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Il Prosecco Superiore è ufficialmente DOCG

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“Oggi con la pubblicazione del Decreto Conegliano Valdobbiadene entra nell’olimpo dei migliori vini d’Italia: le DOCG – afferma il Presidente del Consorzio di Tutela Franco Adami. - I numeri parlano chiaro. Nel nostro paese le denominazioni di origine sono 357, di cui solo 41 docg. Il passaggio ai vertici della qualità sarà una grande opportunità perché conferma che Conegliano Valdobbiadene ha tutte le carte in regola per essere uno dei vini più rappresentativi del nostro Paese.”

 

A conferma di questo, all’inizio del prossimo anno, a New York e Chicago il Consorzio di Tutela organizzerà un grande evento assieme ai colleghi del Nobile di Montepulciano, Brunello di Montalcino e Chianti Classico. Vini  che, nel mondo, sono sinonimo della eccellenza italiana.


Il passaggio a Docg per l’area storica di produzione del Prosecco, quella di Conegliano Valdobbiadene, è stato complesso ma, grazie alla collaborazione di tutti e, in primo luogo, delle istituzioni, si è creato un dialogo comune al mondo produttivo, rappresentato, 2.913 viticoltori,  454 vinificatori e da 166 case spumantistiche. 


Per realizzare il progetto, è stato necessario un forte coinvolgimento di tutti. Per spiegare i perché della scelta il Consorzio di Tutela e i rappresentanti di tutte le Categorie di produttori hanno organizzato più di dieci incontri su tutto il territorio. Essi hanno coinvolto migliaia di produttori. Il confronto ha aperto un acceso dibattito e, talvolta, anche scontri, ma alla fine si è arrivati ad una posizione condivisa – afferma il Direttore del Consorzio di Tutela Giancarlo Vettorello -.  Oggi, in corrispondenza dei quaranta anni di anniversario della denominazione, con l’ottenimento della DOCG possiamo festeggiare un nuovo traguardo e per questo rinnoveremo la nostra comunicazione. Per farlo nel modo più efficace, abbiamo avviato, fin dall’inizio di questo progetto, uno studio di strategia di comunicazione con la Robilant & Associati di Milano, l’agenzia per intenderci che ha curato il restyling per marchi importanti come Fiat, Ferrari, ecc.” 


Obiettivo del lavoro sarà valorizzare gli elementi di identità che accomunano i produttori, lasciando poi ai singoli l’espressione delle differenze che rendono così interessante e ricca la denominazione. Il primo impegno sarà comunicare questa novità sul territorio nazionale, che rappresenta il 65% del mercato. E, anche se “cambiare nome” è una bella sfida, il Conegliano Valdobbiadene ha una forza straordinaria: 57 milioni di messaggi, ovvero il numero delle bottiglie che arriva sul mercato. Se tutti comunicheranno la stessa cosa, in pochi anni si potrà affermare una nuova identità, basata sul territorio.


Al lavoro per l’ottenimento della DOCG si è affiancato quello per la protezione internazionale del Prosecco, resa possibile grazie al tavolo di concertazione, creato dalla filiera vitivinicola trevigiana presso la Camera di Commercio di Treviso, con il supporto della Regione Veneto. Iniziato dal territorio trevigiano, che da solo ha coinvolto più di 10.000 produttori, esso è stato poi condiviso con le altre otto province di Veneto e Friuli.  Si è trattato di un lavoro eccezionale, che consentirà la protezione del Prosecco come una denominazione.


Tutto questo è stato possibile, per la condivisione di un progetto comune da parte di tutti , grazie alla secolare tradizione produttiva delle colline di Conegliano Valdobbiadene  e alla presenza, vicino a Trieste, di una località, Prosecco, dove si colloca l’origine del vitigno. Questa la realtà produttiva che ha permesso al Ministero di concludere l’iter con la pubblicazione del Decreto, che darà anche a questa Denominazione italiana una solida tutela internazionale.


Data di pubblicazione: 21/07/2009
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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