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BILANCIO PIU CHE POSITIVO PER LA MANIFESTAZIONE VITIGNOITALIA 2007

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La manifestazione si  è tramutata in una grande vetrina mondiale sull’enologia italiana. L’ufficio buyers della Vitignoitalia ha selezionato 28 buyers internazionali tra i più rappresentativi e ha dato la possibilità ai vari espositori, per quattro ore al giorno, di monopolizzare la loro attenzione per quindici minuti ciascuno, durante i quali hanno fatto conoscere la loro azienda e hanno potuto confrontarsi esponendo ciascuno le proprie esigenze commerciali, con grande soddisfazione di entrambi.


Molti produttori presenti hanno infatti già opzionato una maggiore estenzione della loro superficie espositiva per l’edizione dell’anno prossimo e chi quest’anno non ha partecipato ha palesato la sua intenzione di aderire all’edizione del 2008. Questo evento partenopeo ha visto anche l’esordio fieristico di molti vignaioli della sezione “Piccole Vigne”, ha inoltre ospitato per la sezione di Vitigno Sud dedicata ai vini di Spagna, Libano, Turchia e Israele.


Non sono mancate iniziative che hanno visto protagonista il connubio enogastronomico. L’area CoockingforWine, il cui ideatore è stato Luigi Cremona , ha accolto 36 chef venuti da tutto il mondo, che si sono esibiti con la formula cucina a vista. Protagonisti,  nomi molto noti nel panorama culinario mondiale, come: Ernesto Iaccarino, Gualtiero Marchesi, Enrico Derflingher, Heinz Beck, e tanti altri. E’ stato istituito inoltre il premio al miglior chef Emergente del Sud, vinto con onore da Vincenzo Candiano, della Locanda Don Serafino di Ragusa.


La Manifestazione vitignoitalia chiude dunque portandosi a casa grande successo di pubblico e critica, migliorando l’edizione del 2006, ( quasi il 15% in più di visitatori) e con l’intenzione di migliorarsi il prossimo anno, non solo arricchendosi, ma anche affidando ad un road show di presentazione nelle principali città italiane che assicuri una ancora maggiore e più capillare promozione .
Alessandra Rachini

Data di pubblicazione: 28/05/2007
Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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