Maddalena Mazzeschi. I venticinque anni di una Signora del vino
Arrivo dunque a Montepulciano nell’ufficio (veramente molto carino e suggestivo) della nostra Signora del vino, in una bella mattinata autunnale.
Maddalena, come nasce l’idea del libro?
“Lo scorso anno, mentre pensavo come festeggiare i miei 25 anni, vedendo il momento anche per comunicarmi, volevo fare una cosa senza ripetere appuntamenti già fatte, come per i miei 20 anni di attività, e mettendoci dentro un pizzico di autoironia. Così ho iniziato a scrivere qualcosa passandolo ad alcune amiche del settore per comprendere se potevano essere carine. Poi sono anche andata da Carlo Macchi che mi ha incoraggiato ad andare avanti. Insomma tra le scorse vacanze natalizie e la fine di gennaio avevo scritto 63 capitoli”.
Una sorta di raccolta di aneddoti e storie che hanno però la particolarità di essere vere ed accadute realmente. Un libro, del quale Macchi ha fatto da editor, che raccoglie storie di vita vissuta..
“L’intenzione è stata quella di dire, con autoironia e sfruttando occasioni divertenti, che cosa sia fare il lavoro di Pr e comunicazione: non è una cosa scontata e facile. Per farlo seriamente devi conoscere il settore e le persone, ma avere sempre un pizzico di ironia. L’uso dell’ironia l’ho appreso da Monsignor Antonelli (che ha curato la prefazione al libro). È stato lui ad insegnarmi che l’autoironia non svilisce l’immagine della persona. La seconda cosa che raccoglie è uno stile di lavoro: cerco di essere onesta, corretta, coerente. Volevo raccontare il mio stile e rendere la figura della mia persona”.
Brevemente, riassumeresti il tuo cursus honorum…
“Dopo il diploma all’agrario mi hanno proposto di fare un colloquio al Consorzio di Montepulciano dove fui assunta. Dopo sei anni intensi ho scelto la libera professione. Il mondo delle Pr e della comunicazione non esisteva ed all’inizio è stato molto difficile”.
Quali sono le “ombre” che hai trovato in questi anni?
“La fatica più grande è stata negli primi anni ed in alcuni anni difficili in famiglia”
Ma sicuramente le luce sono state molte di più per Maddalena che dopo essersi un attimo scurita in volto per la domanda precedente (una velatura di amarezza piuttosto) riemerge nella sua solarità.
“Non posso non ricordare l’Anteprima del Nobile che ho “inventato” e che mia ha dato grande gioia; insieme ad altre soddisfazioni professionali e qualche ritorno a Canossa di alcuni partner con i quali ho collaborato”.
Come è cambiato il mondo della comunicazione e delle Pubbliche relazioni?
“Venti anni fa questo settore non esisteva nel nostro mondo. La Pr era quella della discoteca per tutti a parte qualche grande azienda. Era difficile persino far capire quale fosse il ruolo. Adesso forse c’è troppa comunicazione. Sono sempre stata convinta che si deve valorizzare le cose buone dell’azienda ed è fondamentale la comunicazione anche da parte dei produttori ed abbisogna di una corretta visione”.
Il mondo del vino, invece, come è cambiato?
“Moltissimo a partire dalla qualità dei prodottio che è notevolemente alzata. Abbiamo anche enfatizzato troppo ed ora siamo in una fase di ridimensionamento”.
Tu che sei “autoctona”, come vedi il Montepulciano?
“La zona ha perso alcune occasioni per la mancanza di una programmazione di politica promozionale di lungo termine. Ora può emergere, ma ci vuole un progetto”.
Consigli ai giovani comunicatori?
“Questo è un lavoro frutto di esperienza e conoscenza. Secondo me bisogna entrare in qualche azienda per avere una formazione per cercare di comprenderne le dinamiche. Insomma formarsi sul campo”.
Le domande da fare a Maddalena sarebbero ancora tante e tanti gli stimoli che arrivano dal libro: ma dobbiamo festeggiare i 30, 35, 40, 45, 50 anni di attività. Perché, cara Maddalena, mica vorrai ritirarti a scrivere libri? Vero? Il mondo del vino ha sempre bisogno delle sue Signore.
Una nota. Il libro si intitola “e se Noè non avesse piantato la vigna, come mi sarei guadagnata il pane?”. Bella domanda alla quale mi unisco!


