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San Gimignano: il nostro tour

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Ho riscoperto un territorio. Se dovessi fare una sintesi del mio primo tour a San Gimignano, non potrei che tradurlo che con queste parole. Un territorio che unisce il fascino della storia e dell'arte e che sa offrire, enogastronomicamente parlando, punti di grande interesse. RG


Ma il tema principale della mia visita era quello di addentrarmi nei segreti e misteri della Vernaccia. Non vorrei che gli interessanti rossi che ho degustato se ne avessero a male, ma perdonatemi o figli di ben nobili vitigni, se mi addentrerò sulla regina della vostra terra.

Lasciando questa “captatio benevolentiae” per i prodotti di qualità a bacca rossa, mi addentro subito su un'idea: mi sono anche convinto delle potenzialità di un vino che, nel periodo medio-lungo, può dare sensazioni olfattive e gustative sicuramente più interessanti.

Il mio peregrinare per San Gimignano non è un vagabondare, ma un excursus su alcune tipologie aziendali dell'area. Accompagnato dall'amica e collega Elisabetta Borgonovi, sapiente guida nei meandri di un territorio puntellato da 81 aziende socie, ho visitato sei aziende e degustato al Consorzio oltre 40 etichette.

Grazie anche alla disponibilità dei produttori e dei vicepresidenti Lucia Migliorini e Walter Sovran - con i quali ho avuto modo di  scambiare opinioni e che si sono resi disponibili ad un dialogo franco e trasparente, cosa che ho molto apprezzato – ho fatto un passo in avanti nella comprensione di questo bel territorio.

LE AZIENDE

IL PALAGIO

 La prima visita è alla Fattoria Il Palagio. Ad accoglierci il winemaker, Walter Sovran, vicepresidente del Consorzio della Vernaccia, che ci spiega che l'idea di questa azienda - 320 ettari di cui 100 a vigneto - è quello di arrivare, a regime, a produrre 2milioni di bottiglie. La cantina, nei fatti, lo dimostra: tecnologie avanzate e la capacità di contenimento propria di una realtà produttiva dalle enormi potenzialità.

Una maggioranza produttiva che si esprime nella vernaccia, con un'attenzione anche ad altre varietà. Sicuramente da sottolineare anche la presenza di due linee di produzione: una base ed una selezione. Proprio sulla selezione ci soffermiamo partendo da una Vernaccia di San Gimignano 2006 che si presenta ancora molto giovane con profumi di agrumi, quasi canditi, ed una bella mineralità che esce con forza dal bicchiere accompagnata da una bella frutta. In bocca, poi, questa mineralità si esprime con eleganza e con note mandorlate ed un finale piacevole e di buona lunghezza.

Lo Chardonnay, invece, sempre 2006 è un vino dai toni più “bananosi” con note di frutta esotica e una bocca piacevole con note fruttate gentili.

Interessante è il Sauvignon sia nella versione 2006 che in quella 2005. Al confronto diretto, più intrigante il 2006 che con una carica aromatica intensa ed avvolgente - dove i sentori vegetali non aggrediscono, ma sono ben amalgamati con note fruttate - gioca con un 2005 più fruttato, fortemente esotico. In bocca il 2006 è minerale, scalpitante, profondo, mentre il 2005 ha una buona lunghezza ed un finale di nocciola decisamente piacevole: un vino più "riflessivo".

Non male neppure il Chianti 2005 e l'Igt Arnolfo di Cambio 2004, sangiovese in purezza.

La filosofia dell'azienda? Nelle parole di Sovran:
“La nostra ambizione è produrre vini che si identifichino con il territorio in cui nascono. Pur avendo avuto grandi soddisfazioni dai vitigni internazionali, abbiamo puntato sulle varietà autoctone: volevamo che la Vernaccia di S. Gimignano e il Chianti dei Colli Senesi facessero percepire in ogni sfumatura il sapore di questa terra”.

