 18.00 al teatro Puccini di Merano è stato assegnato il premio al miglior Riesling secco e dolce da un panel di professionisti enologi, ristoratori e sommelier tra le aziende del VDP presenti al Wine Festival.
Miglior Riesling secco:
Riesling 2008 Birkweiler Kastanienbusch GG, Weingut Ökonomierat Rebholz.
Miglior Riesling dolce:
2007 Riesling Kanzemer, Altenberg Trockenbeerenausleese, Weingut von Othergraven.
Sempre nella giornata di sabato 7 novembre è stato assegnato il premio Riesling Gold nell’ambito del concorso nazionale del Riesling di Naturno alle seguenti cantine: Köfererhof, Meraner Kellerei, Eisacktaler Kellerei e Podere Provinciale Cantina Laimburg.
Domenica 8 novembre alle ore 18:00 all’Hotel Terme il presidente della Gourmet International Helmut Köcher ha assegnato il Premio Terroir 2009 – Merano Wine & Culinaria Award a 17 vini italiani (Bianco, rosso e dolce) divisi in cinque zone oltre a due spumanti (Metodo Classico e Metodo Charmat).
Azienda                              Vino                                                        Zona             Tipo


Il Premio Cristal a cura della Casa dell’Arte di Merano quest’anno non si è tenuto. Si prevede una programmazione ogni due anni.
MERANO: AL WINE FESTIVAL TRA CRISI DI MERCATO E VOGLIA DI RIPRESA

Il recente Wine Festival di Merano, a cui hanno preso parte oltre trecento produttori italiani di alta qualità, ci ha permesso di far il punto sull’andamento del mercato vinicolo  alla luce della recente crisi mondiale che come ovvio non ha risparmiato il settore. Non mancano le preoccupazioni per un forte rallentamento delle vendite, specie all’estero su alcuni mercati tradizionalmente importanti per il vino italiano. I timidi segnali di ripresa e l’interesse crescente verso il prodotto Made in Italy dimostrato dai paesi  emergenti (Russia, India, Cina) non sono sufficienti a tranquillizzare i produttori e non offrono concrete garanzie di un effettivo superamento della crisi. “In questi frangenti è necessario non cedere un millimetro sul piano della qualità e puntare sui vitigni più rappresentativi del nostro territorio”; questo in breve il pensiero di Guido Fantino (Conterno Fantino), storico produttore di Barolo. “E’ cambiato soprattutto il modo di vendere”, commenta Guido. “Un tempo i clienti ad inizio anno prenotavano il vino necessario, magari saldando in anticipo, che poi con calma avrebbero ritirato nei mesi successivi. Oggi importatori, enotecari e ristoratori non se la sentono di investire e fare cantina, pertanto comprano solo il necessario ed all’ultimo momento utile”. Per fortuna, conclude, dopo le problematiche vendemmie 2002 e 2003, in molte cantine di Langa riposano ora una serie di annate importanti che dovrebbero riscuotere il consenso di pubblico e critica. Difficile dargli torto assaggiando la sua anteprima di Barolo Ginestra 2006, bottiglia che farà sicuramente parlare di se. Altra zona, altro vitigno ma considerazioni simili anche per Igino Dal Cero (Ca’ dei Frati), produttore di riferimento del Lugana. Dice Igino: “Chi negli anni del boom si è montato la testa premendo sull’acceleratore dei prezzi oggi si trova palesemente fuori mercato. Premi e riconoscimenti spesso sono stati usati come scusa per il ritocco al rialzo dei listini senza necessariamente un effettivo incremento della qualità del prodotto offerto. Prezzi corretti e costanza qualitativa sono due degli elementi che consentono oggi a Ca’ dei Frati di limitare le conseguenze della crisi”. Aggiungiamo noi, quale ulteriore nota di merito della sua azienda, che non sono molte le cantine che possono concedersi il lusso di proporre bottiglie di bianco targate anni ’90 (avete letto bene, anni ’90) integre e spesso capaci di regalare sincere emozioni.  Voglia di scrollarsi di dosso la crisi anche in Toscana. Michele Satta, produttore in Bolgheri, fa notare come oggi il consumo di vino venga quasi demonizzato e si sia diffusa anche tra i bevitori “consapevoli e moderati” la paura di incappare in multe e pesanti sanzioni. “Non mi sento oggi uno spacciatore di droga (ndr: l’alcol contenuto nel vino) così come in anni recenti non mi trovavo assolutamente a  mio agio a vestire i panni di uno stilista di alta moda. Il circolo vizioso che  ha trasformato la bottiglia di vino da bene di consumo giornaliero qual era ad oggetto degno della vetrina di una boutique penso abbia precise responsabilità nell’attuale crisi del settore”. Per chi il mestiere di vignaiolo lo ha iniziato da poco la fatica è doppia dovendo conquistare oggi quote di un mercato decisamente fiacco. E’ il caso di Mattia Barzagli , giovane produttore di San Gimignano. Fedeltà al territorio, che qui si esprime al meglio con la vernaccia, ed una gran voglia di affermarsi sono oggi le armi che se non permettono di aggredire il mercato consentono almeno di organizzare una buona difesa. “Certo”, osserva Mattia, “se gli industriali del vino iniziano a giocare sporco con offerte e ribassi di prezzo fuori da ogni logica, per noi piccoli con la cantina ancora da pagare arrivare a riveder la luce dopo la crisi sarà molto dura”. Non sarà certo buona da spendere con le banche, ma a Mattia la garanzia che è sulla giusta strada (assaggiate le sue selezioni di Vernaccia e poi ci dite) ci sentiamo senz’altro di offrirla.

