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Una vendemmia di grande qualita'

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"Non ci sara' - annuncia Arturo Semerari, presidente di Ismea - il "pieno" in linea con il 2004 previsto agli inizi dell'estate, ma non si e' neanche verificata l'annata siccitosa che molti temevano, che avrebbe causato una significativa riduzione dei volumi".

Secondo Andrea Sartori, presidente dell'Unione Italiana Vini: "Le ottime aspettative per questa vendemmia sono sicuramente benvenute: il mercato internazionale del vino e' sempre piu' complesso, con problemi di sovrapproduzione che riguardano anche i Paesi del Nuovo mondo. Una buona annata ci assicurera' sicuramente un vantaggio competitivo, ma dovremmo comunque affrontare i problemi legati alla commercializzazione in uno scenario molto affollato".

Il decorso meteorologico piuttosto bizzarro dell'estate ha ridimensionato le aspettative ottimistiche degli inizi di luglio. Alla base di tale ridimensionamento si segnalano l'assenza di piogge prima, e poi il susseguirsi di temporali accompagnati, localmente, anche da intense grandinate. La situazione appare piuttosto diversificata lungo la Penisola proprio a causa del maltempo, che in alcune zone e' risultato piu' insistente e dannoso che in altre. Le condizioni climatiche invernali e primaverili hanno favorito un rigoglioso sviluppo vegetativo in tutta la Penisola, ma il freddo prolungato ha ritardato di qualche giorno la fioritura e l'allegagione.

Anche al Sud lo sviluppo vegetativo e, quindi, la vendemmia, sono slittati in avanti di circa 10 giorni rispetto al calendario considerato normale. Ad un giugno splendido ha fatto seguito un luglio molto caldo ed un agosto instabile, eccessivamente piovoso e meno caldo della media, che ha rallentato le ultime fasi di maturazione delle uve. Tra la fine di agosto e gli inizi di  settembre le condizioni climatiche sono tornate, inaspettatamente, ad essere molto favorevoli e il loro perdurare fino alla vendemmia consentirebbe di assicurare l'ottimale grado zuccherino e l'adeguato mantenimento degli aromi per la decisa escursione termica tra il giorno e la notte. Il mese di settembre sara' quindi decisivo sia per i volumi produttivi sia per il livello qualitativo dell'annata 2006 che, al momento, si attende quasi ovunque tra il buono e l'ottimo. Salvo qualche eccezione, non si registrano, infatti, particolari problemi legati a patologie della vite, grazie anche all'applicazione di pratiche agronomiche, finalizzate preventivamente a ridurre al minimo il rischio di malattie o a soffocare eventuali focolai. I controlli non si stanno limitando alla qualita', ma si estendono alla quantita'.

 E' sempre piu' diffusa, infatti, la vendemmia verde che, come noto, limita i volumi. Uno dei rischi che tiene ancora in apprensione il settore, e che influira' sui volumi della vendemmia 2006 e' rappresentato da un eventuale minor peso dei grappoli e, quindi, nella minor resa in vino, causata da un caldo persistente, seguito da una brusca diminuzione della temperatura.

LA VENDEMMIA 2006 REGIONE PER REGIONE

Come anticipato, la situazione a livello regionale non e' omogenea e vale la pena entrare nel dettaglio. Le previsioni per il Nord-Ovest appaiono piuttosto positive. In Piemonte i volumi complessivi si stimano in aumento di circa il 10per cento rispetto alla precedente annata, con una buona qualita' dei vini. La campagna produttiva, inizialmente in ritardo, ha recuperato per il caldo di giugno e luglio. Successivamente le basse temperature del mese di agosto hanno normalizzato l'andamento di campagna. Si prevede che la vendemmia possa, comunque, svolgersi secondo le medie stagionali. Anche all'interno della regione c'e' una differenziazione a livello territoriale. In molte aree dell'Astigiano (zona del Barbera e del Freisa) e nel Torinese si e' verificata qualche grandinata che ha provocato modesti danni. Le stime, al momento, sono per un incremento a due cifre rispetto ai livelli della precedente annata. Nel Cuneese, invece, le stime si allineano tendenzialmente sui volumi dello scorso anno, con una leggera flessione per le uve Nebbiolo. Complessivamente, si prevede un'ottima annata dal punto di vista qualitativo, con gradazioni leggermente superiori allo scorso anno per Dolcetti e Barbere. Lo stato dei vigneti appare ottimale anche dal punto di vista fitosanitario. Solo l'oidio e' comparso in alcune zone ma, debitamente tenuto sotto controllo, non ha pregiudicato ne' qualita' ne' quantita' di vino.
In Piemonte i primi grappoli di uve bianche, destinate allo spumante Metodo Classico, sono stati vendemmiati gia' nei primi giorni di settembre. Seguiranno poi i Moscati e via via le altre varieta'.