AZIENDA AGRICOLA PANIZZI

Giovanni Panizzi, presidente del Consorzio, è, ormai, un toscano d'adozione. Innamorato della regione, acquista nel 1979 un piccolo podere, Santa Margherita, con un ettaro di vigneti. Da allora è una continua ricerca di un prodotto che possa soddisfare il suo concetto di qualità. Aspetta dieci anni, infatti, per commercializzare la sua prima bottiglia di Vernaccia. La ricerca della qualità è accompagnata dall'espansione dei vigneti e della nuova cantina. Oggi l'azienda produce circa 200mila bottiglie con trenta ettari (80 per cento dedicati alla Vernaccia). Vendemmie manuali, potature verdi, attenzione alla cantina gravitazionale, sono solo alcuni particolari del modus operandi di questa azienda.

 Nella visita abbiamo modo di “toccare con mano” anche alcuni prodotti. Si parte con una Vernaccia 1999. Una bella profondità di sentori fruttati e note minerali avvolgono al primo impatto il naso e a poco a poco si aprono chiarendo note agrumate. In bocca pieno e vivace con note fruttate. Lungo e persistente.

La Vernaccia 2006 gioca molto sui toni floreali ed il fruttato, anche se è ancora molto giovane. Ne apprezzo soprattutto, in questa fase, la buona acidità accompagnata da una bella profondità e lunghezza.

La Vernaccia Vigna Santa Margherita 2006, ha già una grande intensità olfattiva nella quale si uniscono note floreali bianche a agrumi e punte di tropicale. In bocca ha importanza e grande piacevolezza, con un equilibrio strutturale di futuribile godimento.

Anche la Santa Margherita 2003 si presenta con note olfattive particolari e spunti di speziature non banali. Risalta il gioco di equilibrio che mantiene in bocca tra una dosata acidità ed una bella grassezza.

La Riserva 2003 è un vino che lascia un bel ricordo di sé. Ampia la gamma olfattiva, dalle note di fiori bianchi e quelle di agrumi, ha una pienezza in bocca potente con grande spinta.

Molto interessante anche risentire la Riserva 1998. Un vino che dimostra come la Vernaccia possa dare grande soddisfazione anche nel tempo.

TENUTE GUICCIARDINI STROZZI – CUSONA

Ho contato 12 etichette prodotte in questo lembo di terra dai principi toscani. Un bel numero che fa da contorno ad una produzione che spazia ormai dal bolgherese alla Maremma per giungere al cammeo del Mediterraneo, chiamato Pantelleria. Siamo nella storia della viticoltura italiana e di quella di San Gimignano. Il primo documento storico nel quale viene citata Cusona risale al 994, oltre mille anni fa. Oggi Cusona è un emblema che racchiude storia, tradizione, ma anche innovazione nella coltura della vite. Un corpo aziendale di 530 ettari tra cui 70 a vite di proprietà dei principi da oltre seicento anni.

Un'azienda che ancora oggi è una fattoria a 360 gradi, che produce circa 600mila bottiglie con un 50 per cento di produzione di Vernaccia” ci spiega Ivaldo Volpini, enologo dell'azienda.

 La Vernaccia 2006 è un vino florealità che rilascia una nota di piacevole freschezza che ben si integra con note minerali. In bocca ha una bella sapidità ben percepibile fin dal primo impatto ed un centro bocca dove riemergono le note floreali con frutta gialla. Buona persistenza. Un vino che si lascia bere con piacevolezza.

La Vernaccia Titolato 2006, è una etichetta che nasce con uve provenienti da vigneti selezionati in precedenza e destinati a questi tipo di produzione.

Un impatto olfattivo molto accattivante formato da note molto floreali con tigli, spunti di rose bianche, aspetti dolci di miele. In bocca si ritrovano questi spunti di miele che riempiono il cavo orale finendo con una discreta profondità.

Cusona 1993- 2006. Vale la pena raccontare la storia di questa etichetta. Nel 1933 il Piero Guicciardini per festeggiare la nascita del primogenito Roberto decise di mettere in bottiglia, per la prima volta, una piccola partita di Vernaccia dando il via così ad una tradizione commerciale. Oggi, la Vernaccia Cusona 1933 vuole riallacciarsi a  quei caratteri tradizionali arricchiti dall'esperienza.
Un vino che si presenta con profumi profondi, intensi che variano da frutti di mandorla a belle espressioni di ricordi tropicali con note dolci che ricordano il miele. Un bicchiere che in bocca si caratterizza per una netta eleganza che ricorda quella olfattiva con  armonia e freschezza

La Riserva 2004 è un concentrato di frutta esotica, vaniglia, banane, ma anche punte di pera, bella frutta a centro bocca e un finale deciso e prolungato.

Di spessore anche i due rossi degustati: il Sòdole 2003 e il Millanni 2001. Entrambi Igt, sono due interessanti dimostrazioni di un piacevole connubio tra tradizione e innovazione. Profumi affascinanti ed eleganze in bocca, ne fanno due prodotti da seguire.

FATTORIA SAN DONATO

Sarà per la comune livornesità, per la bella accoglienza culinaria, per il modo familiare con cui Umberto Fenzi e signora ti accolgono, che San Donato mi ha “stupito”. Una scommessa dei proprietari che si gioca su vari piani che creano un connubio tra enogastronomia, agriturismo e cultura. Un piccolo borgo che sorge  nel mezzo alle colline di San Gimignano nel quale si respira aria di storia.

 Ad accoglierci nella taverna sono proprio Umberto e la moglie insieme all'enologo Paolo Salvi. Un connubio di cibo, belle conversazioni e vino - con una menzione obbligatoria ai formaggi di Forme d'arte di Paolo Piacenti che hanno solleticato il mio amore per questo splendido derivato dal latte -.

Una realtà di 16 ettari vitati in maggioranza per Vernaccia, con una storia nell'agriturismo (iniziata nel 1978) e con circa 100mila bottiglie prodotte ed un bell'investimento nell'enoturismo.

La Vernaccia 2006 è un prodotto che si contraddistingue per una bella beva che incentra sulla freschezza sia i toni olfattivi che il piacere gustativo.

Angelica 2005 ricorda molto i sentori e le tipicità della Vernaccia “base” con una maggiore struttura ed una profondità più strutturata.

Benedetta Riserva 2004 ha un bel bouquet con note floreali e  frutta gialla amalgamate da una punta di dolcezza vanigliata. In bocca bel corpo e buona struttura con una pienezza di frutto decisamente interessante.

Piacevoli anche i tre Chianti: Colli senesi 2005; Colli senesi selezione Fiamma 2005 e il Colli senesi Riserva 2004.

Un'azienda che sta crescendo e che vale la pena di seguire.

 IL PALAGETTO

É proprio lei, Sabrina Niccolai, deus ex machina dell'azienda Il Palagetto, a guidarmi attraverso la nuova struttura di questa storica realtà produttiva. Un “blend” di 5 poderi disseminati nel comune di San Gimignano sono la forza delle oltre 150mila bottiglie prodotte.

 Una cantina alla pari con i tempi ed una prospettiva di crescita importante con gli acquisti nel Monteccucco ed a Montalcino.

Il tempo tiranno ed un caldo opprimente ci permettono di degustare  solo quattro etichette.

La Vernaccia 2006, un prodotto fresco con una bella acidità che lo rende piacevole e beverino.

 Interessante I Niccolo' 2006 un Igt Toscana bianco che si pare con fiori di limone ed arancio ed una bella frutta che ricorda il melone. In bocca ha ancora queste note agrumate molto piacevoli ed una bella sapidità. Profondo.

 Vernaccia Santa Chiara Riserva 2005 e 2006. Un confronto diretto tra due annate di questa riserva. La prima un grande impatto olfattivo con un bel palato ricco e decisamente pieno, la seconda, ancora molto giovane, gioca sulla freschezza e sulla piacevolezza.