DANIELE BARTOLOZZI

MERANO: BOLLICINE AL WINE FESTIVAL

Nonostante qualche assenza illustre dell’ultima ora, aumenta e si qualifica d’importanza  la presenza di produttori di Champagne nell’ambito del Merano Wine Festival. Si fanno notare soprattutto le piccole Maison, produttori da poche migliaia di bottiglie che, al di la dei  numeri, costituiscono la vera anima di una delle zone più famose d’oltralpe. Vignerons indipendenti capaci di realizzare vini di territorio, apprezzabili oltre il timbro delle Liqueur che spesso identifica e caratterizza gli Champagne delle grandi aziende ed i loro milioni di bottiglie. Altra nota positiva i prezzi, di assoluta concorrenza e di ottimo rapporto con la qualità del prodotto. Trovare bottiglie di bollicine francesi di tale calibro con costi medi in enoteca al di sotto dei 30€  non po’ che far piacere alla nutrita schiera di appassionati della tipologia. In ordine sparso qualche calice del Wine Festival. Dal cuore della Cote des Blancs, ove regna incontrastato lo chardonnay, di buon valore le bollicine di Claude Cazals, con un Brut ed un Extra Brut entrambi dotati di buona profondità e bel carattere. Conferma i propri standard di qualità la linea di Brugnon tra cui spicca un Rosé che interpreta perfettamente una tipologia (lo Champagne rosato) oggi di gran moda in Francia. Frutto accattivante e beva disimpegnata per le bollicine di Couvent Parent: dalla valle della Marne un pinot meunier in purezza destinato a chi non ama gli spigoli di alcuni Champagne.  Peccato l’assenza, accennata in apertura, di altri piccoli Vignerons quali Bereche, Hubert-Paulet (occhio al suo nuovo Rosé!) e dei già famosi Marie Noelle Ledru e Gatinois. Appuntamento al prossimo Wine Festival con la speranza di una selezione a ranghi completi e perché no, vista l’affluenza di pubblico, di uno spazio dedicato ancor più grande.

