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Italian Wine week a New York

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Con oltre 285 aziende italiane partecipanti, l’Italian Wine Week, prevista a New York tra il 2 e il 5 febbraio 2010, costituisce il più importante evento in favore del vino italiano mai realizzato fuori dai confini nazionali. La manifestazione è accompagnata da un folto programma che arricchisce e caratterizza l’iniziativa coinvolgendo centinaia di operatori americani.

Le attività previste nell’Italian Wine Week saranno integrate da un’intensa attività seminariale rivolta al trade e alla stampa specializzata, che vede in prima fila oltre 20 esperti comunicatori statunitensi e sul versante italiano due massimi esperti: il Prof. Attilio Scienza e il Presidente del Comitato Nazionale Doc Dr. Giuseppe Martelli. Gli esperti saranno impegnati in seminari e incontri previsti nell’intero arco della manifestazione  e presenteranno le eccellenze del vino italiano. 

Particolare attenzione è stata posta dall’Istituto all’uso delle nuove tecnologie di comunicazione. L’impianto promozionale è sostenuto dal sito www.italianmade.com/vino2010, dove gli operatori possono accedere ad una serie importante di servizi on-line. Il sito risulta essere tra i più visitati alla voce vino italiano, con una significativa ricaduta a livello globale. 

I giornalisti e gli operatori statunitensi potranno essere aggiornati sulle tendenze in atto della produzione italiana: dai vini della costa toscana, all’evoluzione del pinot nero nell’area pavese; dalla nuova generazione di vini rossi della Calabria, fino ai vini della Puglia, passando per i vini friulani. Nell’offerta informativa non mancano gli aspetti della qualità rivolta al consumatore con un approfondimento sul tema della rintracciabilità al quale parteciperanno autorevoli esponenti del mondo della produzione italiana.  

 

Uno specifica iniziativa è stata dedicata alle aziende ancora non presenti nel mercato USA denominata “Meet & Greet” . L’iniziativa, fortemente voluta dalle Regioni partner del progetto, offre un’ulteriore occasione d’incontro per le imprese italiane con gli operatori americani interessati a testare prodotti ancora non importati e un’assistenza commerciale nel complesso mercato statunitense. Il servizio, operato da una società d’importazione specializzata prevede il supporto sia nella fase normativa, sia nell’introduzione presso i principali distributori e retailer americani.

Data di pubblicazione: 01/02/2010
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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