Una produzione comparabile a quella dello scorso anno si stima in Lombardia. Le prime fasi fenologiche hanno mostrato un lieve ritardo dovuto alle basse temperature protrattesi fino a giugno, ma successivamente il clima e' risultato favorevole.
Le piogge e alcuni giorni di calo marcato delle temperature hanno portato sollievo al vigneto lombardo, provocando anche un rallentamento dell'attivita' vegetativa. Rispetto allo scorso anno, le quantita' sono segnalate in flessione in provincia di Brescia e Bergamo, in aumento in Oltrepo' e in Valtellina. Le uve precoci sono di buona qualita', comprese quelle base spumante di Franciacorta la cui vendemmia e' gia' iniziata. Tranne che in Valtellina, dove la qualita' si prevede ottima, le varieta' piu' tardive delle altre zone necessiteranno di tempo bello e stabile per centrare l'obiettivo di una buona annata. Eterogeneo lo scenario in Oltrepo', complici anche alcune grandinate non distruttive ma in grado, comunque, di arrecare qualche problema. Sempre in Oltrepo' si registrano casi di flavescenza dorata.

 Anche la produzione della Valle d'Aosta appare stabile. Le fasi fenologiche delle viti sono in lieve ritardo. Gli attacchi parassitari sono stati minimi e non hanno creato particolari problemi alle vigne. Qualche inconveniente si e', invece, verificato per lo stress idrico.

Si stima in lieve crescita, invece, la produzione della Liguria, dove lo sviluppo vegetativo registra un ritardo di qualche giorno rispetto alla media. L'incremento produttivo atteso all'inizio dell'estate e' stato ridimensionato dalla siccita' che ha caratterizzato la stagione e dalle grandinate degli ultimi tempi.

Performance contrapposte per le regioni del Nord-Est, dove si assiste all'incremento deciso del Trentino Alto Adige, alla lieve flessione del Veneto, alla stabilita' dell'Emilia Romagna e alla contrazione del Friuli Venezia Giulia. In Veneto la produzione di vino 2006 e' stimata in lieve flessione (0/-5per cento) rispetto alla campagna precedente. In questa regione si temeva molto per gli stress idrici cui sono stati sottoposti i vigneti fino a luglio, quando  le precipitazioni erano state addirittura inferiori rispetto al caldissimo e asciutto 2003. Tale carenza e' stata in parte compensata dalle piogge di agosto, accompagnate pero' da grandinate a macchia di leopardo. Questo decorso climatico altalenante ha causato problemi ai grappoli. Le rese uva/vino si attendono inferiori alla media.
Gia' la vendemmia delle uve precoci ha confermato una riduzione dei volumi rispetto allo scorso anno. Saranno, quindi, cruciali le prossime settimane, sia per la determinazione dei volumi che delle gradazioni, favorite dal caldo degli ultimi giorni.

