Skip to content. Skip to navigation
Personal tools
You are here: Home primo piano Maddalena Mazzeschi. I venticinque anni di una Signora del vino

Pubblicità su questo sito

Maddalena Mazzeschi. I venticinque anni di una Signora del vino

Document Actions
Images
Maddalena Mazzeschi Maddalena Mazzeschi
Una Signora del vino, ma anche e soprattutto una collega dalla quale imparare molto sulla comunicazione del settore. Venticinque anni tra vigneti, etichette, comunicati stampa, eventi, Vinitaly e tanto altro ancora, fanno di Maddalena Mazzeschi un’autorità nel campo della comunicazione e marketing strategico del nettare diVino. RiconoscerLe quanto fatto è un dovere professionale, ma anche e soprattutto un piacere per come è Maddalena e per quello che riesce a trasmettere. Per questo appena avuto la notizia della sua festa e del suo libro (leggetelo perché è divertente, ma a chi lo segue con attenzione anche pieno di consigli pratici per la professione ed una morale chiara e netta come è l’autrice) Le ho chiesto un’intervista che volentieri, dato l’ottimo rapporto, mi ha concesso. di Riccardo Gabriele

 

 

 

 

 

 

 

Arrivo dunque a Montepulciano nell’ufficio (veramente molto carino e suggestivo) della nostra Signora del vino, in una bella mattinata autunnale.
Maddalena, come nasce l’idea del libro?

“Lo scorso anno, mentre pensavo come festeggiare i miei 25 anni, vedendo il momento anche per comunicarmi, volevo fare una cosa  senza ripetere appuntamenti già fatte, come per i miei 20 anni di attività, e mettendoci dentro un pizzico di autoironia. Così ho iniziato a scrivere qualcosa passandolo ad alcune amiche del settore per comprendere se potevano essere carine. Poi sono anche andata da Carlo Macchi che mi ha incoraggiato ad andare avanti. Insomma tra le scorse vacanze natalizie e la fine di gennaio avevo scritto 63 capitoli”. 


Una sorta di raccolta di aneddoti e storie che hanno però la particolarità di essere vere ed accadute realmente. Un libro, del quale Macchi ha fatto da editor, che raccoglie storie di vita vissuta..
“L’intenzione è stata quella di dire, con autoironia e sfruttando occasioni divertenti, che cosa sia fare il lavoro di Pr e comunicazione: non è una cosa scontata e facile. Per farlo seriamente devi conoscere il settore e le persone, ma avere sempre un pizzico di ironia. L’uso dell’ironia l’ho appreso da Monsignor Antonelli (che ha curato la prefazione al libro). È stato lui ad insegnarmi che l’autoironia non svilisce l’immagine della persona. La seconda cosa che raccoglie è uno stile di lavoro: cerco di essere onesta, corretta, coerente. Volevo raccontare il mio stile e rendere la figura della mia persona”.


Brevemente, riassumeresti il tuo cursus honorum… 


“Dopo il diploma all’agrario mi hanno proposto di fare un colloquio al Consorzio di Montepulciano dove fui assunta. Dopo sei anni intensi ho scelto la libera professione. Il mondo delle Pr e della comunicazione non esisteva ed all’inizio è stato molto difficile”.


Quali sono le “ombre” che hai trovato in questi anni?


“La fatica più grande è stata negli primi anni ed in alcuni anni difficili in famiglia”


 Ma sicuramente le luce sono state molte di più per Maddalena che dopo essersi un attimo scurita in volto per la domanda precedente (una velatura di amarezza piuttosto) riemerge nella sua solarità.


“Non posso non ricordare l’Anteprima del Nobile che ho “inventato” e che mia ha dato grande gioia; insieme ad altre soddisfazioni professionali e qualche ritorno a Canossa di alcuni partner con i quali ho collaborato”.


Come è cambiato il mondo della comunicazione e delle Pubbliche relazioni?


“Venti anni fa questo settore non esisteva nel nostro mondo. La Pr era quella della discoteca per tutti a parte qualche grande azienda. Era difficile persino far capire quale fosse il ruolo. Adesso forse c’è troppa comunicazione. Sono sempre stata convinta che si deve valorizzare le cose buone dell’azienda ed è fondamentale la comunicazione anche da parte dei produttori ed abbisogna di una corretta visione”.


Il mondo del vino, invece, come è cambiato?


“Moltissimo a partire dalla qualità dei prodottio che è notevolemente alzata. Abbiamo anche enfatizzato troppo ed ora siamo in una fase di ridimensionamento”.


Tu che sei “autoctona”, come vedi il Montepulciano?


“La zona ha perso alcune occasioni per la mancanza di una programmazione di politica promozionale di lungo termine. Ora può emergere, ma ci vuole un progetto”.


Consigli ai giovani comunicatori?


“Questo è un lavoro frutto di esperienza e conoscenza. Secondo me bisogna entrare in qualche azienda per avere una formazione per cercare di comprenderne le dinamiche. Insomma formarsi sul campo”.


Le domande da fare a Maddalena sarebbero ancora tante e tanti gli stimoli che arrivano dal libro: ma dobbiamo festeggiare i 30, 35, 40, 45, 50 anni di attività. Perché, cara Maddalena, mica vorrai ritirarti a scrivere libri? Vero? Il mondo del vino ha sempre bisogno delle sue Signore.
Una nota. Il libro si intitola “e se Noè non avesse piantato la vigna, come mi sarei guadagnata il pane?”. Bella domanda alla quale mi unisco!

 

Data di pubblicazione: 26/10/2009
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
Scegli Pr-Vino per la tua consulenza nel settore VINO!

Htt consulting - Emmeci program

 
     

This site conforms to the following standards: