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Recupero e valorizzazione di vitigni autoctoni della Garfagnana

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Candidato: Gianluca D’Alessio
Relatore: Prof. Claudio D’Onofrio
Corso di Laurea: Viticoltura ed Enologia
Titolo elaborato finale: Recupero e valorizzazione di vitigni autoctoni della Garfagnana.
Riassunto: Negli ultimi decenni si è andata consolidando l’importanza della conservazione del
patrimonio biologico del pianeta, sinteticamente definito col termine “biodiversità”. Il recupero
delle risorse genetiche autoctone, oltre ad assolvere all’importantissimo compito della tutela della
variabilità biologica, permette la valorizzazione dei territori tramite le produzioni agricole tipiche.
La conservazione e la valorizzazione del germoplasma viticolo autoctono diventano, pertanto
necessarie, non solo per limitare al massimo il rischio dell’erosione genetica, ma anche per avere
l’opportunità di ottenere, da alcuni vitigni, vini dotati di caratteristiche particolari e difficilmente
riproducibili in zone diverse da quella di origine. In tale contesto si inserisce questo elaborato finale
che mira al recupero e alla valorizzazione di vitigni autoctoni della “Garfagnana”, una zona che,
come dimostrano le indagini condotte nell’ambito del presente lavoro, si distingue per la presenza
di una piattaforma ampelografia autoctona molto ricca e con grandi potenzialità.
In particolare, l’attività svolta ha permesso di esplorare vecchi vigneti al termine del loro ciclo
vitale, individuando un cospicuo numero di vitigni presumibilmente autoctoni destinati a sparire
definitivamente. Ai fini dell’identificazione varietale, e quindi di sinonimi e omonimi, sono stati
effettuati rilievi ampelografici sui principali organi (germoglio, foglia adulta, grappolo) delle
accessioni recuperate, come previsto dalle schede OIV. Inoltre, sono state realizzate fotografie
digitali della foglia adulta (con ingrandimento del seno peziolare), del germoglio, del grappolo e
anche degli acini e dei vinaccioli, costituendo un importante archivio di oltre 3000 immagini. Con
particolare riferimento alle uve, al fine di delinearne il profilo qualitativo, è stato determinato il pH,
la concentrazione in zuccheri e l’acidità titolabile, mettendo in risalto, specialmente per le varietà a
bacca bianca, un buon contenuto in acidità totale. Inoltre, per i vitigni a bacca rossa è stato
determinato il contenuto polifenolico che in qualche caso ha permesso di rilevare un interessante
concentrazione di antociani e di polifenoli totali
I risultati ottenuti dalle indagini ampelografiche sono stati sottoposti ad analisi statistica a cluster
gerarchica che ha permesso di raggruppare le accessioni analizzate in gruppi distinti sulla base della
loro affinità oggettiva, gruppi che vengono poi agglomerati in modo gerarchico.
La caratterizzazione molecolare effettuata attraverso l’analisi del polimorfismo dei microsatelliti ha
evidenziato che complessivamente sono state individuate 22 varietà di cui alcune identificate con
varietà ben note, altre con varietà autoctone già recuperate in Toscana, e circa 10 vitigni al
momento sconosciuti e apparentemente non presenti in altre aree della Toscana.
Le indagini sanitarie condotte sulle accessioni in studio hanno evidenziato una situazione
incoraggiante, definendo un buon numero di vitigni potenzialmente idonei al processo di selezione
clonale necessario per la produzione di materiale certificato da destinare all’attività vivaistica.
Buona parte delle accessioni recuperate saranno conservate in un vigneto di collezione in
costituzione a Camporgiano, presso il vivaio ubicato in località “La Piana” e gestito dalla Comunità
Montana della Garfagnana. Questo, oltre a permettere di evitare una ulteriore erosione del
patrimonio autoctono, consentirà di condurre le approfondite indagini ampelografiche previste dal
protocollo ufficiale di selezione clonale.
I risultati conseguiti sono da ritenersi particolarmente incoraggianti per il rilancio della viticoltura
“garfagnina” da attuare tramite la produzione di vini ottenuti con vitigni autoctoni e quindi
contraddistinti da una esclusiva tipicità.

Data di pubblicazione: 25/05/2009
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