Un deciso incremento produttivo si stima invece per il Trentino Alto Adige (10per cento/15per cento), dove fioritura e allegagione sono state buone, sia nei fondovalle che nelle zone collinari e di montagna.
In Trentino, dove il ritardo vegetativo e' di circa una settimana, l'estate e' stata caratterizzata da intense precipitazioni, che hanno favorito l'insorgere di botrite. Situazione simile in Alto Adige. Ad agosto le condizioni climatiche anomale, caratterizzate da giornate calde e notti molto fredde, con precipitazioni intense ma non a carattere temporalesco, hanno giocato decisamente a favore della qualita' delle uve, anche se ne hanno rallentato la maturazione. Non destano preoccupazioni gli attacchi patogeni. Si nota una netta scalarita' di maturazione nelle tre fasce di altitudine (fondovalle, media collina, alta collina). La vendemmia si fara', quindi, secondo una successione temporale tale da consentire un'esecuzione abbastanza tranquilla e programmata. Alcune uve base spumante sono state vendemmiate gia' agli inizi di settembre, ma solo dal 10 del mese si entra nel vivo della raccolta delle bianche. Per le uve a frutto rosso si iniziera' a vendemmiare verso il 20 settembre. Su Merlot e Teroldego in particolare, ma in certe zone anche su Traminer e Nosiola, si e' proceduto ad operazioni di diradamento dei grappoli e/o di spuntatura. Il taglio della parte bassa del grappolo che solitamente matura piu' tardi evita il marciume da botrite e soprattutto il marciume acido.
Una significativa riduzione dei volumi si dovrebbe, invece, registrare in Friuli Venezia Giulia (-5/-10per cento). Ad un buon inizio vegetativo, con conseguente positiva cacciata, ha fatto seguito un periodo caratterizzato da basse temperature (medie intorno ai 12 gradi) a fine maggio/inizio giugno. Talune varieta' (Pinot grigio in particolare) ne hanno risentito, con un'allegagione scarsa, acinellature e formazione di acini di minori dimensioni  e  minor contenuto in mosto. Per gran parte del mese di giugno e in tutto il mese di luglio non si sono registrate precipitazioni, con temperature molto elevate. L'assenza di pioggia ed umidita' ha evitato l'insorgere di  avversita' crittogamiche (peronospora praticamente assente), ma e' stato necessario  effettuare ripetute irrigazioni in vigneti posti in pianura su ghiaie che hanno comportato un indebolimento della buccia, con rischio botrite nel mese d'agosto e in prevendemmia. Tale mese, per contro, e' iniziato con forti precipitazioni che hanno normalizzato la situazione e posto fine allo stress idrico. Le giornate abbastanza calde e ventilate e le notti fredde dovrebbero influire positivamente sugli aromi. I tempi di raccolta si sono progressivamente normalizzati. Nella prima decade di settembre esordiscono le uve precoci, seguite da Pinot grigio e bianco, Tocai friulano ecc.. Per le uve rosse (Merlot, Cabernet, Refosco, ecc.), il raccolto dovrebbe entrare nel vivo nella terza decade di settembre, protraendosi fino alla prima quindicina di ottobre. Picolit e Ramandolo saranno raccolti a seguire.

In Emilia Romagna l'andamento climatico e' stato caratterizzato da un lungo periodo di siccita', compensato dalle piogge di agosto. La regione e' stata colpita anche da locali grandinate, tali da compromettere seriamente il livello produttivo che, tuttavia, complessivamente conferma quello dello scorso anno. Tutto sara' comunque determinato dalle rese delle uve. I vigneti romagnoli mostrano un ritardo di circa 10 giorni e si evidenziano attacchi di oidio in tutte le zone collinari. Andamenti contrastanti si registrano anche nelle regioni centrali. Al segno positivo, stimato per  Toscana, Umbria e  Lazio, si affianca la lieve flessione attesa  per le Marche e quella piu' marcata dell'Abruzzo.  

In Toscana si stima al momento un incremento del 5per cento ed un contemporaneo eccellente livello qualitativo. In agosto il clima piuttosto instabile con pioggia, poco sole e con temperature al di sotto della media stagionale, ha rallentato la maturazione ritardando l'inizio della vendemmia di circa 10 giorni. Differenze si evidenziano a livello territoriale. Nella parte Sud della regione, Maremma grossetana e Sud-Senese, l'incremento produttivo e' meno accentuato che nelle province settentrionali.
Da sottolineare che nell'ottica di una produzione di qualita' e di controllo quantitativo, nella regione viene effettuata diffusamente la vendemmia verde soprattutto nelle aree di maggior pregio.
Per l'Umbria si prevede una produzione in linea o lievemente superiore a quella dello scorso anno (0/5per cento). In provincia di Perugia il ritardo vegetativo e' di circa 5 giorni, mentre nel Ternano i tempi di vendemmia sono in linea con le medie stagionali. In tutta la regione le condizioni climatiche sono risultate favorevoli al normale sviluppo della coltura, se si eccettua qualche attacco di oidio.

