Influenza del mal dell’esca sul germogliamento e lo sviluppo della vite nella pianura di Pisa
Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia
Laurea di ° Livello
sessione 7 ottobre 2008
Influenza del mal dell’esca sul germogliamento e lo
sviluppo della vite nella pianura di Pisa
Riassunto
Il mal dell’esca della vite è una sindrome dovuta all’azione di vari funghi che attaccano il legno
della pianta ospite e provocano importanti danni al vigneto; gli agenti causali principali della
malattia sono: Phaeomoniella chlamydospora (Pch), Phaeoacremonium aleophilum (Pal) e
Fomitiporia mediterranea (Fomed).
La presenza contemporanea o meno di questi funghi può dare luogo alla sovrapposizione o alla
successione di malattie diverse: venature brune delle barbatelle, malattia di Petri, esca giovane,
carie bianca, esca propria.
La malattia è attualmente diffusa in gran parte delle aree viticole mondiali, causando notevoli
perdite economiche; in passato sembrava colpire solo i vigneti più vecchi, ma negli ultimi anni la
sua presenza è aumentata in modo preoccupante, soprattutto negli impianti giovani.
Il presente lavoro ha avuto l’obiettivo di individuare le possibili ripercussioni di piante affette da
mal dell’esca, che di norma presentano una discontinuità dei sintomi nel corso degli anni e che
pertanto possono presentare nella pratica un comportamento non prevedibile, proprio perché non
esiste la certezza che una pianta sintomatica ripresenti i sintomi l’anno seguente. La nostra
attenzione si è concentrata su tre varietà: Cabernet Sauvignon, Sangiovese e Trebbiano
analizzandone la precocità di germogliamento e lo sviluppo dei germogli, fino alla fase di fioritura
in piante sane e in piante affette da mal dell’esca, che avevano presentato una diversa
sintomatologia ovvero presenza o assenza di sintomi negli anni precedenti.
I risultati ottenuti con queste osservazioni hanno messo in evidenza una ampia variabilità di
comportamento tra le piante esaminate, ma anche una somiglianza di risposta dei vitigni alle
manifestazioni sintomatologiche, per quanto concerne la velocità di germogliamento e lo sviluppo
dei germogli nell’anno 2008. Fatta eccezione che per una singola tesi, si può affermare che la
presenza di ripetuti eventi sintomatologici ritarda il germogliamento. Con questa sperimentazione si
è cercato di proseguire il lavoro svolto negli anni precedenti, al fine di indirizzare ulteriori
sperimentazioni future, volte ad attuare interventi di prevenzione o rimedi più mirati, con la
consapevolezza che gli studi sul mal dell’esca debbano essere ulteriormente approfonditi.
Relatore:
Prof. Giancarlo Scalabrelli
candidato:
Guarino Luca


