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Il nostro Merano 2008

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Ancora una volta il Merano International WineFestival & Culinaria, giunto alla sua diciassettesima edizione, ha riscosso un bel successo di pubblico. Gli organizzatori hanno parlato di 6000 appassionati e operatori del settore hanno visitato la manifestazione durante i tre giorni. rg


“L’obiettivo del presidente Helmuth Köcher è stato pienamente raggiunto: aumentare il prezzo del biglietto il sabato per veicolare l’afflusso anche nelle giornate di domenica e lunedì. Un calo voluto dell’14% rispetto all’anno precedente, ma il Festival ha guadagnato in qualità sia di pubblico che di organizzazione” hanno affermato gli organizzatori.

Per quanto riguarda il nostro tour all’interno della manifestazione, quest’anno abbiamo deciso di seguire con particolare attenzione anche Bio&dinamica, manifestazione all’interno di Merano, dedicata ai prodotti biologici e biodinamici.

Proprio da lì è iniziato il nostro percorsi di degustazione. Abbiamo cercato di fare un percorso tra le numerose proposte che erano presenti soffermandoci da qualche nostro amico storico come Podere Concori della Garfagnana e Cosimo Maria Masini, ma andando anche a riassaggiare diverse realtà  ed a conoscerne di nuove.

Sicuramente nel complesso degli assaggi emozionanti i vini dell’azienda friulana Clivi che, forte di vigne ultradecennali, fanno scoprire un mondo di bianchi di estrema complessità e finezza e con una piacevolezza olfattiva e gustativa veramente unica.
Interessante scoperta per noi anche Clara Marcelli, azienda biologica in provincia di Ascoli Piceno. Ho apprezzato molto il lavoro che questi produttori hanno fatto su due autoctoni in crescita come la Passerina e il Pecorino. Interessante il Raffa 2007, Passerina Doc, con un bel naso pieno ed avvolgente ed un bocca decisamente piena e minerale con bel finale discretamente lungo.
Grande interesse mi ha suscitato l’Irata il Pecorino Offida Doc che al naso si presenta con una complessità di profumi che vanno dalle erbe aromatiche al rosmarino, alla frutta fresca ma decisa. Un centro bocca con un bellissimo frutto pieno ma non pesante. Un vino fresco e con una giusta dose di corposità ma non stancante. Una bella sorpresa.
Molto interessante anche il Cuore di vino Pepe bianco Trebbiano d’Abruzzo DOC 2003 di Stefania Pepe con un 85 per cento di trebbiano ed un 15 di uve autoctone con pecorino e passerina. Un vino che si distingue per una bocca piena e corposa ma ricca di grande bevibilità.
Nel tour mi sono soffermato anche da Guido Zampaglione, dell’azienda Il Tufiello che divide la sua attività di produttore tra ilo Piemonte e l’alta Irpinia, sua regione di origine. Ho conosciuto Guido questa estate da un grande della nostra viticoltura: Bruno De Conciliis (di cui scriverò a breve sul Corriere). Merano è stata l’occasione per conoscere il suo Don Chisciotte, un Campania Fiano Igt 2006 che mi ha colpito per un naso ricco di salvia e frutta a polpa gialla fresca, appena sbucciata. Una bocca ricca e floreale con un bel finale. Un vino in continua evoluzione la naso ed in bocca che passa da toni salviati a fogli di tè con una bella progressione olfattivo-gustativa.

Il sabato, dunque, eccoci al Kurhaus. Mi dirigo subito verso i vini Extremis. Blanc de Morgeaux et de la Salle metodo classico Extreme 100 Prie blanc molto interessante e conferma di un lavoro ben fatto. Buono anche il Rayon Val d’Aosta Doc.
Lo spumante brut rosè metodo classico Visages de Canaille di Baricchi con un anso di amarena piena ed una bocca pulita.
Interessanti anche, della’azienda Caven Camuna, il Valtellina Superiore DOCG Sassella La Priora 2003 (note di viola al naso ed in bocca precise e nette, centro bocca delicato e buona lunghezza) lo Sforzato di Valtellina DOCG Messere 2003 (bel naso di sottobosco e con un ingresso deciso ed un centro bocca tonico e un tannino educato).
Ancora conferme per l’artigiano del vino Eugenio Rosi. Sono diversi ani che seguo con attenzione l’evoluzione dei prodotti che Eugenio e la moglie Tamara mettono in campo. Il Poiena 2006 in uscita a dicembre ed ancora un giovinetto, ha già un bel carattere. Naso profondo inebriante intenso ed una bocca decisa con un finale lungo ed una pulizia complessiva importante. Interessantissimi anche Esegesi 2001 e 2004 con il primo che riassaggiato adesso evidenzia tutta la complessità del prodotto. Decisamente interessante il 2004 che si contraddistingue per un naso complesso con profumi che vanno dalla frutta rossa al sottobosco ai piccoli frutti alla viola per passare in bocca con tutta questa carica ben amalgamata da una bella mineralità e da un’acidità che equilibrano il tutto.
Bel prodotto anche lo Sciacchetrà Doc 2006 del Buranco, azienda che è nell’elenco delle prossime visite del Corriere.
Conferme da Benanti con il Pietramarina 2007 e dai rossi Serra della Contessa e Il monovitigno di nerello mascarese. 
A seguire un salto da Cesari per un ripasso di Amarone 2004 e Cantina Tollo (in degustazione con la nostra commissione). Sempre interessanti i vini di Casale del Giglio. Infine Pontet Canet, nella sezione dedicata all’Union des Grands crus de Bordeaux, tra i migliori, tra quelli da noi degustati, con uno strepitoso 1999. Questa azienda che ha sede a Pauillac ci sorprende sempre per la finezza dei suoi vini nei quale traspare anche un’eleganza gustativa di grande eccellenza. Giovanissimi i 2004 uno a maggioranza cabernet sauvignon e l’altro con un 50 per cento di cabernet ma con una percentuale del 45 di merlot .
Quindi, un passaggio verso Culinaria (decisamente sempre molto interessante per la scelta delle delizie messe in campo) e via in attesa della 18 edizione.

Data di pubblicazione: 24/11/2008
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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