La stagione si sta rivelando, nel complesso, ottima nel Lazio (5per cento/10per cento). Il ritardo del ciclo vegetativo, di circa una settimana per via di un inverno protrattosi piu' a lungo del normale, grazie ai mesi di giugno e luglio caldi e soleggiati, e' stato completamente recuperato. Nel mese di agosto, pero', un abbassamento delle temperature ha di nuovo rallentato la maturazione delle uve, le cui rese sono al momento al di sotto delle aspettative. L'andamento termico variabile, registrato soprattutto ad agosto, fa ben sperare per lo sviluppo dei profumi di uve e vini, fondamentali in una regione vocata ai bianchi come il Lazio. Le piogge sono state relativamente scarse nel Nord della regione e nella zona dei Castelli Romani, mentre piu' abbondanti sono state nel Sud della regione. Ci si aspetta una perfetta gradazione zuccherina, in linea con l'anno scorso e con i valori medi degli ultimi cinque anni. La produttivita' per ceppo si preannuncia alta, e nelle aziende piu' sensibili alla qualita' delle proprie uve si e' proceduto al diradamento dei grappoli per contenere la produzione.

Nelle Marche si stima una lieve contrazione produttiva. L'avvio dello sviluppo vegetativo e' stato caratterizzato da abbondanti piogge che hanno favorito l'insorgere di peronospora con un conseguente naturale diradamento. Poco omogenea anche l'allegagione. Durante l'estate poi le grandinate hanno pesantemente colpito alcune aree tra le piu' vocate alla viticoltura ridimensionando le aspettative produttive. Il proseguimento dell'attuale situazione metereologica potrebbe far tornare i volumi produttivi sui livelli dello scorso anno.
Nel Sud peninsulare si attendono flessioni produttive ad eccezione della Campania. In questa regione, infatti, la situazione e' piuttosto buona e si stima un incremento produttivo intorno al 15 per cento. Fino ad ora, non si sono verificate particolari avversita' climatiche ed anche le classiche malattie della vite sono risultate molto contenute. Per le varieta' tardive come Falanghina e Aglianico, se il clima si manterra' come quello di inizio settembre, la qualita' potrebbe risultare ottima.

Una flessione piuttosto importante (-5per cento/-10per cento) si attende invece per la vendemmia dell'Abruzzo, dove in agosto si sono verificate violente grandinate che hanno colpito la fascia costiera di Chieti ed anche le province di Teramo e Pescara. Gia' nella fase di allegagione, comunque, si erano riscontrati problemi a causa del freddo nella prima settimana di giugno.
I vigneti della Puglia presentano un ritardo vegetativo di circa 10 giorni. Differenze marcate si evidenziano all'interno della regione tra la parte Nord ed il Salento. Nella zona di Foggia e Bari, infatti, la produzione e' attesa in lieve aumento nonostante le avversita' climatiche che hanno imperversato durante l'estate. Il maltempo e' stato comunque piu' inclemente nel Sud della regione, dove le grandinate hanno colpito pesantemente i vigneti soprattutto nel Tarantino. Danni si rilevano anche per l'insorgere della peronospora sviluppatasi per lo piu' nei vigneti condotti in modo piu' approssimativo. L'uva, sebbene abbondante, presenta un peso inferiore al dovuto. Il segno positivo del Nord e quello negativo del Sud della regione potrebbero compensarsi determinando un livello produttivo simile a quello dello scorso anno.
Sempre nel Sud, si segnala la significativa riduzione della produzione in Calabria (-10per cento/-15per cento), determinata da pessime condizioni atmosferiche che hanno accompagnato tutte le fasi vegetative, e in Molise (-10per cento/-15per cento). Qui, inoltre, le malattie della vite si sono mostrate piuttosto virulente.

La Basilicata si dovrebbe sostanzialmente mantenere sui livelli produttivi del 2005. Nella regione si sono verificati sporadici attacchi di oidio, ma si e' prontamente intervenuti con opportuni trattamenti.
Nelle due Isole maggiori si osserva un sostanziale allineamento con i volumi dello scorso anno.