DANIELE BARTOLOZZI


MERANO E DINTORNI

Franz Pratzner è un tranquillo vignaiolo di Naturno,un paesino della Val Venosta,lungo il tratto che unisce Merano al confine Austriaco.
Partendo dalla splendida cittadina termale infatti,si percorrono alcuni chilometri,passando anche da Forst dove ha sede la celebre casa della Birra altoatesina , attraversando i vari comuni di Lagundo  e Parcines per arrivare dopo venti minuti di automobile  a Naturno.
Arrivati al centro del paese  all’altezza del secondo semaforo bisogna svoltare a destra e percorrere una strada strettissima e a forte pendenza ,Via del Castello ( nome derivante dal castello che domina il paese),per circa 1500 metri fino a 700 metri di altezza,dove ha sede la cantina di Franz.
Come tutte le aziende vere,ad accoglierti non ci sono sorridenti donne preconfezionate e preistruite,ma lavoratori impegnati e bisognosi sempre di tempo per finire i loro mille impegni.
E quindi cantina in ristrutturazione,betoniere pronte all’uso appena la fine della vendemmia e delle pratiche di cantina lo permettono,fogli sulla scrivania in attesa quotidiana di un attimo di considerazione…
Franz ci attendeva curioso e pacato all’entrata della cantina,quasi a suggerirci di evitare le inutile formalità che spesso seguono a incontri del genere,indicandoci un approccio semplice e naturale fra appassionati  addetti ai lavori.
Le prime domande si susseguivano incalzanti le une dietro alle altre con Franz che in uno zoppicante italiano cercava di rispondere al meglio,con quella furbizia contadina di svelare le cose a metà ,per farti ragionare sull’altra metà mancante.
L’attività di vignaiolo viene avviata negli anni 90  sui terreni circostante la casa falconiera di famiglia(dove ha sede un gasthof gestito dal fratello) su un totale di 7 ettari e su pendenze del 35%!
A Naturno è stato il primo a affrontare le difficoltà della vigna su quei pendii,mosso da passione e dedizione,con l’aiuto durante il suo percorso dei consigli di Aurich enotecnico molto preparato che lavora a Castell Juval .
La scelta è ricaduta subito su Riesling,Pinot bianco,Sauvignon e Gewutrztraminer,e recentemente su tre ettari presi in affitto,anche su Pinot nero.
Diciamo subito che la zona è fortemente vocata per il riesling,sia per la composizione del terreno,ma soprattutto per il clima rigido e soleggiato.
Grazie ai terreni argillo-sabbiosi, alle escursioni termiche notevoli fra notte e giorno,oltre a un naturale irraggiamento del sole che permette una maturazione perfetta dell’uva,lasciando però le acidità elevate,fra i 7 e 8 grammi litro,il territorio si è dimostrato ideale per vini di carattere,tesi e vibranti.
Il calore e quindi il caldo abbassa l’acidità naturale del vino,non i raggi solari…i quali  invece anche  con  le temperature  fredde maturano le uve nei suoi composti aromatici .
In Cantina,giustamente poche cose:
Acciaio per la fermentazione alcolica indotta da lieviti selezionati(non è uno scandalo);esclusione della malo lattica;affinamento in troncoconici di rovere da 5 quintali per tutto l’inverno con poche rimestamenti delle fecce fini fino a Marzo.
Svinatura ,filtrazione e imbottigliamento.Franz,con notevole senso pratico usa bottiglie con tappo Stelvin,ormai collaudate e prive di sorprese per i consumatori.
Giusto qualche barrique di 4 \5 passaggio per quella microproduzione di Pinot Nero,un progetto ancora in fase sperimentale e ancora mon messo a fuoco .
Franz segue tutta la filiera,dalla parte agronomica in vigna,fino alla parte enologica in cantina:giustamente non si avvale di tecnici esterni perché il vino è  territorio  quindi chi meglio conosce le evoluzioni e i cambiamenti delle sue”creature” se non lui stesso che quotidianamente ci si dedica?
Con una punta di orgoglio ci dice che il riesling 2008 è uno dei migliori che ha mai prodotto,ma, aggiungiamo noi, anche il Pinot Bianco e il Sauvignon non sono poi così male,vero Franz?
I suoi vini necessitano di tempo per aprirsi e evolversi al meglio,e naturalmente essendo vini in riduzione, al momento dei nostri assaggi risultavano molto chiusi e meno leggibili.
Non per questo non li abbiamo valutati :Tutti sono risultati tesi con una lunghezza notevole specialmente dal centro bocca in poi.
Sauvignon chiuso e poco invitante nei profumi si libera in bocca con una notevole salinità,acido e fresco da bere dal 2010 in poi.
Pinot Bianco  ben disegnato nelle sue note di pesca bianca,sapido e vibrante entra in bocca come una lama per proseguire lunghissimo ,centrato fino all’ultimo marcatore.Centro!
Riesling ancora fermo alle sue note agrumate infantili,ma piacevolmente dolci,segno di buona maturità dell’uva,ma anche dotato di una tensione sapida e acida che sorregge il soppalco gustoso e intrigante del liquido idroalcolico,infinitamente saporito e decisamente lungo nel finale di bocca.
Da bersi fra 2 anni a 5 anni.
Data la giovane età delle vigne,circa 10 15 anni e le rese sui 65 70 quintali ettaro è da prevedere un largo futuro per questa azienda,gia giustamente famosa fra gli addetti.
Come ci conferma Franz, lui è solo all’inizio di un lungo percorso,ma se le premesse sono queste c è da ben sperare per tutto il futuro vinicolo  della Val Venosta .
La visita si è conclusa presso la Gasthof del fratello a 200 metri dalle vigne davanti a un piatto di immancabili Wurstel e crauti e con una schiumosa…hem hem..Birra Forst.

CLAUDIO CORRIERI

 





Data di pubblicazione: 16/11/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Basta dire Provincia di Siena e la mente corre subito attraverso ogni genere di meraviglie, culturali, paesaggistiche e gastronomiche. Questo magnifico Territorio è attraversato dalla Via Cassia, una delle più importanti Vie Consolari Romane, che congiunge Roma a Firenze. In Epoca Medievale, a causa dell’impantanamento della Valdichiana (valle di origine alluvionale, che si estende tra le Provincie di Arezzo e Siena per poi proseguire in Umbria), il percorso originale fu modificato, e dopo il 774, quando i Franchi sconfissero i Longobardi, la strada divenne il percorso preferito dei numerosi pellegrini che si recavano a Roma. Un lungo tratto della Cassia coincise con la famosa Via Francigena, anticamente detta Via Francesca o Romea
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