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Meccanismi di difesa della vite in risposta a stress biotici

Corso di Laurea VITICOLTURA ED ENOLOGIA
Candidato: Andrea Fontanelli
Relatore: Prof.ssa Laura Pistelli
Titolo: Meccanismi di difesa della vite in risposta a stress biotici

RIASSUNTO
Per stress biotico s’intende l’effetto generato sulle piante dall’attacco da parte di un
organismo vivente sia esso un virus, un batterio, un nematode, un fungo, un insetto o un animale
erbivoro; frequentemente attacchi danno luogo a malattie o infezioni essendo provocati da
organismi patogeni. Per patogeno si intende un organismo che, per completare parte o l’intero suo
ciclo vitale, necessita di penetrare e quindi crescere all’interno dell’ospite generando un effetto
dannoso. Nel caso in cui un’interazione tra un patogeno e un ospite dia esito positivo, si genera
malattia. In natura sono ben pochi i casi in cui un patogeno riesca a compiere l’intero ciclo di
infezione; infatti solo una piccola parte delle piante presenti in natura sono malate Il ceppo di un
patogeno in grado di generare una malattia è detto virulento.
In risposta all’attacco di un patogeno le cellule vegetali hanno sviluppato, una capacità di difendersi
sia costitutiva che inducibile I meccanismi di difesa di un ospite prevedono l’attivazione simultanea
di molti processi in grado di cooperare al fine di ottenere un adeguata risposta e di preservare la vita
dell’organismo vegetale colpito. Affinché una risposta sia efficace è necessario che siano presenti
alcune caratteristiche di coordinazione tra i vari processi: Diverse sostanze intervengono nel
mediare il segnale dell’attacco e della difesa, tra cui gli elicitori e il meccanismo della risposta
ipersensibile (HR).Nel presente manoscritto vengono quindi riassunti i principali meccanismi di
attacco di un patogeno e descritte le modalità di difesa prodotte dalle piante, con particolare
riferimento al coinvolgimento di fitoalessine, acido salicilico, sostanze reattive all’ossigeno (ROS)
ossido nitrico e le proteine antifungine (PR).

Data di pubblicazione: 03/11/2008

Verticale storica di Lupicaia
Correva l’anno 1994. La Strada del Vino Costa degli Etruschi veniva inaugurata nella sua prima versione curata dalla Provincia di Livorno. Ad aprile organizzammo la presentazione ufficiale alla stampa e Gian Annibale Rossi di Medelana fu magnifico ospite della brigata dei giornalisti nella sua immensa tenuta del Terriccio. Ci accompagnò personalmente in un avventuroso tour in fuoristrada rimasto nella memoria di molti. Per l’aperitivo fu servito un fresco bianchetto ed uno spumante che costituivano le produzioni “vecchia maniera” dell’azienda. Per assaggiare il Lupicaia abbiamo dovuto attendere ancora qualche mese. All’inizio del ’95, io e l’amico Ernesto Gentili fummo invitati ad un primo assaggio di ricognizione, in presenza di un giovanissimo Carlo Ferrini. Inutile dire che ci accorgemmo immediatamente di essere di fronte ad un grande evento: la nascita di un vino che sarebbe entrato prepotentemente nella storia enoica della costa toscana.

Cari amici buongustai, scusate il ritardo di questa settimana,ma l'estate ha colpito anche me e il caldo, tanto agognato, si fa sentire. Come vi avevo detto oggi filosofeggeremo velocemente su come il rapporto con il cibo e il significato della tavola siano cambiati profondamente nel tempo. Si perché, quello che oggi è un momento abituale della nostra giornata, ha segnato e segna uno dei più grandi specchi d'analisi nel rapporto evolutivo tra i cambiamenti della società, della cultura , e quindi dell'uomo nel tempo. Il nutrimento è la base della sopravvivenza dell'uomo dal principio della sua esistenza, perciò il rapporto con questo e con il rito della cucina e della tavola si è evoluto nel tempo come tutto ciò che ci caratterizza come uomini sociali.

Qui, tra corridoi, sale e saloni decorati da meravigliosi affreschi e arredati da preziosi mobili antichi, coabitano due realtà straordinarie: il Relais Santa Croce, Hotel 5 Stelle Lusso e l’Enoteca Pinchiorri, di Giorgio Pinchiorri e sua moglie Annie Féolde : un Ristorante che, a livello mondiale, fa onore all’Enogastronomia Italiana. Giorgio è nato a Monzone di Pavullo, in Provincia di Modena, da una Famiglia di agricoltori, a Firenze si trasferisce nel 1955, quando sua madre entra a lavorare, come cuoca, in casa di un medico. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero, Giorgio muove i primi passi nel mondo della ristorazione e si appassiona a quell’affascinante universo che ruota intorno ai grandi vini. Nel 1966, dopo la devastante alluvione che colpì la Città, compra una copia, sopravvissuta, della Guida Bolaffi dei Vini del Mondo di Luigi Veronelli, e, forte di questo manuale, si avventura, nel suo primo viaggio, nelle zone vitivinicole più importanti della Francia. Da questo momento in poi sarà un crescendo, sia per la sua passione che per la sua collezione privata.
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