I vigneti della Sicilia, in controtendenza rispetto all'Italia continentale, sono in netto anticipo sulla media (10-15 giorni). Poco da segnalare sul fronte fitosanitario. Si registrano solo leggeri attacchi di botrite solo laddove le precipitazioni estive sono state piu' intense. A preoccupare gli operatori e' soprattutto l'ondata di caldo di questi giorni, che potrebbe determinare una maturazione troppo spinta delle uve a bacca bianca, con un'eccessiva concentrazione di zuccheri negli acini. A parte questo aspetto, le aspettative per la qualita' rimangono comunque ottime. In Sardegna, il clima e' stato particolarmente favorevole al normale sviluppo delle fasi fenologiche e non si rilevano attacchi patogeni. Dal punto di vista qualitativo le attese sono per un vino di ottima qualita'. Per la zona di Cagliari si evidenzia un anticipo di circa 10 giorni nello sviluppo delle diverse fasi vegetative.


ISMEA/UIV

Produzione italiana di vino e mosto  (migliaia di ettolitri)
 
    2002    2003    2004    2005    2006*    Var. 06/05       
Piemonte    2.329    2.282    3.263    3.054    3.360    10per cento       
Valle d'Aosta    16    18    22    20    20    0per cento       
Lombardia    1.123    856    1.168    1.100    1.100    0per cento       
Trentino Alto Adige    1.063    1.076    1.269    1.057    1.189    10per cento/15per cento       
Veneto    6.847    7.369    8.843    7.093    6.916    0/-5per cento       
Friuli Venezia Giulia    1.006    1.113    1.344    1.159    1.078     -5per cento/-10per cento       
Liguria    93    106    91    84    86    0/5per cento       
Emilia Romagna    5.682    5.305    7.155    6.608    6.608    0per cento       
Toscana    2.319    2.264    3.166    2.780    2.919    5per cento       
Umbria    776    812    1.078    998    1.028    0/5per cento       
Marche    1.258    940    1.248    1.206    1.182    0/-5per cento       
Lazio    2.859    2.441    2.492    2.362    2.540    5per cento/10per cento       
Abruzzo    3.808    3.319    3.585    3.469    3.208     -5/-10per cento       
Molise    307    274    328    390    342     -10per cento/-15per cento       
Campania    1.761    1.655    1.878    1.826    2.100    15,0per cento       
Puglia    5.580    6.089    7.610    8.348    8.348    0per cento       
Basilicata    309    284    201    267    267    0per cento       
Calabria    531    476    485    539    472     -10per cento/-15per cento       
Sicilia    6.209    6.553    6.964    7.283    7.283    0per cento       
Sardegna    729    856    943    924    924    0per cento       
Italia    44.604    44.086    53.135    50.566    50.970    1per cento    
Fonte: Istat. *Stime Ismea-Uiv al 7° settembre 2006

a cura dell'Unione italiana vini
Data di pubblicazione: 25/09/2006
La commission agricoltura della regione in visita a Bolgheri
Il 9 giugno la seconda Commissione del Consiglio Regionale, ovvero quella che si occupa di agricoltura e sviluppo rurale, ha visitato il territorio di Bolgheri ed alcune aziende di produzione vitivinicola. La visita, concordata ed organizzata in collaborazione con il Consorzio di Tutela, ha avuto scopi puramente tecnici, al fine di permettere al Presidente Loris Rossetti e ad alcuni consiglieri tra i quali Enzo Brogi e Pier Paolo Tognocchi, di disporre di una visione approfondita della realtà produttiva locale e delle problematiche legate al settore vino.

Cari appassionati, parte oggi il giro tra i vini dell'arcipelago. Oggi voglio parlarvi dell'Isola del Giglio. Un' isola meravigliosa, aspra, viva che si accende in estate e si chiude in inverno custodita dai suoi fedeli abitanti.

Il termine “Lido” identifica un lembo di terra o spiaggia pianeggiante, parallelo alla costa, dove arrivano ad infrangersi le onde del mare. E’ ovvio che in una Penisola come la nostra bella Italia, di Lidi, se ne trovano una quantità a dir poco infinita. La definizione “Lido” apre, nell’immaginario comune, scenari di luoghi accoglienti e vacanzieri, ricchi di ombrelloni e di ogni qualsivoglia piacevole intrattenimento. Tanto è vero ciò che, sulle grandi e lussuose navi da crociera, il luogo all’aperto dove sono ubicate le piscine con le annesse attrezzature ludiche si chiama “Ponte Lido”.
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