CASA ALLE VACCHE

Un'azienda nata “a pezzi e bocconi con i miei nonni” dice Bernardo Ciappi, titolare con il fratello di Casa alle Vacche. “Un pezzetto per volta ci ha portato ad essere un'azienda di 21 ettari vitati e 32 complessivi”. Una realtà che inizia ad imbottigliare nel 1991 e che ora produce 120mila bottiglie nei vigneti reimpiantati a poco a poco nel corso degli anni. Una produzione che comprende anche un bel numero di etichette che spaziano, oltre alle vernacce, anche su rossi e Vin santo.

La Vernaccia 2006 ha sentori di odori di campo e mandorla amara con una bocca che gioca sull'equilibrio tra le note bianche e la frutta.

Vernaccia I Macchioni 2004; 2005; 2006.

Una miniverticale di questa selezione che parte con un 2004 molto complesso con una fruttosità sia al naso che in bocca dove la stessa si mostra anche nella sua pienezza, senza dimenticare eleganza e delicatezza, grazie anche ad una buona acidità che dona spinta al bere. Giudizi positivi anche l'annata 2005 che ripercorre l'anno precedente accentuando forse il finale con note di mela.

Ancora decisamente giovane il 2006 con accentuate le note che rendono il vino giocato più sulla freschezza dei toni. Discreta polpa in divenire.

Piacevole e complesso il Crocus 2005, la Riserva dell'azienda, che si presenta con note minerali e floreali (biancospino, tiglio) accompagnate da mela gold e punte di miele. Frutto pieno in bocca con una bella grassezza ed un buon frutto pieno in un gioco equilibrato con un'acidità che dà spinta.

LA DEGUSTAZIONE AL CONSORZIO

La sede del Consorzio mi ospita per questa full immersion nel mondo della Vernaccia. 43 etichette presenti per fare un vero e proprio tour. Senza scendere nello specifico dei singoli, la degustazione mi conferma il giudizio sulla qualità di un prodotto che ha le potenzialità per farsi sentire ancora di più nel panorama enologico internazionale con prodotti che, lasciati a riflettere, nel medio periodo danno risultati ancora, secondo me, più interessanti.

 Tra i preferiti la Vernaccia 2006 Vigna a Solatio di Casale Falchini (della quale ho notato anche la riserva 2005); quella 2006 della tenuta Le Calcinaie; la selezione 2006 dell'azienda Pietrafitta e la Vigna del sole 2006 di Pietraserena; la riserva 2005 della Mormoraia; la Rsierva 2004 dell'azienda Signano e la Vigna ai sassi Riserva 2004 delle Calcinaie.

San Gimignano Storia di un Consorzio.

 La storia della Doc a san Gimignano risale al 1966, quando primo vino d’Italia, si fregia della Denominazione, mentre nel 1993 arriva la DOCG. Il Consorzio della Vernaccia, invece, nasce nel 1972 dall’idea di nove produttori pionieri. Ad oggi, la produzione della vite nel territorio del Comune di San Gimignano è di 1930 ettari di cui 815 destinati alla sola Vernaccia.

Alcune informazioni di dettaglio nella storia del territorio ci dicono che in questi ultimi anni il Consorzio ha collaborato con l’Università di Firenze per un lavoro di selezione clonale che ha portato all’omologazione di 7 nuovi cloni di Vernaccia alla quale se ne aggiungono altri 5 allo studio. Nel 2004 poi si è avviato un latro percorso con l’Università fiorentina per definire il profilo sensoriale del vino Vernaccia.

San Gimignano ha anche una tradizione di rossi e vinsanto. Nel 1996, infatti, è stato scritto un disciplinare modificato nel 2003. Abbiamo quindi la Doc san Gimignano che comprende: San Gimignano Sangiovese; San Gimignano Cabernet Sauvignon; Merlot; Syrah; Pinot Nero; Vinsanto; Vin santo Occhio di Pernice.

Data di pubblicazione: 17/09/2007
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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