Alla scoperta dell'Oltrepo' pavese
Oggi, infatti, devo andare alla scoperta di un territorio espressione della grande tradizione vinicola italiana. La mia conoscenza della zona è attraverso i libri o le degustazioni e l’idea di trovarmi di fronte ad un’area della Lombardia capace di avere una produzione così importante che va dalle bollicine ad i blend internazionali ed alla qualità autoctona, mi stimola.
Prima tappa, la sede del Consorzio. Ad attendermi Cinzia Montagna, la collega della comunicazione, che, con pazienza, ha cucito addosso alle mie esigenze una giornata di approfondimento.
Parlando con Cinzia, prima
dell’inizio della sessione di degustazione prevista, mi sorprende l’ottima
campagna di comunicazione che questa realtà ha in atto e che potrebbe essere
identificata con il brand Bonarda style, l’identificazione cioè della Bonarda
come stile proprio di vita. Un vino che si abbina a molti piatti della nostra
cucina nazionale. Una serie di gadget improntati sulla pop art riempiono una
bella borsa con tutto quello che è il “kit di sopravvivenza” per il territorio
pavese regno della croatina. Riviste del Consorzio, cartoline, spille,
magliettine, sono un bel modo per comunicare un vino giocando anche un po’ e
dando il senso di spensieratezza che un buon bicchiere del nettare di bacco può
offrire in numerose occasioni.
I NUMERI
Un contenitore comunicativo ricco di contenuto, però. La storia di questo Consorzio, infatti, nasce nel 1961 – ma ufficialmente nel 1977 – quando si decide di mettere su un’associazione che qualifichi e valorizzi il territorio e i suoi produttori e, dall’altra, tuteli i consumatori. Oggi questa idea è portata avanti da oltre 200 soci. Tremila aziende vinicole con circa 2500 che conferiscono alle cinque cantine sociali. Una realtà decisamente complessa che si estende per una superficie vitata complessiva di circa 16mila ettari (che rappresentano il 75 per cento della superficie dell’intera regione ed il 5 per cento della nazionale) con un alto coefficiente numerico anche per la produzione di Igt. Numeri molto interessanti anche per quello che concerne il futuro. A regime, infatti, solo per lo spumante metodo classico, si prevedono per il 2010 una produzione di 4milioni di bottiglie.
Ad agosto, poi, le modifiche al disciplinare di produzione della DOC dei Vini Oltrepo' pavese sono state pubblicate nella Gazzetta Ufficiale insieme al riconoscimento della DOC dei Vini Oltrepo' pavese Metodo classico e del relativo disciplinare di produzione.
Un territorio complesso che
ricorda quasi la forma geometrica del triangolo con la specificità di essere
attraversato da cinque torrenti (Staffora, Coppa, Scuropasso, Versa,
Bardonezza) che costituiscono microclimi che influenzano la varie produzioni.
LA DEGUSTAZIONE
La nostra degustazione si è svolta su 51 etichette differenti tra spumanti metodo classico, millesimati e non, bonarde. Personalmente ho inteso questa degustazione come un primo step di un percorso che i nostri affezionati lettori potranno fare con noi sulla zona. Un primo momento, quindi, di conoscenza diretta, al quale seguiranno nel tempo approfondimenti specifici.
Il giudizio che ne ho tratto, quindi, vuole essere un giudizio sulle potenzialità territoriali e dei prodotti.
I 17 spumanti degustati (con 5 rosè) mi hanno lasciato una buona immagine dell'area ed un buon approfondimento tra i metodi classici Classese (prodotto da un'associazione di viticoltori che ha elaborato uno statuto con leggi e regolamenti particolari per la tutela dello spumante. Il nome deriva dalla sintesi di Spumante metodo classico e Oltrepo' pavese). E' possibile fare sicuramente una considerazione generale di prodotti di qualità che giocano molto su un'acidità importante con un bell'impatto olfattivo e palati dinamici e scalpitanti.
Hanno destato il mio interesse anche le varie sfaccettature che la Bonarda riesce ad offrire. Una qualità medio-alta con punte di eccellenza ed un personale apprezzamento per il prodotto vivace, che ha stimoli gustativi importanti. Le note di frutta e spezie accompagnate a note floreali spesso molto intense ed a palati ricchi e piacevoli, hanno fatto della croatina (l'uva regina del bonarda che ne costituisce l'85 per cento) una piacevole compagna di una mattina di degustazione.
