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Nuovo disciplinare per il Sagrantino

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Sempre in movimento il Consorzio di tutela dei vini di Montefalco. Oggi si presenta con due importanti novita': la richiesta di modifica del disciplinare e l'uso di fascette di garanzia.

La modifica del del disciplinare di produzione del Sagrantino di
Montefalco interessa i seguenti aspetti: il numero minimo di
ceppi/ettaro, per almeno 4 mila ceppi, un valore prima non
specificato; l'obbligo di imbottigliamento in zona; l'obbligo di
invecchiamento in legno per il Sagrantino Passito; e infine la
rivisitazione di alcuni parametri fisico-chimici, come l'acidita'
minima, per apportare miglioramenti qualitativi al prodotto. La
pratica di modifica avanzata al Ministero delle Politiche Agricole
entro l'anno potrebbe concludersi positivamente.

Rispetto all'uso della fascetta di garanzia sulle bottiglie di MOntefalco Doc,  a luglio, il Consorzio ha richiesto al Ministero delle Politiche Agricole l'autorizzazione . Nei prossimi giorni e' attesa la risposta del Ministero e successivamente la distribuzione dei contrassegni anti-sofisticazione identificativi di ciascuna bottiglia. La fascetta di Stato sara' rilasciata dal
Consorzio dopo i necessari controlli nelle cantine.

"Il sistema della fascetta - sottolinea il presidente del Consorzio, Lodovico Mattoni - ci consente di dare maggiori garanzie sulla tracciabilita' del
prodotto, dalla vigna alla cantina, e di certificare con precisione le
quantita'. Insieme al nuovo disciplinare per il Sagrantino di Montefalco e' un passo necessario per garantire origine e maggiore qualita' ai consumatori
".


 


        


Data di pubblicazione: 17/09/2007
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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