LE AZIENDE
CONTE VISTARINO - TENUTA ROCCA DE' GIORGI
L'azienda dei conti Vistarino è una realtà decisamente affascinante per la storia che porta con sé e per la bellezza dei suoi vigneti arrampicati su questo parte di Appennino. Il ritrovo è alla villa dove ad attenderci troviamo Ottavia Giorgi di Vistarino, la giovane manager dell'azienda, che racconta, portandomi a spasso tra le sue vigne, la storia di questa realtà produttiva e l'impegno che lei stessa ha messo e sta mettendo per la ricerca continua della qualità. Una frase che si sente ripetere spesso, ma che questa giovane produttrice incarna con grinta e con una franchezza ed una disponibilità al dialogo ed alla critica costruttiva molto importanti, cosa che, nel panorama vinicolo, non sempre è presente. La storia della Tenuta risale al 1450 circa, con l'inizio del “rapporto” tra la famiglia e Rocca de' Giorgi, orientato fin da subito alla viticoltura. Le pagine della storia scorrono fino agli ultimi anni del 1800, primi del Novecento, quando Carlo Giorgi di Vistarino avvia in Oltrepo' la produzione di Pinot Nero, iniziando una tradizione che è stata portata avanti dalla generazioni seguenti. Oggi la Tenuta è un complesso di 806 ettari - di cui 180 vitati e iscritti all'albo della Doc Oltrepo'- e ampie porzioni dedicate al bosco spontaneo, al seminativo ed alla forestazione. Una realtà produttiva di grande potenzialità che si esprime con la realizzazione di 12 etichette (suddivise in spumanti, cru, classici ed un passito) alle quali si aggiungeranno da settembre 2007 un metodo classico millesimato e dall'anno prossimo un millesimato rosè.
L'occasione è stata utile per degustare anche alcuni prodotti. Con la guida della stessa Ottavia siamo partiti con il 7 giugno, Riesling Oltrepo' Pavese Doc, un riesling renano in purezza. La data del nome indica l'inizio della fioritura. Un prodotto del quale compariamo due annate: la 2004 e la 2006. Il primo mi affascina per la sua intensità olfattiva carica di sentori floreali, prevalentemente a petalo bianco, con punte anche di fiori gialli. Una buona bocca dove un corpo interessante ed una bella frutta donano una grassezza al bicchiere sostenuta da una bella acidità che crea un ottimo equilibrio. Molto giovane ancora il 2006 con note che si avvicinano molto di più alla frutta sia al naso che in bocca. Il Sorbe 2004, Croatina Provincia di Pavia Igt, è un vino in purezza che ricorda i profumi del sottobosco autunnale con le foglie, i funghi freschi, la terra d'autunno. Sentori che ripercorrono anche la bocca nella quale questi aromi sono accompagnati da una discreta acidità. Il Pernice 2001, Pinot nero Oltrepo' Pavese Doc, è un vino intenso, profondo nei suoi sentori di sottobosco, di piccoli frutti neri, frutta nella bocca e di buona acidità con un finale interessante.
LA VERSA
Questa cantina sociale è un colosso della produzione. 700 soci solo della valle Versa, 430 aziende, 6milioni di bottiglie, un sistema informatizzato in cantina (27mila metri quadri) che si piazza al terzo posto nella classifica italiana, con un sistema di selezione iniziale delle uve imponente. Un'azienda vera e propria che produce 28 etichette (grappe comprese) divisi in tre linee: I Roccoli, vini di alta qualità; Terre di Alteni, vini quotidiani; Le Cresule, le grappe.
Anch'essa storica, nasce dalla volontà di Cesare Gustavo Faravelli, che oltre cento anni fa, nel 1905, decise con i primi ventidue soci di produrre vino di qualità con le uve della sua terra di origine: la valle Versa, uno spicchio del triangolo geografico dell'Oltrepo'.
ANTEO
Per comprendere questa cantina bisogna partire dal suo nome: Anteo. Egli era un gigante della mitologia classica, figlio di Gea (la Terra, la dea madre) che vinceva ogni avversario prendendo continuamente forza dal contatto con la genitrice. Credo che questa presentazione basti per comprendere la filosofia che sta alla base di questa azienda che nasce con la famiglia Cribellati, nel 1981, quando il padre di Antonella ed Ettore Piero, si innamora del luogo e decide di scommettervi.
Parlando con Ettore Piero, scopriamo che questa realtà produttiva ha 30 ettari di terreno con 13 etichette prodotte per 220mila bottiglie circa che si muovono solo attraverso canali distributivi più qualificati. La Riserva del Poeta millesimato 1999 è una selezione di uve prodotto solo nelle migliori annate con pinot nero e chardonnay, con un buon impatto olfattivo, decisamente intenso, ed una bocca elegante che gioca bene nel rapporto freschezza con le note piene di crosta di pane e lieviti. Il Brut Metodo Classico è un prodotto dalla struttura importante e ben dosata che, grazia ad una giusta acidità, risulta equilibrato. Di grande eleganza olfattiva e gustativa Ca' dell'Oca 2004, la riserva di Pinot nero vinificato in purezza.


